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ECCO LA GUIDA DEFINITIVA PER DISSIPARE I MITI SU VEGANI E FRUTTARIANI
Ormai non c’è trasmissione televisiva, programma radiofonico, talk show o pagina social in cui non compaiano regolarmente rappresentanti di vegani, vegetariani o fruttariani pronti a impartire lezioni di morale.
Assistiamo quotidianamente alle solite disamine sull’importanza "etica" di eliminare i prodotti animali per salvare il pianeta dagli allevamenti intensivi, al totale impoverimento della complessità nutrizionale in favore dell'esaltazione acritica di cereali, amidi, legumi e frutta, fino ad arrivare al mantra secondo cui i grassi e le proteine animali sarebbero il male assoluto.
Per non parlare del solito terrorismo psicologico sulla carne rossa, ciclicamente bollata come elemento cancerogeno alla stregua dell'arsenico o del gas mostarda.
Quando qualcuno di queste categorie cercherà di convincervi con queste tesi preconfezionate, non perdete tempo a discuterci: è del tutto inutile dibattere con chi ignora la fisiologia, la biologia molecolare, la storia evolutiva e l’antropologia.
Stampate questo post, mettetelo nelle loro mani, oppure inviatelo via e-mail o sui social.
Questo è l'indice degli argomenti che affronterò nel dettaglio:
L'evoluzione del cervello umano e la Teoria dei Tessuti Costosi
Il grande errore dell'agricoltura (statura, carie, problemi ai denti e restringimento del palato)
L'inganno intestinale e il mix tossico tra carne e carboidrati raffinati
Il paradosso ecologico dell'agricoltura intensiva e l'ecocidio delle monocolture
Il mito della frutta originaria e dei presunti popoli fruttariani
L'appendice sugli enzimi (amilasi, alcol) e la vera natura della sopravvivenza onnivora, insieme all'origine reale degli allevamenti intensivi
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OLTRE IL MITO VEGANO:
BIOLOGIA EVOLUTIVA, EVOLUZIONE DEL CERVELLO E LA VERA STORIA DELLA NOSTRA ALIMENTAZIONE
Se c'è un dibattito ideologico che oggi domina i media, la radio e le piazze, è quello spinto dal mondo vegano e fruttariano.
Si sente spesso urlare che la carne crea putrefazione e cadaverina, che l’essere umano non è fatto per mangiarla, che non abbiamo i canini o gli artigli, che il nostro cibo originario è sempre stato la frutta e che la presenza di enzimi nella nostra bocca dimostra che siamo nati per i carboidrati.
La realtà, supportata dalla paleoantropologia, dalla biologia evolutiva, dalla biochimica cellulare e dall'ecologia, è radicalmente diversa.
Questo articolo analizza in modo dettagliato, scientifico e senza sconti l'intera traiettoria della nostra specie: da come abbiamo sviluppato il cervello umano alla catastrofe biologica dell'agricoltura, fino allo smontaggio definitivo dei falsi miti biologici e della "dieta fruttariana".
1. L’evoluzione del cervello umano: l’energia che ha fatto saltare i confini della biologia
Il cervello umano è un organo straordinario e complesso, ma è anche il più "costoso" del nostro corpo: pur rappresentando appena il 2% del peso corporeo, consuma circa il 20-25% dell'energia a riposo (contro l'8-10% delle altre scimmie).
Il cervello dei nostri antenati (Australopitechi) si aggirava sui 400-450 cm³ ed è rimasto stabile per milioni di anni con una dieta a basso contenuto energetico (foglie e frutta selvatica).
La vera esplosione dimensionale (l'encefalizzazione) è iniziata circa 2 milioni di anni fa con la comparsa del genere Homo (in particolare con Homo erectus) ed è proseguita fino all'apparizione dell'Homo sapiens e dei Neanderthal (1300-1500 cm³).
Per far crescere il cervello, l'evoluzione ha dovuto risolvere un paradosso energetico: trovare più calorie senza aumentare le dimensioni dello stomaco.
La Teoria dei Tessuti Costosi (Expensive Tissue Hypothesis)
La transizione verso una dieta onnivora con un forte apporto di carne, grassi e midollo osseo è stata la chiave di volta:
Densa concentrazione energetica: La carne offre proteine nobili, acidi grassi essenziali (come il DHA e l'arachidonico, mattoni strutturali del sistema nervoso) e calorie in un volume ridotto.
La riduzione dell'intestino:
Poiché la carne è altamente digeribile rispetto alla cellulosa vegetale, l'intestino si è accorciato. L'energia risparmiata nel mantenere un apparato digerente mastodontico è stata dirottata verso il cervello, che ha potuto così espandersi.
Il comportamento opportunista:
All'inizio i nostri antenati erano sciacquoni opportunisti che usavano strumenti in pietra per rompere le ossa lunghe e nutrirsi del midollo.
Questo ha innescato una spinta evolutiva verso la cooperazione, la caccia di resistenza e lo sviluppo della corteccia prefrontale, l'area deputata alle funzioni esecutive, al controllo degli impulsi e alla pianificazione.
2. Il grande errore dell'agricoltura: statura, carie, denti storti e riduzione del cervello
Circa 10.000 anni fa, con la Rivoluzione Agricola, l'umanità è passata dal nomadismo e dalla caccia a un'esistenza stanziale basata sulla coltivazione intensiva di pochi cereali (grano, riso, mais). Dal punto di vista della demografia è stato un successo, ma biologicamente è stata una catastrofe per il singolo individuo:
Crollo della statura e malnutrizione:
I cacciatori-raccoglitori superavano i 175-180 cm di altezza, mentre gli agricoltori divennero più gracili, affetti da carenze croniche di ferro, zinco e proteine nobili.
La distruzione dei denti:
Prima dell'agricoltura le carie erano quasi inesistenti. Con l'arrivo dei cereali ricchi di amidi fermentabili e zuccheri, la bocca è diventata l'habitat perfetto per i batteri cariogeni.
Il palato che si restringe (Epigenetica e masticazione):
Popoli tradizionali (come i Masai o gli Inuit studiati dal Dr. Weston Price) avevano arcate dentarie larghe e perfette.
I cibi dei cacciatori richiedevano una masticazione vigorosa che stimolava la crescita ossea di mascella e mandibola.
I cibi molli, bolliti e raffinati dell'agricoltura non offrono questo stimolo: le ossa mascellari rimangono strette, i denti si accavallano e nasce il bisogno moderno dell'apparecchio ortodontico.
La riduzione del cervello:
Negli ultimi 10.000 anni, a causa della peggiorata nutrizione e della perdita di diversità alimentare, il volume medio del cervello umano si è ridotto di circa il 10%.
3. L'inganno intestinale: perché la carne non è il nemico (e il vero pericolo dei "mix")
Spesso si sente dire che la carne provoca putrefazione, cadaverina, putrescine e ammine biogene (istamina) a causa dell'assenza di ureasi o di canini da tigre. Si tratta di falsi miti biologici:
Il nostro apparato digerente:
Non siamo predatori da agguato basati sulla forza bruta, ma cacciatori di resistenza dotati di uno stomaco estremamente acido (con un pH simile a quello dei carnivori spazzini come iene ed avvoltoi), progettato proprio per digerire la carne e neutralizzare i batteri patogeni.
Il vero disastro metabolico (Il mix tossico):
La putrefazione intestinale e il "fuoco nell'intestino" (Leaky Gut Syndrome, colite, morbo di Crohn) non sono causati dalla carne in sé, ma dal contesto metabolico e dalle associazioni alimentari.
Quando la carne viene consumata insieme a grandi quantità di carboidrati raffinati (pane, pasta, riso, patate, zuccheri), si altera drasticamente il microbiota. I carboidrati alimentano i batteri fermentativi che risalgono nel tenue (SIBO, SIFO)
Le proteine non digerite a fondo fermentano in modo anomalo, creando le ammine tossiche che infiammano la mucosa intestinale e distruggono le giunzioni serrate (tight junctions).
Il riscontro clinico della Dieta Chetogenica/Carnivora:
Eliminando completamente cereali, legumi (ricchi di antinutrienti, lectine e fitati irritanti), fibre indigeribili e zuccheri, si toglie il carburante ai patogeni.
La carne di alta qualità viene digerita quasi interamente a livello gastrico e duodenale, permettendo all'intestino di riposare, spegnendo l'infiammazione e riparando la mucosa in pochi mesi.
4. Il paradosso ecologico: l'agricoltura distrugge il pianeta (molto più del pascolo)
I vegani spesso argomentano la loro scelta etica parlando di "sofferenza animale", ma ignorano l'impatto devastante dell'agricoltura intensiva sull'ambiente e sulla biodiversità:
La carneficina invisibile (Ecocide):
Per produrre cereali, soia e monocolture vegetali, la terra viene arata in profondità con trattori e mietitrebbie.
Questo processo uccide miliardi di esseri senzienti ogni anno: insetti (compresi i vitali impollinatori come le api), lombrichi, rettili, uccelli che nidificano a terra e piccoli mammiferi vengono triturati o avvelenati da pesticidi e glifosato.
Il furto di territorio e biodiversità:
Le foreste e le praterie vengono rase al suolo per fare spazio ai campi agricoli.
Al contrario, i ruminanti (bovini, pecore) allevati al pascolo rigenerativo fanno ciò che la natura ha sempre fatto: fertilizzano il suolo con il letame, stimolano la crescita dell'erba, trattengono l'anidride carbonica nel terreno (sequestro del carbonio) e mantengono in vita ecosistemi complessi.
Il falso mito del mais o soia agli animali:
La stragrande maggioranza del cibo dato ai bovini è costituita da scarti dell'industria alimentare umana (bucce, stocchi, trebbie, fieno) che l'apparato digerente umano non potrebbe mai digerire.
I ruminanti trasformano risorse altrimenti inutilizzabili in cibo ad altissima densità nutrizionale.
La vera causa degli allevamenti intensivi:
L'accusa mossa agli allevamenti intensivi è sacrosanta nelle condizioni, ma ne ignora la causa primaria: è stata l'agricoltura intensiva a rubare gli spazi naturali, recintando i pascoli e convertendoli in monocolture.
Hanno tolto alle mucche lo spazio per pascolare liberamente, costringendole in stalle industriali.
La soluzione non è abolire la carne, ma eliminare le monocolture e restituire la terra ai ruminanti al pascolo rigenerativo.
5. Il mito della frutta originaria e dei popoli fruttariani
Uno degli argomenti più romantici del mondo vegano/fruttariano è che l'essere umano si sia evoluto mangiando frutta dolce, citando le popolazioni tropicali delle Hawaii o del Sud-Est asiatico.
Si tratta di un falso storico e botanico per due ragioni fondamentali:
La frutta di oggi non è la frutta del passato:
La frutta dei supermercati (banane giganti, ananas dolcissime, pesche succose, uva senza semi) è un'invenzione artificiale, frutto di millenni di ingegneria agraria e selezioni genetiche umane.
La frutta selvatica ancestrale era piccola, dura, legnosa, ricchissima di semi durissimi, poverissima di zuccheri e strapiena di acidi e tannini.
Riempire oggi l'organismo di 50-100 grammi di fruttosio concentrato significa mandare in tilt il fegato (generando steatosi e resistenza insulinica).
Nella preistoria la frutta dolce era disponibile solo per poche settimane all'anno, servendo biologicamente a ingrassare per superare le carestie, non a viverci stabilmente.
Nessun popolo è mai stato puramente fruttariano:
Nelle zone tropicali o sulle isole (come le Hawaii o l'Amazzonia), le popolazioni indigene non sono mai sopravvissute di sola frutta.
Alle Hawaii i nativi pescavano massicciamente nell'oceano (consumando enormi quantità di proteine e grassi omega-3) e allevavano maiali e pollame.
Anche i nostri parenti più vicini, gli scimpanzé, pur vivendo nelle foreste pluviali, cacciano attivamente scimmie più piccole, mangiano carne, termiti e uova.
6. Il falso mito degli enzimi (Amilasi e Alcol) e la trappola della sopravvivenza
Quando si discute con il mondo vegano, vengono spesso tirati in ballo argomenti "biologici" apparentemente inattaccabili, come la presenza di enzimi specifici nella nostra saliva o il metabolismo dell'alcol.
La trappola dell'enzima dell'alcol:
Il corpo umano produce l'enzima alcol deidrogenasi per metabolizzare l'alcol.
Ma questo significa che siamo nati per ubriacarci o che l'alcol è il nostro carburante ideale?
Ovviamente no.
Quel sistema enzimatico è uno strumento di sopravvivenza eccezionale: i nostri antenati raccoglievano frutta matura o caduta a terra che aveva iniziato a fermentare.
Saper metabolizzare quell'alcol permetteva di non morire di intossicazione e di ricavare calorie preziose in emergenza, ma non fa dell'alcol un alimento "progettato" per noi.
L'amilasi e la flessibilità metabolica (L'esempio degli animali spazzini):
L'uomo ha l'amilasi nella saliva perché è un onnivoro opportunista straordinario.
Come gli orsi (che d'estate mangiano bacche e salmoni, ma se trovano una discarica si nutrono di rifiuti umani) o i cinghiali (che razzolano nei boschi ma si adattano a mangiare di tutto per sopravvivere), anche l'essere umano ha sviluppato la capacità genetica di digerire amidi e carboidrati perché questo ci ha permesso di non estinguerci durante le ere glaciali o le carestie millenarie quando la carne scarseggiava.
Avere la capacità di sopravvivere mangiando cereali e zuccheri di ripiego non significa che quello sia il nostro cibo biologico ottimale, esattamente come un rifugiato che mangia scarti per sopravvivere non sta seguendo la sua dieta ideale.
In conclusione
La salute dell'essere umano e la salute del pianeta seguono leggi biologiche ed ecologiche precise.
L'uomo si è evoluto come un primato onnivoro opportunista, la cui espansione cerebrale e la cui forza fisica sono state rese possibili dai cibi densi di nutrienti e grassi animali.
L'agricoltura intensiva dei cereali e la narrazione ideologica moderna , fondata su falsi miti biologici, enzimi estrapolati dal contesto, demonizzazione della carne naturale e idealizzazione di una frutta che in natura non è mai esistita, rappresentano il vero disastro per il nostro metabolismo, per la nostra integrità intestinale e per la biodiversità del pianeta.
Magari fosse cosi. Purtroppo non lo é.
La notizia è ampiamente ingigantita.
Non esiste alcun processo per crimini contro l'umanità o 'Norimberga 2.0'.
Si tratta semplicemente di una causa civile privata per risarcimento danni intentata in Olanda da 7 cittadini contro la Stato olandese, Gates, Bourla e Rutte.
È una normale controversia legale tra privati e non un processo penale o un tribunaal internazionale.
Gates, Bourla y Rutte demandados por daños de vacunación... están enfrentando acusaciones por las ‘Vacunas contra el Covid’ que son ‘Armas Biológicas Letales’.
Este procedimiento es el primero del mundo y será un efecto dominó donde van a caer uno a uno... Fauci, Von der Leyen... también deben ser juzgados POR CRÍMENES CONTRA LA HUMANIDAD EN MASA. NUREMBERG 2.0
🔥🔥🔥🔥☄️
Rispondo a un'ex collega, che fa parte del sistema ed è laureata (mi pare) in Scienze dell'Alimentazione.
Questo è il suo commento a una mia risposta rivolta ad un commento di un follower: leggete i commenti sotto il post condiviso per capire bene tutto il contesto
Il messaggio ricevuto:
"Eh però non essere severo, I pazienti di norma seguono il Mmg (e già si sentono fortunati se ne hanno uno assegnato) e di questi sono pochi (direi tendente a zero) quelli che continuano a studiare o che si prendono una seconda laurea in alimentazione o che parlano abbastanza lingue da leggere in modo critico gli articoli scientifici.
Noi siamo qui per divulgare (più tu che io) per fare i medici e non solo per criticare il sistema! Buona domenica! Comunque si vai x rispondere alla domanda andate di carne e parmigiano!"
La mia risposta:
Sul concetto di "severità" e sul ruolo della divulgazione:
Accusa di essere "severi" chi sceglie di non fare sconti di fronte a evidenze cliniche e metaboliche macroscopiche è un classico meccanismo di difesa per edulcorare la realtà.
Dire le cose come stanno, denunciare i fallimenti nutrizionali delle linee guida ufficiali o puntare il dito contro un sistema sbilanciato non è severità: è rigore intellettuale e rispetto per chi soffre di patologie croniche che potrebbero essere evitate o regredite.
Se fare i medici dovesse significare addolcire la pillola per quieto vivere accademico o per non scontentare i colleghi, verrebbe meno il giuramento stesso della professione medica, che impone di cercare la verità e il bene del paziente prima delle convenzioni sociali.
Sulla gestione della medicina generale e la spesa sanitaria:
Rilevare che la spesa della sanità pubblica in Italia supera stabilmente i 200 miliardi di euro l'anno non significa affatto prendersela con il singolo medico di base che opera in trincea, sovraccaricato di burocrazia e con un numero insostenibile di pazienti assegnati.
Significa denunciare l'inefficienza strutturale di un sistema interamente sbilanciato sulla gestione passiva della cronicità e sulla prescrizione del sintomo, anziché sulla prevenzione attiva, metabolica ed eziologica.
Dire che ci si deve ritenere "fortunati" ad avere un medico assegnato in un Paese che spende cifre folli senza invertire la rotta delle malattie metaboliche e cardiovascolari non è realismo: è rassegnazione acritica verso un modello sanitario che ha fallito nella sua missione primaria di educazione alla salute.
Sul valore del percorso accademico e sulla presunta rarità dello studio:
È vero che la stragrande maggioranza dei professionisti non consegue una seconda laurea o non approfondisce la letteratura internazionale in lingua originale, ma questo non rende il dogma accademico uno scudo intoccabile, bensì evidenzia un limite strutturale della formazione continua.
All'università, i corsi di laurea in nutrizione, dietistica e la stessa formazione medica di base si fondano rigorosamente sulle linee guida ufficiali e sulla biochimica clinica classica.
Questo approccio dogmatico promuove ciecamente i carboidrati complessi, i legumi, i cereali integrali, la frutta e la verdura come dogma assoluto della presunta Dieta Mediterranea, guardando con scetticismo ottuso o totale chiusura mentale le diete chetogeniche, carnivore o i modelli basati sull'alimentazione ancestrale ed evolutiva.
La storia evolutiva dell'essere umano, basata per milioni di anni su grassi, proteine e tuberi, viene completamente ignorata dai piani di studio tradizionali a favore di raccomandazioni standardizzate che strizzano l'occhio a logiche commerciali e di compromesso istituzionale.
La scienza non è un catechismo immutabile, ma un processo dinamico di studio, smentita, ricerca sul campo e aggiornamento perpetuo.
Quindi mi chiedo a cosa serva questa seconda Laurea.
Sul falso mito del "criticare":
È ora di ribaltare una narrazione comoda ma infondata.
Chi sarebbe colui che critica solo il sistema senza offrire alternative?
Di certo non chi, come il sottoscritto, fonda ogni singolo intervento su un principio metodologico indissolubile: chi muove una critica strutturata ha il dovere intellettuale di proporre immediatamente soluzioni applicabili.
Le soluzioni non solo sono state date, ma sono state spiegate, sviscerate e documentate in migliaia di salse, affrontando l'alimentazione sotto ogni angolazione possibile: antropologica, evolutiva, fisiologica, della biologia molecolare e attraverso i risultati tangibili e misurabili sul campo, applicati alle inversioni di rotta cliniche e alle guarigioni reali dei pazienti.
La divulgazione seria non serve ad accarezzare le spalle del sistema, a fare i gentiluomini mondani per quieto vivere o a dispensare formulette edulcorate intrise di finta gentilezza.
Serve a dare alle persone gli strumenti critici, scientifici e biologici per riprendere totalmente in mano la propria salute metabolica, uscendo dal recinto dorato dei consigli triti e ritriti che non risolvono i problemi alla radice.
Oggi, grazie alle infinite possibilità di traduzione offerte dalla rete, non è più indispensabile conoscere le lingue straniere per leggere qualsiasi testo.
Conclusione:
Se interloquire significa scambiare opinioni superficiali in stile format en passant, si sbaglia indirizzo: qui si argomenta dati alla mano, punto per punto.
Buona domenica anche a te
Replying to @Gherzega
il medico che in 10 anni di studi ha solo studiato diagnosi e terapie farmaceutiche e neanche 1 ora di alimentazione integrazione e stile di Vita?
Latte A1 o latte A2 ? Quale scegliere?
Il vero motivo per cui il latte ti gonfia, ti stanca e ti crea problemi digestivi (e non è sempre colpa del lattosio!)
Tante persone pensano che l'unico problema del latte vaccino sia il lattosio.
Ma hai mai notato che anche prendendo il latte senza lattosio continui ad avere gonfiore, pesantezza o digestione lenta?
La colpa, molto spesso, non è degli zuccheri... ma delle proteine.
Qual è la differenza tra Latte A1 e Latte A2?
Il latte di mucca contiene una proteina chiamata beta-caseina, che esiste principalmente in due varianti: A1 e A2.
Latte A1:
È il latte vaccino tradizionalmente più diffuso in Italia (prodotto da razze come la Frisona).
Quando viene digerito nello stomaco, libera un peptide oppioide chiamato BCM-7 (beta-casomorfina-7).
Latte A2:
È il latte originario, quello delle mucche di una volta o di razze antiche come le Guernsey o le Jersey.
Non rilascia BCM-7 durante la digestione e risulta infinitamente più leggero.
I problemi del Latte A1 (Perché fa male a molti?)
La scomposizione della proteina A1 e il conseguente rilascio di BCM-7 sono responsabili di diversi disturbi:
Infiammazione intestinale:
Il peptide BCM-7 può irritare e infiammare le pareti dell'intestino.
Gonfiore, crampi e lentezza:
Rallenta il transito intestinale, provocando gas e senso di pesantezza, spesso scambiati per intolleranza al lattosio.
Stanchezza e nebbia mentale:
In soggetti sensibili, l'assorbimento dei peptidi A1 può influire negativamente sulla lucidità e sul benessere generale dopo i pasti.
Dove si trovano in Italia il Latte A1 e il Latte A2?
Dove si trova l'A1:
Nel 90% del latte di mucca da supermercato, sia fresco che UHT, e nei prodotti industriali derivati.
Dove si trova l'A2:
Sta arrivando anche nei supermercati italiani, spesso venduto con la dicitura specifica Latte A2 o da filiere selezionate di mucche con genotipo A2A2, ma ha un prezzo molto elevato ed è un prodotto di nicchia.
Come raggirare il problema dell'A2 senza spendere un patrimonio?
Invece di cercare il costoso latte di mucca A2, madre natura ci offre già l'alternativa perfetta: passare al latte di Capra, Pecora o Bufala!
I latti di questi tre animali sono naturalmente 100% A2, cioè senza proteina A1.
Non serve pagare un sovrapprezzo per una selezione genetica: sono leggeri per natura.
Latte di Capra:
Ha globuli di grasso grandi la metà rispetto a quello vaccino ed è ricco di acidi grassi a media catena (MCT), che vengono bruciati subito dal corpo senza affaticare il fegato e lo stomaco.
Inoltre, pur contenendo lattosio, risulta spesso molto più tollerato a livello intestinale.
Latte di Pecora:
Densa fonte di nutrienti, ricchissimo di proteine nobili, calcio, zinco e grassi benefici come il CLA rispetto al latte di mucca.
Latte di Bufala:
Nutrizionalmente superiore, ricco e cremoso, privo delle criticità legate alla proteina A1.
E per quanto riguarda Panna e Formaggi?
La lavorazione e la stagionatura cambiano radicalmente la presenza di proteine e lattosio, offrendo ottime notizie anche per chi è molto sensibile.
Formaggi Stagionati (Parmigiano Reggiano, Pecorino, ecc.):
Cosa c'è nel Parmigiano Reggiano?
Il Parmigiano Reggiano è fatto con latte vaccino tradizionale, che contiene sia A1 che A2.
Tuttavia, durante la stagionatura, specialmente oltre i 24-30 mesi, i batteri lattici consumano completamente il lattosio e degradano gran parte delle proteine.
Di conseguenza, i formaggi molto stagionati sono praticamente privi di lattosio e molto più leggeri anche per chi ha problemi con le caseine, indipendentemente dal fatto che fossero A1 o A2 in origine.
Formaggi Freschi (Mozzarella, Ricotta, Stracchino):
Se sono fatti con latte vaccino tradizionale (A1), contengono sia lattosio che proteine A1, risultando pesanti.
Scegliere mozzarella di bufala o formaggi freschi di capra o pecora garantisce invece l'assenza della proteina A1 e una digeribilità nettamente superiore.
La Panna:
La panna è la parte grassa del latte.
Sebbene contenga meno proteine rispetto al latte liquido, perché i grassi vengono separati dal siero e dalla parte proteica, la panna da latte vaccino tradizionale mantiene comunque tracce di caseina A1.
La panna di capra o la panna vegetale rappresentano alternative molto più delicate per chi cerca un'alternativa leggera.
In sintesi:
Se il latte ti dà fastidio, non fermarti al senza lattosio. Prova a sostituire i prodotti da latte di mucca tradizionale con prodotti da Capra, Pecora o Bufala, oppure orientati su formaggi a lunga stagionatura.
Il tuo intestino ti ringrazierà.
E intanto in Norvegia:
Babbo Natale ringraziaLa Norvegia smantella interi parchi eolici perché i rinoceronti/le renne nascono malformati
La Corte Suprema della Norvegia ha stabilito che due grandi parchi eolici per un totale di 151 pale eoliche a Storheia e Roan devono essere rimossi, poiché violano i diritti del popolo indigeno dei Sami e la loro tradizionale allevamento di renne.
Oltre alla riduzione dei pascoli, è stato riscontrato che le pale eoliche hanno un impatto negativo sulle renne stesse, inclusi problemi di salute e malformazioni negli animali, che potrebbero essere causati dallo stress e dalla vicinanza agli impianti.
PUÒ UNA SOCIETÀ PRIVATA ESPROPRIARE OLTRE 300 TERRENI AGRICOLI IN SARDEGNA ??? #MAGSardegna con capitale sociale di 10.000 euro espropria terreni per costruire pale eoliche e fotovoltaico da costi esorbitanti. @GiorgiaMeloni #GovernoMeloni dove siete ?? E la magistratura così sollecita non muove un dito per indagare ???
Grazie @fuoridalcorotv @mariogiordano5
"L'Ivermectina è un farmaco miracoloso."
Questa affermazione non proviene da un influencer qualunque. È di Robert F. Kennedy Jr. – in un'intervista con The Hill.
Ha poi proseguito dicendo:
"Ci sono ormai 100 studi che dimostrano che l'ivermectina ha avuto benefici profondi, portando in generale a una riduzione dal 70% all'85% dei ricoveri e dei decessi."
E adesso?Lo stesso farmaco che hanno deriso definendolo "sverminante per cavalli" è al centro di discussioni per qualcosa di ancora più grande.
Proprietà antitumorali.
Le testimonianze continuano ad arrivare.
Cancro alla prostata.
Cancro al seno.
Tumori della pelle.
Cancro al colon.
Tumori che si riducono.
Marcatori che scendono.
Persone a cui era stato detto "non c'è più speranza" – e che sono ancora qui.
Ecco cosa non vogliono che tu sappia:
L'Ivermectina è economica.
Senza brevetto.
Accessibile.
Il che la rende una minaccia per un'industria da trilioni di dollari che trae profitto dalle malattie croniche – non dalle cure.
L'Ivermectina è il peggiore incubo di Big Pharma?
Forse sì.
"Ivermectin is a miracle drug."
That's not from a random influencer. That's Robert F. Kennedy Jr. – in an interview with The Hill.
He went on to say:
"There are now 100 studies showing that ivermectin has had profound benefits, generally resulting in a 70% to 85% reduction in hospitalizations and deaths."
And now?
The same drug they mocked as "horse dewormer" is being discussed for something even bigger.
Anti-cancer properties.
Stories are pouring in. Prostate cancer. Breast cancer. Skin cancer. Colon cancer. Tumors shrinking. Markers dropping. People who were told "there's no hope" – still here.
Here's what they don't want you to know:
Ivermectin is cheap. Off-patent. Available.
Which makes it a threat to a trillion-dollar industry that profits from chronic illness – not cures.
Is Ivermectin Big Pharma's worst nightmare?
Maybe.
But for the people who've seen it work?
It's just a miracle.
☘️ Real medicine doesn't need a billion-dollar ad campaign.
👇 What do you think?
Dr. Anthony Chaffee, Neurochirurgo.
I carboidrati sono davvero necessari per prosperare o anche solo per sopravvivere?
Questo non dovrebbe nemmeno più essere oggetto di dibattito: le prove a sfavore sono schiaccianti.
Gli esseri umani non solo sono sopravvissuti, ma hanno prosperato in condizioni molto più rigide e pericolose per la vita, come le ere glaciali, per il 99% dell'esistenza umana senza carboidrati.
Quindi, per quanto riguarda la sopravvivenza, suggerire che i carboidrati siano necessari è un argomento privo di fondamento.
Per quanto riguarda il prosperare, anche in questo caso le prove sono schiaccianti sul fatto che i carboidrati causino un danno diretto, senza apportare alcun beneficio aggiuntivo, a patto di assumere un'adeguata nutrizione ed energia da altre fonti, come la nostra dieta primaria a base di carne grassa.
Lo si può notare persino nel genoma, dove gli esseri umani non possedevano nemmeno il codice genetico per produrre l'amilasi in grande abbondanza prima della rivoluzione agricola, circa 10.000 anni fa.
L'amilasi è l'enzima che scompone l'amido, ovvero i carboidrati vegetali.
Quindi, se non avevamo nemmeno la capacità genetica di scomporre l'amido e i carboidrati dalle piante, è chiaro che non li consumavamo né ne avevamo bisogno.
Le prove continuano ancora e ancora, come vedrete in questo video, dimostrando in modo approfondito che i carboidrati non sono né necessari né benefici nella dieta umana.
Elenco che, naturalmente, non esaurisce tutte le prove contrarie al consumo di carboidrati.
Do you need carbohydrates to thrive, or even survive? This really shouldn't be a debate anymore, the evidence is overwhelming against it. Humans have not only survived but thrived in much harsher and life-threatening conditions, such as the ice ages, for 99% of human existence without carbohydrates. So as far as survival, that's a non-starter to suggest that you need carbohydrates.
As for thriving, again the evidence is overwhelming that carbohydrates cause direct harm, without any added benefit as long as you are getting adequate nutrition and energy from other sources, such as our primary diet of fatty meat.
You can even see this in the genome, where humans didn't even have the genetic code to make amylase in any abundance prior to the agricultural revolution about 10,000 years ago. Amylase is the enzyme that breaks down starch, plant carbohydrates. So if we didn't even have the genetic ability to break down starch and carbohydrates from plants, we clearly weren't eating them or requiring them.
The evidence goes on and on, as you will see in this video, so as you can see the evidence is thoroughly against carbohydrates being necessary or beneficial in the human diet.
This is of course not an exhaustive list of evidence against eating carbohydrates. What are some other reasons and evidence that you can think of as well?
#carnivore #keto #healthy #health #nutrition
Oltre la cura: il coraggio di continuare a vivere davvero
Quando riceviamo una diagnosi complessa, che si tratti di una malattia degenerativa o di un tumore, la nostra vita cambia all'improvviso in una frazione di secondo.
Iniziamo una salita ripidissima fatta di terapie, visite, esami, protocolli e ricerche continue.
La mente entra in una modalità di sopravvivenza totale: l'unico obiettivo diventa "guarire".
Ci focalizziamo così tanto sulla cura del corpo e sulla guarigione da dimenticarci, a poco a poco, di cosa significhi vivere.
E soprattutto, di avere ancora il diritto di divertirci, di provare gioia e di sentirci vivi, proprio qui e ora.
"Sì, ma con i dolori e la chemio come faccio?"
Lo so cosa pensano in molti adesso:
Facile a dirsi. Ma con i dolori lancinanti, con la stanchezza cronica che mi inchioda al letto, con il corpo devastato dalla chemioterapia e la nausea... come faccio a vivere?
Come faccio a divertirmi se non riesco neanche ad alzarmi?"
È la prima, legittima obiezione che sorge spontanea. Quando la malattia ti toglie le forze e i trattamenti ti consumano, anche solo respirare richiede un atto di eroismo.
Non sto parlando di fare grandi viaggi, feste sfrenate o di fingere che vada tutto bene.
Non c'è spazio per la tossicità del "pensa positivo" quando il corpo urla dolore.
Una nota dalla mia esperienza: quando la malattia diventa l'unica identità
Nella mia esperienza di vita e di lavoro, ho visto troppe persone finire in una trappola invisibile.
Le ho viste concentrate mattina e sera a parlare unicamente della propria malattia, con se stesse e con gli altri, ripetendo continuamente a se stesse frasi come:
Perché proprio a me, non me lo meritavo, ed io che mangiavo sano, ed io che conducevo un buon stile di vita, ed io che facevo anche sport e cosi via
Passando intere giornate chiuse in un vortice di ricerche disperate sulla rete.
Quando trasformi la malattia nella tua unica identità, spegni ogni altra parte di te.
Cerca soluzioni, certo, informati e fatti seguire dai medici, ma non permettere al cancro o alla diagnosi di occupare il 100% dei tuoi pensieri, della tua voce e del tuo tempo.
Cosa significa davvero sentirci vivi quando il corpo è stanco?
Sentirsi vivi, quando si combatte una battaglia così dura, non significa ignorare la sofferenza o fare finta che la malattia non esista.
Significa trovare micro-spazi di umanità là dove la malattia cerca di cancellarti.
Può essere un raggio di sole che ti scalda il viso dalla finestra, una canzone ascoltata a occhi chiusi che ti riporta a un bel ricordo, il sapore di un bicchiere d'acqua fresca, una risata condivisa con chi ti ama per una sciocchezza in tv, o anche solo il permesso di piangere e poi di riposare senza sentirsi in colpa.
Vivere, in certi momenti, è semplicemente proteggere la tua anima e la tua dignità nel buio della tempesta.
Non scegliere tra la salute e la vita: abbraccia entrambe
La verità è che non deve essere per forza una scelta aut-aut.
Non devi scegliere tra l'impegnarti a guarire e il concederti piccoli momenti di connessione con la vita.
Puoi lavorare sul tuo benessere psicofisico, ascoltare il tuo corpo e fare i tuoi percorsi di cura, ma allo stesso tempo puoi permetterti di accogliere qualsiasi piccola cosa che nutre la tua anima, anche nei giorni no.
Se c'è una cosa che vorrei sussurrare a chiunque stia affrontando questo cammino è di non aspettare che il corpo sia perfetto per tornare a esistere.
Non aspettare che passi ogni dolore per cercare un motivo per aggrapparti a ciò che ami.
Un abbraccio a chi combatte: vivi prima che puoi
Se stai lottando contro il cancro o una malattia degenerativa, voglio mandarti un abbraccio immenso.
So quanto sia faticoso, so quanto l'energia a volte scarseggi e quanto sia facile perdersi nell'ossessione del prossimo controllo o della prossima terapia.
Ma ti meriti di custodire brandelli di vita lungo la strada, non solo alla fine del tunnel.
Fallo per te stesso, per la parte di te che non è la cartella clinica, per quella scintilla di vita che nessuna diagnosi e nessun farmaco potranno mai spegnere del tutto.
Non smettere di curarti, ma ti prego... non smettere mai di vivere.
Ho pubblicato tantissimi post per analizzare il ruolo chiave dei grassi e delle proteine animali nell'alimentazione umana.
Condivido questo testo perché sempre più persone, dai professionisti della salute come medici e biologi, fino alla gente comune, stanno finalmente aprendo gli occhi sull'importanza di tornare alla nostra dieta di specie.
L'agricoltura basata su cereali, amidi e legumi, insieme a zuccheri e cibi ultra-processati, bevande dolci , succhi di frutta e cosi via. sta condannando alla malattia troppe persone, anche giovanissime.
Ed è la stessa agricoltura che, giorno dopo giorno, sta distruggendo il pianeta.
Ecco la traduzione del post condiviso:
La testimonianza delle ossa: la transizione all'agricoltura
Quando gli esseri umani hanno abbandonato la caccia e la raccolta per l'agricoltura dei cereali, sono stati gli scheletri a raccontare come andarono davvero le cose.
L'altezza media crollò di diversi centimetri. I tassi di patologie dentali, anemia e malattie infettive impennarono drasticamente. I nuovi "diseredati" i primi agricoltori , erano più bassi, più deboli e più malati rispetto alle popolazioni nutrite a carne che avevano sostituito.
Coloro che mantennero l'accesso ai cibi di origine animale rimasero più alti e più robusti.
Guerrieri contro contadini: il modello della storia
Questo modello si è mantenuto per migliaia di anni. I popoli pastoralisti e i guerrieri che si cibavano di carne e grassi animali hanno costantemente superato in forza e salute le popolazioni contadine dipendenti dai cereali. Il grano era ciò che si mangiava quando la carne scarseggiava o veniva deliberatamente negata.
La narrazione moderna e la biologia immutata
Oggi le etichette si sono invertite, ma la biologia non è cambiata.
Le élite moderne finanziano e promuovono studi osservazionali che sminuiscono la carne, elevando al contempo cereali, oli di semi e carboidrati ultra-processati a scelta virtuosa per tutti gli altri.
Lo stesso copione che un tempo teneva i contadini a pane e acqua usa oggi una scienza manipolata per convincere il pubblico che i cibi della scarsità siano, in realtà, quelli ottimali.
La vera natura del grano
La carne non è mai stata un lusso. Il grano è stato il compromesso.
When humans left hunting and gathering for grain agriculture, the skeletons tell the story. Average height dropped several inches. Dental disease, anemia, and infectious disease rates rose sharply. The new “have-nots”—the early farmers—were shorter, weaker, and sicker than the meat-eating populations they replaced. The ones who kept access to animal foods stayed taller and more robust.
The pattern held for thousands of years. Pastoralists and warriors who ate meat and animal fat consistently outperformed the grain-dependent peasantry in strength and health. Grain was what you ate when meat was scarce or deliberately withheld.
Today the labels have flipped, but the biology has not. Modern elites fund and promote observational studies that downplay meat while elevating grains, seed oils, and ultra-processed carbohydrates as the virtuous choice for everyone else. The same playbook that once kept peasants on bread now uses manipulated science to convince the public that the foods of scarcity are actually optimal.
Meat was never the luxury. Grain was the compromise.
L'INCREDIBILE STORIA DELLA TUA COLAZIONE:
Come l'Assedio di Vienna ci ha regalato Cappuccino e Cornetto ☕🥐
Ogni mattina milioni di noi compiono lo stesso identico rito al bar:
"Un cappuccino e un cornetto, grazie!"
È la colazione italiana per eccellenza, l'emblema del relax, della dolcezza e dell'inizio della giornata.
Eppure, quasi nessuno sa che dietro questo gesto così quotidiano si nasconde uno degli eventi bellici più drammatici della storia europea: l’Assedio di Vienna del 1683.
Se oggi possiamo inzuppare un croissant fragrante in un caffè schiumoso, dobbiamo dire grazie ai panettieri viennesi, alle spie polacche e... all'esercito dell'Impero Ottomano in ritirata!
Ecco la storia incredibile di come la guerra ha creato la nostra colazione.
Il Cornetto: Masticare il nemico dopo la battaglia 🥐
Siamo nell'estate del 1683. L'esercito ottomano, guidato dal Gran Visir Kara Mustafà, circonda Vienna con un'armata imponente. La città è stremata, ma resiste.
Non riuscendo a sfondare le mura, gli ingegneri turchi tentano una mossa disperata: scavare gallerie sotterranee per mettere l'esplosivo direttamente sotto le fortificazioni e farle saltare in aria.
Chi salvò la città? I panettieri.
Lavorando di notte nei sotterranei per preparare il pane per l'indomani, i panettieri viennesi sentirono nel silenzio il rumore di zappe e picconi provenienti dal sottosuolo.
Diedero immediatamente l'allarme alla guarnigione cittadina, sventando l'attacco.
Poco dopo, l'arrivo dell'esercito di soccorso guidato dal re polacco Giovanni III Sobieski mise in fuga gli Ottomani.
Per premiare il loro coraggio, l'Imperatore Leopoldo I concesse ai panettieri il privilegio di creare un dolce speciale per celebrare la vittoria.
Nacque così il Kipferl, un piccolo pane preparato a forma di mezzaluna (il simbolo presente sulla bandiera ottomana).
L'idea era geniale e liberatoria: gli abitanti di Vienna potevano letteralmente "mangiare il simbolo del nemico" che li aveva terrorizzati per mesi.
Dal Kipferl viennese al Croissant francese
Ma come è diventato il croissant sfogliato che conosciamo oggi?
Nell'800, l'ufficiale austriaco August Zang aprì a Parigi la Boulangerie Viennoise, facendo conoscere il Kipferl ai francesi, che lo battezzarono croissant (cioè "luna crescente").
All'inizio del '900, i maestri pasticceri francesi rielaborarono l'impasto originale (che era più simile a una brioche o a un pane dolce), introducendo la tecnica della sfogliatura al burro (pâte feuilletée levée).
È nata così la meraviglia dorata, croccante e alveolata che oggi chiamiamo cornetto o croissant!
I sacchi di caffè abbandonati e la nascita del Cappuccino ☕
La storia non finisce qui.
Quando l'esercito turco scappò a gambe levate da Vienna, lasciò sul campo un bottino gigantesco.
Tra tende, armi e tesori, i soldati viennesi trovarono centinaia di misteriosi sacchi pieni di strani chicchi scuri e profumati.
Nessuno sapeva cosa farne.
Tutti pensavano fosse mangime per cammelli.
Tutti tranne un uomo: Jerzy Franciszek Kulczycki, un ufficiale e spia polacca che parlava turco e conosceva bene il Medio Oriente.
Kulczycki chiese all'Imperatore di poter tenere quei sacchi "inutili" come ricompensa per i suoi servizi di spionaggio.
Con quei chicchi aprì una delle prime caffetterie di Vienna (Zur blauen Flasche, "Alla Bottiglia Blu").
Com'è nato il Cappuccino?
Il caffè turco originale, però, era troppo forte, nero e amaro per i palati europei. Kulczycki ebbe allora due intuizioni geniali:
Filtrare i fondi di caffè.
Aggiungere un goccio di latte e del miele per addolcirlo.
Quando aggiunsero il latte al caffè scuro, la bevanda assunse un caratteristico colore marrone chiaro.
I viennesi notarono subito che quel colore era identico a quello del saio dei frati Cappuccini (in particolare si dice legato alla figura di Padre Marco d'Aviano, il frate cappuccino inviato dal Papa per unificare i principi cristiani contro l'assedio).
La bevanda venne battezzata in tedesco Kapuziner, l'antenato diretto del nostro amatissimo cappuccino!
La morale della favola
La prossima volta che vi sedete al bar la mattina, osservate la vostra colazione:
La mezzaluna di sfoglia che state addentando è il ricordo di un assedio sventato nel 1683.
La schiuma del cappuccino è il risultato di sacchi di caffè abbandonati in corsa da un esercito in ritirata e addolciti con il latte.
Buona colazione a tutti... con un pizzico di storia in più! ☕🥐✨
Ed alcuni Farmacisti la hanno chiamata "Veleno"
ULTIM’ORA: Il più completo studio sul cancro a base di Ivermectina e Mebendazolo finora realizzato individua 37 distinti meccanismi anticancro su 25 tipi di tumore umano
Abbiamo sintetizzato decenni di prove provenienti da oltre 100 studi, rivelando uno dei più ampi repertori di meccanismi anticancro mai documentati per una combinazione di farmaci fuori brevetto. Questa potrebbe essere la prima combinazione di farmaci generici ad ampia efficacia contro il cancro. Il National Cancer Institute avvierà studi su larga scala?Di Nicolas Hulscher, MPH | URL TheFocalPoints
BREAKING: The Most Comprehensive Ivermectin–Mebendazole Cancer Paper to Date Finds 37 Distinct Anticancer Mechanisms Across 25 Human Cancer Types
We synthesized decades of evidence from over a 100 studies, revealing one of the broadest repertoires of anticancer mechanisms ever documented for an off-patent drug combination. This may be the first broadly effective, generic drug combination for cancer. Will the National Cancer Institute start large scale trials? By Nicolas Hulscher, MPH URL TheFocalPoints @McCulloughFund @twc_health @theNCI
George retweeted
Acido Urico Alto nella Chetocarnivora:
Perché Succede e Come Risolverlo (Guida Pratica)
Una delle domande che mi fate più spesso è:
“Ho l’acido urico alto, devo ridurre le proteine?
Devo bere di più?
E come aumento i grassi senza fare disastri?”
Facciamo chiarezza una volta per tutte.!!!
1. Perché l’acido urico sale in Chetocarnivora?
I motivi principali sono due:
Troppo apporto di proteine/purine:
Mangiare quanta carne si vuole senza fare attenzione al rapporto grassi/proteine porta a un eccesso di azoto e purine, che il corpo converte in acido urico.
Competizione nei reni:
Quando i corpi chetonici sono alti nel sangue, usano gli stessi "canali" di uscita dell'acido urico a livello renale. I reni danno la precedenza ai chetoni e trattengono temporaneamente l'acido urico.
(Nota: Nelle prime 6-8 settimane di dieta, questo picco è spesso fisiologico e temporaneo).
2. Bere più acqua aiuta?
Assolutamente sì.
L’idratazione è la prima linea di difesa.
L'acqua diluisce la concentrazione di acido urico nel sangue e aiuta i reni a scartarlo, prevenendo la formazione di cristalli o calcoli.
3. Come passare al 20% di proteine senza sbagliare?
Quando diciamo 20% proteine e 80% grassi parliamo di percentuali caloriche, non di peso del piatto!
1 g di Proteine = 4 kcal
1 g di Grassi = 9 kcal
ERRORE DA EVITARE:
Mangiare la stessa quantità di carne di prima e "aggiungere" grassi sopra.
In questo modo si fanno solo schizzare le calorie alle stelle.
COSA FARE INVECE:
Bisogna ridurre i grammi effettivi di carne e scegliere solo tagli ricchi di grasso.
4. Quanto grasso c’è nella carne?
Tagli magri (filetto, petto di pollo, lonza): ~2-5g di grasso per 100g. (In chetocarnivora sono da evitare o vanno conditi abbondantemente).
Tagli medi (fesa, macinato magro, bistecche classiche): ~8-12g di grasso per 100g.
Tagli grassi (costata/ribeye marezzata, pancia di manzo, macinato 80/20, pancetta): ~18-25g di grasso per 100g.
Come integrare i grassi in concreto?
Usa tagli grassi come base (macinato 80/20, costate ben marezzate, pancia).
Aggiungi grassi puri animali: Burro da pascolo, Ghee (burro chiarificato), Strutto di manzo (tallow), Midollo osseo.
Prediligi i tuorli d'uovo rispetto agli albumi (hanno un perfetto equilibrio di grassi).
5. Integratori utili per abbassare l'acido urico
Oltre al cambio di alimentazione e all'acqua, ecco cosa aiuta la clearance renale:
Sali di Citrato (Citrato di Potassio / Magnesio): Alcalinizzano leggermente le urine.
L'acido urico si scioglie molto meglio in un ambiente meno acido e viene eliminato più facilmente.
Vitamina C: Aiuta a favorire l'escrezione renale dell'acido urico.
Acqua e Limone: Se la tua versione della carnivora/keto ne prevede l'uso, il citrato del limone ha un ottimo effetto alcalinizzante urinario.
📌 Salva questo post per consultarlo quando fai la spesa o se noti l'acido urico mosso nelle analisi!
Ripropongo.
🥩 I Pionieri del Ritorno all'Origine:
La Verità Oscurata da un Secolo di Bugie
Oggi voglio parlarvi di uomini che hanno sfidato i dogmi nutrizionali pagando il prezzo dell'oblio: il Dr. James Salisbury e il Dr. Wolfgang Lutz. Ma voglio anche parlarvi di come le loro scoperte siano state deliberatamente sepolte sotto una montagna di propaganda industriale.
#DietaAncestrale
🎖️ Il Dr. James Salisbury:
La carne come medicina
Nel XIX secolo, durante la Guerra di Secessione, il Dr. Salisbury salvò migliaia di soldati da morte certa per dissenteria e malnutrizione. Come? Eliminando i cereali (gallette e porridge) e prescrivendo una dieta di sole bistecche di manzo tritate e acqua calda. Aveva capito che l'essere umano è anatomicamente un carnivoro e che gli amidi vegetali, se non digeriti, creano tossine e infiammazione cronica.
#Salisbury
🥖 Dr. Wolfgang Lutz:
40 anni di successi clinici
Nel suo capolavoro “Life Without Bread”, il medico austriaco Wolfgang Lutz dimostrò su oltre 10.000 pazienti che limitare i carboidrati sotto i 72 grammi al giorno (la regola delle 6 unità) guariva malattie considerate incurabili, dal Morbo di Crohn al diabete. Per Lutz, il grasso animale non era il nemico, ma il carburante d'elezione per il nostro genoma rimasto all'Era Glaciale.
#WolfgangLutz
🚫 Il Grande Inganno:
Chi ha cancellato questi pionieri?
Perché non abbiamo mai sentito parlare di loro a scuola o nei media? Perché la verità ancestrale è stata sacrificata sull'altare del profitto.
L’Industria dello Zucchero e i Corrotti di Harvard: Negli anni '60, l'industria dello zucchero pagò profumatamente famosi scienziati di Harvard per pubblicare studi falsati che assolvevano lo zucchero e indicavano nei grassi saturi i colpevoli delle malattie cardiache.
#VeritàNascoste
La Dieta Low-Fat:
È stato creato il falso mito che "i grassi fanno ingrassare", spianando la strada a prodotti processati, margarine industriali e oli di semi (altamente infiammatori), presentati come "salutari per il cuore".
Lavaggio del Cervello Collettivo: Ci hanno convinto che la colazione ideale sia "cappuccino e cornetto" o una ciotola di avena, ovvero un picco insulinico che distrugge il metabolismo già alle 8 del mattino. Ci hanno terrorizzato dicendo che la carne rossa è cancerogena, ignorando che l'essere umano ha prosperato su di essa per milioni di anni.
#LowFatLies
🏭 Un Sistema basato sulla Malattia
Promuovere cereali, soft drink e cibi processati non serve a nutrirci, ma a sostenere un'economia che guadagna due volte: prima vendendoti il cibo che ti ammala e poi vendendoti il farmaco per gestire i sintomi.
Pionieri come Salisbury e Lutz sono stati messi all'angolo perché la loro soluzione era troppo semplice e troppo economica: tornare a mangiare cibo vero, denso, animale. Niente scatole, niente etichette, niente lobby.
💡 Conclusione
La scienza autentica non teme domande, ma il dogma industriale sì. Riscoprire questi medici significa riprendersi la sovranità sulla propria salute, uscendo dalla gabbia di una piramide alimentare costruita sui profitti e non sulla biologia.
Siamo pronti a smettere di credere alle favole della dieta Low-Fat e tornare alla nostra vera natura? Dimmelo nei commenti. #SaluteMetabolica #CarneRossa #NoSugar
L'“ORA DI DIO” — DOVE LA MENTE INCONTRA IL MISTERO
La magia delle 3 del mattino e le mie creazioni
Molti mi hanno chiesto come io possa riposare la notte solo 3-4 ore.
Capisco che non é proprio una pratica di tutti, ma per me é da quasi sempre cosi.
A darmi lo spunto per scrivere questo post non sono state solo le tante domande di followers, amici e conoscenti, ma anche il fatto che recentemente ho scoperto che persino un artista straordinario come Prince faceva esattamente lo stesso.
Eccovi la mia spiegazione a riguardo:
Lo sostengo da sempre.
Quelle ore in cui sono sveglio magicamente alle 3 del mattino sono esattamente quelle in cui ho creato tutti i miei testi, le mie invenzioni, le mie creazioni.
È da quando mi ricordo che faccio così: in quelle ore notturne nascono le mie creazioni, trovo le soluzioni dei rebus su cui sto lavorando, prendono vita nuove idee e nuove opportunità.
Ed è esattamente per questo che lo slogan della mia società era:
“Il futuro è adesso"
Ed ora diventato:
"Il futuro è già passato”.
Come ho raccontato anche in precedenti post, le mie invenzioni, creazioni e riflessioni su diversi temi arrivano con così tanto anticipo che spesso, solo dopo anni o decenni, vengono corroborate da altri ricercatori; prima venivano percepite come troppo futuristiche, quasi da sembrare fake o fantascienza.
Oggi trovo la prova che anche Prince faceva esattamente così.
Il caso Prince e la mente che crea nel buio
Il processo creativo di Prince punta dritto verso qualcosa di affascinante che riguarda la mente umana… Lui era noto per lavorare a fondo nella notte, creando musica mentre gran parte del mondo dormiva.
E secondo le immagini, ha registrato centinaia di canzoni che non sono mai state pubblicate.
Ma la parte più profonda della storia non è semplicemente quanto ha creato…
È lo stato di coscienza da cui stava creando.
Che cos'è lo stato ipnagogico
Esiste una finestra di transizione tra la veglia e il sonno nota come stato ipnagogico.
La mente analitica comincia a calmarsi. I soliti filtri mentali diventano più morbidi. E il lato associativo della mente, quello che trova gli schemi, diventa molto più attivo.
Invece di pensare:
“Questo ha senso”,
“Questo non ha senso”,
“La gente non fa le cose in quel modo”… la mente può iniziare a fare collegamenti senza lo stesso livello di filtro cosciente.
Quando le idee prendono forma
Un'idea si collega a un'altra.
Appare una melodia o una soluzione a un rebus.
Arriva improvvisamente un'intuizione geniale.
Qualcosa che sembrava apparentemente slegato improvvisamente fila alla perfezione.
E questo potrebbe essere parte del motivo per cui la creatività può sembrare così diversa in questi stati di transizione.
Le ore che la maggior parte delle persone perde
Le immagini fanno riferimento in modo specifico alle ore tarde della notte, intorno alle 2 - 5 del mattino, quando la maggior parte delle persone dorme e il cervello si muove attraverso diversi ritmi di coscienza.
Prince stava creando.
Mentre il mondo era silenzioso… lui era in studio.
E l'idea presentata nelle immagini è potente: non stava necessariamente creando dallo stesso stato mentale che le persone sperimentano durante la normale coscienza diurna.
Lavorava in uno spazio in cui la mente analitica poteva diventare più silenziosa e l'immaginazione poteva muoversi più liberamente.
Connessioni musicali e menti anticonvenzionali
Questo può aiutare a spiegare perché alcune delle sue connessioni musicali sembravano così anticonvenzionali.
Non perché avesse un cervello completamente diverso… ma perché aveva sviluppato un rapporto differente con le ore in cui la sua mente operava in modo diverso.
Che cos'è l'"Ora di Dio"
Spiritualemente, alcune persone definiscono le ore notturne più profonde, in particolare modo intorno alle 3-5 del mattino, come l'"Ora di Dio" (la "God Hour").
Viene spesso vista come una finestra sacra di immobilità.
Un momento in cui il mondo esterno è silenzioso… le distrazioni si riducono… e il mondo interiore diventa più facile da ascoltare.
Alcune tradizioni spirituali e insegnamenti metafisici moderni descrivono queste ore come un momento in cui può sembrare più facile connettersi con gli eteri, l'intuizione, i sogni o ciò che molti chiamano download.
Download di pensieri e canzoni nascoste
Un pensiero arriva all'improvviso.
Appare una risposta.
Un'idea creativa sembra provenire dal nulla.
Qualcosa sembra meno il frutto di una creazione… …e più qualcosa che è stato ricevuto.
Prince avrebbe descritto le sue canzoni in un modo che risuona con questa idea, come se esistessero già e stessero solo aspettando di essere trovate.
Probabilmente l'hai vissuto anche tu.
Quell'idea che arriva pochi istanti prima di dormire…
La soluzione che appare quando ti svegli prima della sveglia…
Il pensiero che sembra cristallino nel cuore della notte…
E poi svanisce una volta che la piena coscienza prende il sopravvento.
Forse ci sei stato senza avere un nome per definirlo.
Come allenare questa pratica
La pratica non consiste nell'eliminare il sonno.
Non si tratta di rimanere svegli per giorni.
Si tratta di diventare consapevoli delle soglie di coscienza che attraversi naturally.
Tieni un taccuino accanto al letto.
Cattura l'idea quando arriva.
Scrivi il sogno.
Registra la melodia.
Crea prima di consumare.
E concediti momenti in cui la mente analitica non deve per forza guidare.
Perché forse la creatività non richiede sempre più pensiero.
A volte richiede meno interferenza.
Quando il rumore si ferma
Forse l'"Ora di Dio" non riguarda un orologio magico…
Forse riguarda il momento in cui il rumore diventa abbastanza silenzioso da permetterti di ascoltarti e di dare forma a ciò che, nel mio caso, anticipa il futuro di anni.
La mente diventa silenziosa.
L'immaginazione si fa rumorosa.
E da qualche parte tra il sonno e il sogno… ti ricordi come ricevere. ️
Eccovi la prova di come tanti 'esperti' cerchino elegantemente di convincerci che sia necessario censurare il dissenso e il contraddittorio, colpendo chiunque osi mettere in discussione i protocolli della medicina sintomatica.
Replying to @Bluefidel47
Ascoltate questo. Il bavaglio, solo i medico possono parlare di qualcosa che non conoscono e che non hanno mai studiato
vm.tiktok.com/ZGdCq3HB1/
Il Paradosso del Camice Bianco, l’Evoluzione Negata e la Scienza Fatta Dogma
Viviamo immersi in un’illusione cognitiva tanto radicata quanto dangerous: l’idea che un camice bianco conferisca un’autorità universale e indiscutibile su qualsiasi argomento legato alla salute umana.
Oggi, di fronte a chi propone un’analisi documentata su nutrizione di segnale, metabolismo, integrazione o fisiologia profonda, la reazione di pancia di una parte del pubblico si riduce a un riflesso condizionato:
Ma lei è medico?
È un dottore?
Prenda prima una laurea e poi scriva!
Si confonde scientemente l’autorità di diagnosi e cura patologica con l’onniscienza biologica.
La Formazione Medica:
10 Anni di Diagnosi e Terapie Farmacologiche:
Per comprendere l'origine di questo paradosso, occorre guardare con chiarezza alla realtà dei percorsi accademici.
Nel corso di un iter universitario e di specializzazione che può durare fino a dieci anni, la formazione del medico è quasi interamente focalizzata su due pilastri: la diagnosi delle patologie e la somministrazione di terapie farmacologiche.
I percorsi di studio sono strutturati attorno a protocolli clinici preconfezionati, ampiamente influenzati dall'industria farmaceutica, pensati per gestire il sintomo e la malattia conclamata.
La prevenzione primaria reale, la biologia molecolare della nutrizione, l'integrazione funzionale, la fisiologia della digestione e gli stili di vita occupano uno spazio risibile, spesso ridotto a poche ore di lezione in un intero corso di laurea.
Ciononostante, per il sentire comune, un medico che esprime opinioni sul cibo o sull'integrazione viene considerato automaticamente più autorevole di biologi, ricercatori o esperti di nutrizione che hanno dedicato la vita allo studio della chimica degli alimenti e della fisiologia metabolica.
Il Doppio Standard: Impunità Nutrizionale vs Ghigliottina Farmacologica:
Qui si palesa il paradosso più stridente e grottesco del sistema professionale.
Un medico può improvvisarsi esperto di diete, sconsigliare integratori fondamentali o dispensare consigli nutrizionali del tutto privi di basi scientifiche moderne senza correre il minimo rischio sanzionatorio.
Allo stesso tempo, per anni si è assistito alla colpevolizzazione e alla denuncia di naturopati e specialisti della salute profonda ,molti dei quali dotati di una preparazione dettagliata in biologia molecolare e fisiologia , accusati di "abuso della professione medica" solo per aver consigliato uno stile di vita o un piano di integrazione alimentare.
Se da un lato il medico può parlare a ruota libera di materie nutrizionali che non ha mai studiato senza che nessuno gli dica nulla, la situazione si capovolge drammaticamente non appena osa mettere in discussione i protocolli ufficiali.
Se un medico, anche uno specialista affermato, si permette di criticare il numero o il calendario dei vaccini pediatrici, di sollevare dubbi sui vaccini Covid, o di proporre trattamenti alternativi o anche solo complementari rispetto alle terapie ortodosse, scatta immediatamente la macchina sanzionatoria.
Prima la segnalazione all'Ordine, poi il procedimento disciplinare, fino alla radiazione.
Se non vuoi trovarti costretto a cambiare mestiere perché radiato e come potresti, senza aver studiato altro per tutta la vita? E se desideri evitare di essere emarginato e trattato come un eretico, non hai scelta: devi tacere e assoggettarti al loro dictat.
Lo abbiamo visto con il caso della dottoressa sarda, condannata in primo grado all'ergastolo per omicidio volontario per aver trattato una paziente oncologica che aveva categoricamente rifiutato i protocolli tradizionali.
Capite il messaggio? Creare un precedente exemplare per tutti gli altri medici:
«Se vi azzardate a uscire dai binari, ecco cosa vi aspetta».
Lo stesso meccanismo si riflette sui cittadini: pensiamo ai genitori che, vedendo il proprio figlio di 13 anni devastato dai cicli di cura e con prognosi nefaste, hanno cercato di ritardare o rifiutare un'ulteriore sofferenza, per poi trovarsi rinviati a giudizio con l'accusa pesantissima di omicidio volontario.
Un paradosso incomprensibile della forza pervasiva del sistema sanitario e dell'industria farmaceutica: non solo mettere il bavaglio al dissenso e al libero confronto scientifico, ma persino promuovere sentenze ed esiti giudiziari a scopo puramente punitivo e intimidatorio.
Si crea così una distorsione perversa: totale libertà di parlare di ciò che non si conosce (se si tratta di prevenzione o cibo), ma tolleranza zero se si scalfisce il dogma dei protocolli farmacologici.
I Guru del Camice e la Demonizzazione dell'Evoluzione
Questo meccanismo permette ad alcuni illustri esponenti del mondo medico, come Franco Berrino, forte del suo lungo percorso all'Istituto dei Tumori, di trasformarsi in veri e propri punti di riferimento spirituali e alimentari, pur veicolando concetti ampiamente superati dalla biochimica e dall'antropologia nutrizionale.
Viene demonizzata la matrice nutrizionale compatta , ricca di grassi e proteine ad alto valore biologico , che ha guidato e sostenuto l'evoluzione encefalica e strutturale dell'essere umano per milioni di anni.
Si combattono giustamente gli zuccheri raffinati, ma contemporaneamente si sdoganano o si consigliano cereali, riso, patate, avena e legumi, senza alcuna contestualizzazione sulla presenza di antinutrienti (fitati, lectine, ossalati) e sull'elevato carico glicemico.
Si dimentica che la frutta e la verdura presenti oggi sui banchi dei supermercati non hanno nulla a che fare con i prodotti selvatici del passato.
Sono il frutto di selezioni e ingegnerizzazioni secolari pensate per massimizzare la resa, il sapore dolce e la conservabilità, rese disponibili in quantità illimitate 365 giorni all'anno, sfasando completamente i ritmi metabolici stagionali dell'organismo.
Le Linee Guida dell'OMS e l'Incomprensione dell'Insulina
Tutto questo si inserisce nella cornice fornita da apparati burocratici come l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), dove assistiamo a palesi assurdità cliniche e fisiologiche.
La carne rossa e lavorata viene affiancata negli stessi registri di pericolosità ad agenti tossici come l'arsenico o il gas mostarda, azzerando qualsiasi distinzione tra matrice alimentare biologica e veleni sintetici.
Inoltre, si continua a raccomandare una quota di carboidrati pari o superiore al 40-50% dell'introito calorico giornaliero persino a soggetti affetti da diabete di tipo 2 o sindrome metabolica.
Si ignora completamente che l'insulina non è un semplice "ormone tampone" deputato unicamente a sottrarre il glucosio in eccesso dal circolo ematico per evitare la crisi iperglicemica.
L'insulina è un master-regolatore dell'anabolismo, coinvolto nella sintesi proteica, nel blocco della lipolisi, nella gestione della pressione arteriosa, nella segnalazione cellulare e nella regolazione dei processi di riparazione e autofagia.
Costringere l'insulina a lavorare H24 per tamponare un flusso ininterrotto di glucidi significa privare l'organismo della sua normale flessibilità metabolica.
Dalla "Vigile Attesa" alla Morte del Metodo Scientifico :
Il risultato finale di questo assetto rigido è la distruzione del vero metodo scientifico, che per sua natura si fonda sul dubbio, sulla verifica sul campo e sul confronto aperto.
Durante la recente emergenza sanitaria, medici coraggiosi che proponevano l'intervento tempestivo sul campo con protocolli antinfiammatori e cure domiciliari sono stati delegittimati, censurati e messi alla gogna.
È stata imposta a livello centrale la famigerata linea della "tachipirina e vigile attesa", i cui limits disastrosi e il cui impatto sull'aggravamento dei pazienti sono poi emersi con drammatica chiarezza.
Conclusione:
Superare il Principio di Autorità:
Quando il camice bianco smette di essere un camice da laboratorio o uno strumento di ricerca e diventa una divisa istituzionale, la scienza cessa di esistere e subentra la burocrazia del dogma.
Non è il titolo accademico in sé a garantire la validità di una tesi, ma la solidità delle prove, la coerenza con la fisiologia umana e la capacità di analizzare la biologia senza preconcetti o interessi di parte.
Continuare ad affidare la propria salute e le proprie scelte alimentari a linee guida obsolete significa accettare un declino metabolico programmato.
È tempo di superare il principio di autorità e tornare a studiare la biochimica reale.


















