Sebastiano Scandurra (@IanoS59) profile picture

Il Caos impera...

Joined December 2014
Photo by Sebastiano Scandurra (@IanoS59)Photo by Sebastiano Scandurra (@IanoS59)Photo by Sebastiano Scandurra (@IanoS59)Photo by Sebastiano Scandurra (@IanoS59)Photo by Sebastiano Scandurra (@IanoS59)Photo by Sebastiano Scandurra (@IanoS59)Photo by Sebastiano Scandurra (@IanoS59)Photo by Sebastiano Scandurra (@IanoS59)Photo by Sebastiano Scandurra (@IanoS59)Photo by Sebastiano Scandurra (@IanoS59)
Sebastiano Scandurra retweeted
Ricordate? Testa tonda e senza ciuffetti: civetta. Questa è una civetta acadica, una delle civette più belle ma anche una predatrice feroce e silenziosa. Ha un tasso di successo nella caccia stimato tra il 70% e l'80%. 📹jennilsphotography/IG
8
10
92
744
Sebastiano Scandurra retweeted
Com'è possibile che un terzo degli italiani votino ancora una bugiarda incompetente come la Meloni, che ha rubato oltre 30 miliardi agli italiani per regalarli al regime criminale di Zelensky, facendogli spendere centinaia di miliardi in più per gas, elettricità e carburanti.
107
159
17
483
5,554
Sebastiano Scandurra retweeted
»Wer als Ausländer Gesundheit, Leben und Eigentum anderer angreift und staatliche Hoheitsträger attackiert, muss seinen Aufenthaltsstatus verlieren, das Land verlassen und abgeschoben werden.«
329
1,606
51
8,863
77,893
Sebastiano Scandurra retweeted
La necessità di porre dei limiti all’abuso di potere di Trump non è un’opinione: è un’urgenza. In politica interna ha accelerato lo smantellamento di tutele residuali, la normalizzazione della repressione e il trasferimento di risorse pubbliche verso i più ricchi. All’estero ha proseguito, e in certi casi intensificato, guerre e sostegni militari già avviati dai suoi predecessori, senza alcuna rottura sostanziale con la logica dell’impero. Su questo punto non c’è ambiguità. Ma chi immagina che i Democratici costituiscano un argine reale si sbaglia di misura. Non perché siano identici a Trump nella retorica o nel carattere, ma perché operano dentro gli stessi vincoli strutturali e rispondono agli stessi centri di potere. I grandi donatori, le corporation finanziarie, i lobbisti dell’industria della difesa, i grandi gruppi tecnologici e le reti di influenza legate al sostegno incondizionato allo Stato di Israele non cambiano casacca a ogni elezione. Cambiano i volti, non le priorità. I Democratici possono moderare certi eccessi domestici, possono ripristinare alcune norme procedurali, possono pronunciare frasi più accettabili sui diritti. Non toccano però i meccanismi che generano la disuguaglianza, il finanziamento delle campagne, la subordinazione della politica estera agli interessi di sicurezza israeliani e ai profitti del complesso militare-industriale, né il monopolio tecnologico su informazione e sorveglianza. Questi nodi restano intatti. Trump, Thune, Johnson da una parte; Clinton, Schumer, Jeffries dall’altra; e insieme a loro i grandi gruppi mediatici che amplificano o censurano a seconda della convenienza del momento. Sono figure diverse per stile e per base elettorale, ma funzionalmente intercambiabili rispetto agli interessi che contano. Non rappresentano una scelta tra modelli sociali alternativi. Rappresentano variazioni all’interno di un sistema che ha già deciso chi deve vincere. Le midterm, qualunque sia l’esito, non modificano questa gerarchia. Se i Repubblicani mantengono o ampliano il controllo, l’accelerazione continua. Se i Democratici recuperano terreno, si assiste a un rallentamento tattico, a qualche misura di contenimento simbolico, e poi al ritorno alla gestione ordinaria degli stessi interessi. In entrambi i casi le corporation, i grandi banchieri, i miliardari della tecnologia, i mercanti di armi e i lobbisti legati a Israele consolidano posizioni. I perdenti sono sempre gli stessi: chi lavora, chi dipende da servizi pubblici, chi subisce le conseguenze delle guerre e dell’austerità. Il sistema non è in crisi perché un partito sia più malvagio dell’altro. È in crisi perché la democrazia elettorale è stata ridotta a un meccanismo di legittimazione di decisioni già prese altrove. Finché il finanziamento privato delle campagne, il peso delle lobby e la subordinazione della politica estera a interessi geopolitici e commerciali resteranno intatti, ogni elezione sarà un’operazione di riciclo. La spirale non si inverte cambiando il colore del Congresso. Si inverte solo quando chi non ha potere decide di contestare, in modo organizzato e duraturo, le fonti reali di quel potere.
6
31
2
72
1,572
Prof. Martino Mora: Quando il sommo pontefice, l’unico monarca spirituale esistente al mondo, vota alle elezioni americane di medio termine come un qualsiasi comune elettore, e per giunta lo fa sapere a tutti, la dignità altissima del suo ruolo è svilita e gettata nella polvere. Ci voleva uno yankee sul soglio di Pietro per andare persino oltre, nel desacralizzare il suo ruolo, al Bergoglio ospite serale di Fabio Fazio. Il capo di una gerarchia spirituale, colui che dovrebbe detenere l’auctoritas, si sottomette al culto del numero e alla superstizione egualitaria e profana dell’uno vale uno. Più in generale, da sessant’anni in qua la Chiesa e il Papato si sono sottomesse ai vincitori di due guerre mondiali e infine della Guerra Fredda. Ne hanno assunto lo spirito borghese, secolare, profano, individualista, materialista. Il principio dell’individuo atomizzato sovrano e il principio democratico-quantitativo della massa e del numero sono tra i suoi nuovi dogmi. Questa nuova “alleanza” con la democrazia liberale non deve però trarre in inganno. Non si tratta di un’alleanza paragonabile a quella del passato tra il trono e l’altare. Quella era un’alleanza alla pari, in quanto la Chiesa riconosceva il potere politico e lo legittimava, perché esso a sua volta riconosceva la vera Religione e si impegnava a difenderla. La nuova alleanza tra la Chiesa conciliare e le demo-plutocrazie liberali è del tutto impari. In quanto nessuna di esse si impegna a promuovere la religione cattolica e tantomeno a riconoscerla come unica vera. Ciò sarebbe contrario al principio sovversivo e rivoluzionario della neutralità liberale dello Stato, condannata da molti Pontefici ma poi legittimata dal 1965 dallo stesso Concilio Vaticano II. Come dimostrano i concordati firmati da Montini e Wojtyła, quello italiano del 1984 compreso, la Chiesa ha fatto atto di sottomissione allo Stato laico non chiedendo in cambio alcun riconoscimento pubblico alla Verità, ma solo qualche vantaggio economico. Così fanno i subalterni. Non è quindi un’alleanza, ma un atto di sottomissione. Alla democrazia liberale, all’umanitarismo astratto dei diritti dell’uomo, all’ ecumenismo paramassonico e, sotto sotto, anche al capitalismo. Come dimostrano la decisione della Conferenza Episcopale Italiana di epoca ratzingeriana di sostenere con convinzione il governo del banchiere Mario Monti; e quella della CEI di epoca bergogliana di sostenere con altrettanta convinzione quello liberticida del banchiere Mario Draghi. La Chiesa conciliare bacia la pantofola anche alla finanza globale. Cioè a Mammona. Ovviamente il papa yankee, buon cittadino democratico della cosmopolis egualitaria, non poteva che rappresentare il culmine assoluto di questo processo di desacralizzazione del Papato e di sottomissione modernista al regime e all’ideologia dominanti. Lo hanno scelto per questo.
80
412
31
1,154
24,559
Sebastiano Scandurra retweeted
🚨 Maski opadły❗ Komisja Europejska oficjalnie wsparła bandyckie działania Tuska i siłowe przejęcie Trybunału Konstytucyjnego❗ Proszę o podawanie dalej, bo widać jak na dłoni, że mamy do czynienia z antypolskim porozumieniem Ursuli von der Leyen i Donalda Tuska, którzy ponad głowami polskich obywateli chcą przejąć kontrolę nad fundamentalnym dla naszego porządku prawnego organem konstytucyjnym. Mimo, że Komisja Europejska nie ma ŻADNEGO prawa do decydowania w sprawach wymiaru sprawiedliwości, bo nikomu Polska nie przekazała takich kompetencji, to wystosowała stanowisko, które mówi wszystko: "Trybunał Konstytucyjny powinien funkcjonować zgodnie z polską konstytucją ORAZ orzecznictwem Trybunału Sprawiedliwości Unii Europejskiej." I tu leży sedno sprawy - do tej pory Trybunał Konstytucyjny orzekał, że polska Konstytucja stoi ponad prawem unijnym, a celem Brukseli jest, żebyśmy byli pod butem UE i jej trybunałów! Polska ustawa zasadnicza ma być na drugim miejscu. Chcą całkowicie podporządkować sobie Polskę, a do tego niezbędne jest uznanie przez polski TK wyroku TSUE o nadrzędności prawa unijnego nad Konstytucją RP. Oni już nawet nie zamierzają udawać, że cokolwiek ich obchodzi fakt, iż wymiar sprawiedliwości i organy konstytucyjne to kompetencje państw członkowskich. Idą na rympał w imię niemiecko-brukselskich interesów, a Tusk to ich narzędzie do osiągnięcia celu. Oto prawdziwa twarz Komisji Europejskiej, wielkich "obrońców demokracji". To instytucja, której najważniejsi urzędnicy w ostatnich latach są po uszy umoczeni w korupcję i różnego rodzaju wały. To instytucja, dla który liczy się tylko władza, wpływy i kasa. Nic innego. Obok praworządności to oni nawet nie stali, ale chętnie wycierają sobie nią gęby, wszyscy na czele z von der Leyen. Dlatego powtarzam @vonderleyen i całej @EU_Commission - ręce precz od Polski❗🇵🇱 Jesteście siedliskiem bezprawia i korupcji, za co płacą wszyscy obywatele, a żaden z nich nie wybrał was na funkcje, które pełnicie! Waszą Komisję Europejską należy zlikwidować, bo to rak, który od wielu lat niszczy europejską Wspólnotę i działa przeciwko suwerennych państwom narodowym!
978
13,146
482
26,864
217,172
Sebastiano Scandurra retweeted
In italiano nibbio bianco, in inglese black-winged kite per le ali nere che contrastano con il resto del corpo. Guardate che occhi. Il pigmento rosso ha due funzioni: filtra la luce blu e isola visivamente le prede sullo sfondo verde o marrone del suolo. 📹 wildsafarisaga/IG
32
18
3
192
1,448
❗️"سقوط ترامب وقيام الديكتاتورية الليبرالية وحرب أمريكية أهلية!" المفكر الاستراتيجي الروسي ألكسندر دوغين بشأن الانتخابات الأمريكية ومستقبل ترامب والنظام العالمي: "وفقاً لأغلب التوقعات، سيفقد ترامب والجمهوريون السيطرة على الكونغرس في انتخابات التجديد النصفي. وإذا حدث ذلك، فإن انتقام الديمقراطيين من ترامب وأنصاره لن يشبه أي شيء رأيناه من قبل. هم لن يغفروا له أبداً حالة الرعب التي عاشوها عندما أنشأ إيلون ماسك هيئة الكفاءة الحكومية (DOGE) وبدأ بتفكيك الوكالة الأمريكية للتنمية الدولية (USAID). لقد آمنوا حقاً أن ترامب سيفي بوعوده وأن 'الدولة العميقة' على وشك أن تُستأصل من جذورها. لكن ترامب لم يوجّه الضربة القاضية أبداً، والأشخاص الذين حاول مهاجمتهم سيعيدون تنظيم صفوفهم وبدء الهجوم المضاد أعتقد أن عزل ترامب ليس أمراً مستبعداً على الإطلاق. ستشهدون هناك قيام ديكتاتورية ليبرالية حقيقية، بروح 'توسك' أو 'ماكرون'. ولا أستبعد حتى نشوب حرب أهلية داخل الولايات المتحدة، بالنظر إلى حجم الاستقطاب الشديد في المجتمع. لذا، أعتقد أن الأوضاع ستسخن وتلتهب كثيراً في أمريكا. المناورة الوحيدة المتبقية لترامب هي أن يغامر بكل شيء ويذهب للخيارات الأقصى وكأنه لا يملك ما يخسره، عبر ضرب إيران جنباً إلى جنب مع نتنياهو، وبعد ذلك ستتدحرج سلسلة من ردود الفعل الكارثية وغير المحسوبة. بعبارة أخرى: هزيمة ترامب قد تنتهي بشيء مرعب للغاية! كان ترامب أمل الطبقات المحافظة في أمريكا، وأوروبا، والعالم بأسره. ومن ناحية أخرى، يقول ترامب نفسه إن خسارة الكونغرس لن تكون قاضية بالنسبة له. ربما يكون ذلك صحيحاً، ولكن في الواقع، لا يمكن توقع أي شيء جيد من ترامب بعد الآن في نظري؛ لأنه حتى لو أراد فعل شيء جيد، فإن خصومه المترسخين لن يسمحوا له بذلك ببساطة. ومع ذلك، فهو بالتحديد الشخص الذي يحول دون انزلاق العالم نحو الانهيار في الوقت الحالي. العالم لا يزال يستند ويتوازن عليه. هذا التوازن الأخير المتبقي يعتمد على رجل متناقض وغير موثوق كترامب، وهذا ما يجعل الوضع شديد التوتر والخطورة على الأوروبيين، وعلى الأمريكيين، وعلى روسيا نفسها." @AGDugin
368
2,177
162
8,895
951,049
Sebastiano Scandurra retweeted
Cosa insegna A NOI la sconfitta di Trump La sconfitta di Trump alle elezioni di metà mandato, con la perdita di Camera e Senato, rivela alcune contraddizioni profonde dell'attuale fase storica. Il trumpismo nasce da un problema reale sottovalutato dalle élite: il modello neoliberista, che ha sostenuto per decenni la supremazia americana, ha progressivamente eroso alcune delle sue stesse basi materiali. La delocalizzazione industriale, la finanziarizzazione dell'economia, l'indebolimento del lavoro e la crescente concentrazione della ricchezza hanno prodotto fragilità economiche spaventose. Nel frattempo è cambiata la distribuzione internazionale della potenza. La Cina rappresenta il 33% della produzione manifatturiera mondiale in termini di valore aggiunto, contro il 15% degli Stati Uniti. Trump ha compreso che non era più possibile ignorare la fine della supremazia economica senza perdere il collante politico interno. Ma ha sottovalutato, volontariamente, la profondità delle trasformazioni necessarie per ricostruirla. I dazi non ricostruiscono filiere industriali e competenze tecnologiche perdute. Soprattutto, la sua politica economica si è espressa come la più radicale versione dell'impostazione neoliberista che in fondo doveva criticare, come gli sgravi fiscali favorevoli ai redditi elevati e la centralità assoluta delle richieste di Wall Street. La Cina oggi non è semplicemente un concorrente commerciale, così come la Russia non è soltanto un problema militare. Si sta riconfigurando l'intero sistema dei rapporti tra grandi potenze, mercati, risorse energetiche e sfere d'influenza. Il ricorso alla pressione commerciale e alla forza militare non garantisce il recupero dell'egemonia. Può anzi produrre costi interni crescenti. La guerra contro l'Iran e il conseguente rincaro dell'energia hanno reso questa contraddizione evidente. Il limite del trumpismo sta dunque nel tentativo di correggere gli squilibri internazionali prodotti dalla globalizzazione senza trasformare in misura corrispondente i rapporti distributivi e produttivi che li hanno accompagnati, e rimanendo all'interno dell'impostazione culturale che ha causato il declino. Naturalmente, questo non significa che la vittoria dei democratici rappresenti il superamento di quelle contraddizioni. Tutto il contrario. Il loro progetto politico ha contribuito, in diverse fasi, alla costruzione dell'ordine economico oggi in crisi. In più, nei democratici osserviamo la nostalgia del vecchio mondo liberale - mai realmente esistito - che in Trump viene, sebbene in una violenta goffagine, mostrato nelle sue aporie. La questione storica rimane allora per noi aperta: come ricostruire una coesione interna in Occidente? Che postura avere nei confronti dei nuovi attori globali? Cosa, più in profondità, sta emergendo nel disvelamento apocalittico di questa crisi? Sono tutte domande che valgono per noi. E che, sicuramente, non verranno affrontate dalle attuali élite occidentali.
🤖 Made with AI
13
53
3
137
4,269
Sebastiano Scandurra retweeted
Nella notte tra il 2 e il 3 novembre 2026, si sono verificati duri scontri nella località di Petropavlivska Borshchahivka, alle porte di Kiev. Una folla di residenti locali ha circondato e tentato di assaltare un'abitazione privata protetta da personale militare, lanciando pietre e fumogeni. Si tratterebbe di una prigione abusiva del battaglione Azov che ospiterebbe gli uomini rapiti per strada e renitenti alla guerra di Zelensky. La protesta è scoppiata quando si è diffusa la voce di torture nel seminterrato della struttura. All'interno della stessa c'erano 40 uomini e un ragazzo di 14 anni. La UE ha niente da dire? I sostenitori italiani di Zelensky hanno niente da dire?
87
207
16
497
7,887
Sebastiano Scandurra retweeted
L’America non è una democrazia. È una oligarchia armata che ha imparato a recitare la parte della democrazia meglio di chiunque altro. Il diritto di voto esiste, certo. Ma il diritto di contare esiste solo per chi può comprare il tempo di un senatore, finanziare una campagna da centinaia di milioni, o minacciare di spostare capitali e posti di lavoro. Il resto del paese vota per scegliere quale dei due partiti del capitale gestirà per quattro anni la stessa macchina. I super PAC non sono un’eccezione: sono la regola. I lobbisti non corrompono il sistema: sono il sistema. La Corte Suprema ha sancito, con Citizens United, che il denaro è discorso e che chi ne ha di più ha diritto a più discorso. Non è un incidente giuridico. È la costituzione materiale del paese. Due partiti, zero alternative reali. Entrambi finanziati dalle stesse banche, dalle stesse società energetiche, dagli stessi produttori di armi. Entrambi impegnati a mantenere l’apparato militare-industriale, a proteggere Israele a qualsiasi costo, a ignorare i confini internazionali quando conviene. La differenza è di tono, non di sostanza. Uno parla di “libertà”, l’altro di “diritti umani”. Entrambi bombardano. Il Collegio Elettorale non è un residuo pittoresco: è un meccanismo che ha permesso, più volte, a una minoranza di imporre il proprio presidente. Il gerrymandering non è un’aberrazione: è la tecnica con cui i partiti si scelgono gli elettori invece di essere scelti da loro. La registrazione degli elettori è ostacolata dove serve, facilitata dove non conta. La sorveglianza di massa non è un eccesso della guerra al terrorismo: è la condizione permanente del potere. La NSA legge, la polizia locale militarizzata spara, le prigioni private riempiono i bilanci. Il primo emendamento esiste finché non interferisce con gli interessi del capitale o con la politica estera. Quando lo fa, diventa “terrorismo interno” o “antisemitismo”. I media non informano: selezionano. Concentrati in poche mani, dipendenti dalla pubblicità delle grandi corporation e dall’accesso alle fonti governative, ripetono all’unisono la stessa narrazione su ogni guerra, su ogni “minaccia”, su ogni oppositore scomodo. Chi devia viene marginalizzato, licenziato, o etichettato come complottista. La ricchezza è concentrata a livelli che nessuna democrazia storica avrebbe tollerato. Lo 0,1 per cento possiede più della metà inferiore della popolazione. Le leggi fiscali, le regole bancarie, le politiche del lavoro sono scritte da chi ne beneficia. Il resto della popolazione è tenuto a credere che la propria miseria relativa sia il risultato della “libertà”. Le guerre non sono errori: sono politica. Iraq, Afghanistan, Libia, Yemen, Gaza. Sempre giustificate con la democrazia, sempre condotte per il petrolio, per le basi, per gli alleati, per i contratti. Le vittime civili sono “danni collaterali”. I regimi alleati che torturano e censurano sono “partner strategici”. L’America non è una democrazia che a volte sbaglia. È un impero che ha bisogno che i suoi cittadini credano di essere liberi. Il voto è il rituale che rende sopportabile l’assenza di potere. La retorica dei diritti è la foglia di fico che copre l’interesse. Chi lo dice viene accusato di odiare l’America. In realtà odia soltanto la menzogna che la tiene in piedi. La democrazia americana è il nome che si dà a una plutocrazia quando vuole essere accettata.
26
167
25
414
10,502
Sebastiano Scandurra retweeted
Un po' d'amore. Nient'altro. 📹 drewhh/IG
21
29
4
239
2,068
Sebastiano Scandurra retweeted
"Curarsi sarà un lusso, scuola e pensioni sotto pressione: il conto salato della Manovra del governo Meloni". Tagliate i vs stipendi, i benefits, i cinema, teatri, ristoranti, tutto gratis! E già sono milioni di €. Intanto in 🇮🇹 ci sono 6mln di poveri!! amp.lacnews24.it/amp/italia-…
4
6
17
349
Sebastiano Scandurra retweeted
Meloni è una bugiarda incompetente. Il supporto al regime criminale di Zelensky, è costato oltre 30 miliardi di aiuti diretti rubati direttamente agli italiani, e centinaia di miliardi in più per gas, elettricità e carburanti. Il Governo Meloni è fallimentare su tutta la linea.
41
165
11
474
4,847
Sebastiano Scandurra retweeted
Un giudice del Tribunale di Milano ha dichiarato "discriminatorio" un bando del Ministero della Difesa che prevedeva la cittadinanza italiana come requisito necessario per partecipare al concorso pubblico per il reclutamento di 1100 unità di personale non dirigenziale. In pratica con questa sentenza un magistrato ha stabilito che: 1) lo Stato italiano deve assumere personale straniero anche in un settore "delicato" come quello della Difesa; 2) gli italiani devono competere con la manodopera a basso costo proveniente da mezzo mondo pure per guadagnarsi un impiego decente nella pubblica amministrazione. Bello vivere nel Paese in cui a comandare sono i #giudicicontrolagiustizia, eh?
179
304
42
1,033
25,940
Sebastiano Scandurra retweeted
L’euro ci ha salvati dal fallimento La UE ci garantisce protezione e pace La commissione europea è un gruppo di persone serie e preparate La nostra vita deve essere volta alla tutela dell’ambiente anche se questo ci dovesse costare l’azzeramento della produzione industriale L’immigrazione è necessaria e deve essere accelerata I Russi sono dei criminali Israele è il bene assoluto I Media non mentono mai I vaccini sono sicuri, efficaci e senza effetti collaterali Le lobby delle armi, della farmaceutica e della finanzia vogliono il nostro bene. Grazie UE! Grazie Occidente!
53
105
2
343
3,680
Sebastiano Scandurra retweeted
Il gioco delle 3 carte Rispetto all'anno scorso, i prezzi di pomodori e verdura sono cresciuti del 31%. Il gas rincara del 56,8%, l'elettricità del 60,2%. Anche la tecnologia costa di più: +29,5% per laptop e tablet. Dopo un piccolo recupero in questi anni, a settembre le retribuzioni nominali sono cresciute meno dell'inflazione. Ciò vuol dire un altro calo delle retribuzioni reali, che sono ancora inferiori dell'8% rispetto al 2019. La Legge di bilancio si costituisce di 26 miliardi, di cui la metà attivati dalla clausola di salvaguardia per difesa ed energia. Sulla sanità, vanno meno di un quarto dei soldi messi in due anni a debito sulle armi. I primi a essere infuriati sono i governatori di destra. La Lombardia lamenta un buco di 426 milioni. In Puglia, con un aumento dei costi di 228 milioni, arriveranno soltanto 9 milioni di euro. Il declamato taglio alle tasse vale meno di 40 euro al mese per chi guadagna più di 55 mila euro. Il presunto bonus di 2.500 euro per i giovani è in realtà una flat tax sugli aumenti salariali. Ma per avere una detassazione sugli aumenti, prima ti serve un aumento. Si complica ulteriormente l'IRPEF creando disparità assurde tra lavoratori, mentre nella scuola si prevedono quasi 7.000 posti in meno tra docenti e personale ATA. Per il resto, una serie di misura a pioggia senza senso, come il bonus per le imprese al 30% che vale 90 milioni per "i servizi e soluzioni di cloud computing", di cui la maggior parte vale comunque solo per il 2027: mance e sconticini per le elezioni mentre il mondo sta bruciando. Nel frattempo, Bloomberg ci dice che l'Unione Europea sta pagando 12 volte in più l'energia rispetto agli Stati Uniti. Il mercato è ancora dominato da speculazioni e profitti, mentre famiglie e imprese faticano ad arrivare a fine mese. La guerra in Medioriente ci fa pagare il gas all'ingrosso 3 volte il prezzo di un anno fa. Trump dichiara che "la nostra industria del petrolio e del gas sta generando centinaia di miliardi di dollari. Non me ne frega niente. Stiamo facendo una fortuna." I leader europei balbettano dietro idioti vincoli fiscali autoimposti e sudditanza geopolitica. Il problema non è destra vs. sinistra. Il problema non è neanche solo il riarmo o i super profitti delle aziende energetiche. Il problema è strutturale. È un sistema che al posto della dignità della persona umana ha messo l'idolatria del denaro, al posto della coesistenza pacifica tra i popoli ha messo il saccheggio e il dominio, al posto della democrazia ha messo le speculazioni delle armi. C'è un sistema di guerra che si vuole impadronire della politica. Le mancette sono il gioco con cui questo sistema tenta di sopravvivere. Ma il popolo non si accontenta più degli spettacoli di magia. Vuole smascherare il trucco, chiudere lo show e tornare a vivere. Ci vorrà tempo, ma il percorso è tracciato. Gabriele Guzzi
14
101
3
278
8,720
Se i democratici woke, dell'immigrazione senza limiti e delle guerre d'interesse conquisteranno senato e camera, Trump si trasformerà in Mister Peto...
18
Sebastiano Scandurra retweeted
Exit poll, la presidente Yotova vince il ballottaggio in Bulgaria. La capo di Stato filorussa batte l'europeista Ghiurov, 52,5% contro il 43,4 #ANSA ansa.it/sito/notizie/mondo/2…
335
190
82
808
80,842
"لماذا يكره الغرب روسيا كدولة وشعب؟" خطاب جيفري ساكس أمام البرلمان الأوروبي: "لماذا بدأ البريطانيون يكرهون الروس؟ لماذا؟ سأخبركم، لأنني نشرت أمس كتاباً عن ظاهرة الخوف من روسيا في أوروبا. في الفصل الأول من هذا الكتاب، أتحدث عن دراسة رائعة أجراها مؤرخ يُدعى غليسون عام 1950. طرح هذا المؤرخ سؤالًا بالغ الأهمية، ولا يزال ينطبق تمامًا على واقعنا اليوم. قال إن بريطانيا وروسيا كانتا حليفتين في معركة واترلو عام 1815، لكنهما أصبحتا عدوّتين بعد 25 عامًا. ماذا حدث؟ بدأ بدراسة سجلات مناقشات البرلمان، وفحص كل الوثائق العلنية، وقرأ كل شيء، بما في ذلك كل ما قيل في مجلس العموم وكل خطاب أُلقي هناك. وكان استنتاجه في هذا الكتاب الرائع أن أكبر جريمة ارتكبتها روسيا هي أن مساحتها تبلغ 17 مليون كيلومتر مربع. تلك كانت أكبر جرائمها! لماذا؟ لأن بريطانيا اعتبرت أن روسيا، بحجمها الهائل الذي يبلغ 17 مليون كيلومتر مربع، تشكل تهديدًا للحكم البريطاني في الهند. وبالمناسبة، لم يخطر هذا الأمر قط ببال القيصر الروسي. لكن بريطانيا أخذت تؤجج مخاوفها وتثير قلقها إلى حد كبير، وبحلول عام 1840 أصبحت روسيا عدوًا لها. وفي عام 1853، أشعل بالمرستون، ذلك الإمبريالي النموذجي، حربًا في شبه جزيرة القرم. لماذا؟ القصة طويلة، لكن الأمر كان يتعلق أساسًا بسحق روسيا. ففي عام 1852، قالت روسيا إن بإمكاننا تسوية جميع الخلافات، ولا يوجد أي سبب لاندلاع صراع. لكن بالمرستون قال: سنزحف نحو سيفاستوبول. وكان السبب ببساطة أنه أراد تحويل روسيا إلى قوة هامشية لا يُعتد بها، حتى لا تتمكن من غزو الإمبراطورية البريطانية. وهكذا اندلعت حرب القرم الدموية التي استمرت ثلاث سنوات. هذه هي طريقتنا الثورية في صنع السلام! كما تعلمون، بعد أيام قليلة من استسلام ألمانيا عام 1945، سأل تشرشل هيئة أركانه الحربية: لماذا لا نغزو الاتحاد السوفيتي الآن؟ وأُطلق على الخطة اسم 'عملية المستحيل / لا يمكن تصورها' (Operation Unthinkable)، قبل التخلي عنها بعدما تبيّن أنها غير قابلة للتنفيذ. وعندما تسلّمت الولايات المتحدة قيادة الإمبراطورية البريطانية عام 1945، أصبحت روسيا عدوًا للولايات المتحدة الأمريكية. وعندما تفكك الاتحاد السوفيتي، كانت الفرصة متاحة أمامنا، لو أردنا استغلالها، لإرساء السلام طوال القرن التالي. فقد سئم الروس بالفعل 75 عامًا من البلشفية، وكانوا يريدون السلام والتعاون والصداقة. لكن كل ما استطاع الاستراتيجيون الأمريكيون التفكير فيه هو أن روسيا دولة شاسعة، وأن علينا ضمان بقائها قوة من الدرجة الثالثة. لذلك تقرر تطويق روسيا بحلف الناتو. وإذا واصلت اتباع هذا النهج مدة كافية، فستكون النتيجة في نهاية المطاف حرب أوكرانيا. هذه ليست حرب بوتين، بل حربنا نحن. والأسباب هي نفسها تمامًا التي دفعت بالمرستون ونابليون الثالث إلى إشعال حرب القرم الأولى. ذلك أن روسيا لم يكن لديها أدنى اهتمام بالتقدم نحو أوروبا. لم يكن هذا هدفها قط، باستثناء المرات التي جاء فيها نابليون لإزعاجها، ثم عندما جاء هتلر لمهاجمتها."
308
2,542
135
6,715
212,399