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Quanto stanno “facendo”, tanto la destra quanto la sinistra, in queste ore, dopo le proteste degli autotrasportatori, è la metafora perfetta dell'Italia. E il punto resta lo stesso anche in questa occasione: non sono in grado di gestire seriamente alcunché.
Aderisco all’iniziativa nonviolenta di sciopero della fame di @pinapic per Oleshky.
Migliaia di civili sono intrappolati sotto occupazione russa, senza accesso regolare a cibo e medicine. Servono una tregua umanitaria immediata e corridoi sicuri per evacuare chi vuole fuggire. La diplomazia deve produrre risultati concreti. #SaveOleshky
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Camion fermi. Distributori a secco. Famiglie che tremano davanti ai primi supermercati con gli scaffali vuoti.
Al Sud, agricoltori e autotrasportatori protestano perché con questi prezzi del carburante lavorare costa sempre di più e guadagnare sempre meno.
E cosa risponde il Governo? Nel 2015 Salvini invitava a bloccare l’Italia per tre giorni, senza lavorare, consumare o pagare le tasse, per «mandare a casa» il Governo. Ora che l’Italia si ferma davvero, agli agricoltori e agli autotrasportatori che chiedono risposte concrete contro il caro carburante ricordano che rischiano persino il carcere.
Per loro la protesta è sacrosanta solo quando serve a prendere voti. Quando sono al Governo, diventa un reato.
Nel frattempo, il problema resta. Da mesi proponiamo un taglio strutturale delle accise sui carburanti, finanziato con maggiori imposte su sigarette, superalcolici e gioco d’azzardo. Il Governo ha preferito uno sconto temporaneo. È scaduto, e siamo punto e a capo.
Dieci anni dopo, la coerenza della destra è tutta qui. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti noi.
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Basta slogan sulla sicurezza e basta annunciare decreti se sulle strade poi mancano agenti.
Chiediamo al ministro Piantedosi di riferire in Parlamento con numeri, risorse e tempi certi. La sicurezza non si garantisce con la propaganda.
@MatteoRichetti
@fabriziobenzoni
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Dialogo con @MatteoRichetti di @Azione_it
-Governo Meloni
-Campo Largo
-Centro Europeista
youtu.be/AFo5A8HSy4g?is=uo-3…
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Roman ha 35 anni ed è di Kharkiv. Un giovane barista che, a pochi mesi dallo scoppio della guerra, ha deciso di arruolarsi per difendere le persone che amava e ha combattuto a Bakhmut. Una mina gli ha portato via una gamba. Oggi corre dieci chilometri alla volta sulla sua protesi e aiuta altri feriti di guerra a rialzarsi.
Ogni giorno penso a ragazzi come lui, che il coraggio ce l’hanno davvero: quello di perdere un pezzo di sé per difendere la libertà di tutti.
Essere alla loro altezza è il minimo che dobbiamo fare alle prossime elezioni.
Abbiamo davanti una destra semplicemente immobile e un campo largo che si fa trainare dalle posizioni indegne di Giuseppe Conte.
E invece ci vuole forza e ci vuole coraggio; che è esattamente quello che chiedo ogni giorno a me stesso, al nostro partito e oggi a voi, giovani impegnati nella cosa pubblica.
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#Mattarella ha perfettamente ragione. L’istituzione delle “giornate di qualsiasi cosa” è l’esempio dell’impotenza del parlamento ridotto a fare retorica pura e stucchevole. @Azione_it ha fatto una battaglia contro questo sconcio. In perfetta solitudine
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Ma non vi vergognate almeno un poco? @matteorenzi e @riccardomagi? Trattati come pezze da piedi dei 5S anche sul posizionamento internazionale dell’Italia. Almeno uscite dal gruppo dei liberali europei. Altro che kraken, il calamaro.
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Per l’ennesima volta la maggioranza rinvia la discussione della mozione per superare il diritto di veto nell’Unione europea.
Non è una questione di calendario, ma di divisioni interne alla maggioranza, che pur di non affrontarle impedisce al Parlamento di discutere.
La maggioranza accusa gli altri di essere divisi, ma non riesce nemmeno a discutere di Europa senza rischiare di andare in crisi.
@MatteoRichetti
Non è la pietra tombale della democrazia, ma il sigillo sulla fine della serietà e della credibilità della politica.
Perché questa legge elettorale produrrà alleanze fondate sulla convenienza, piuttosto che sulla coerenza.
E ancora una volta la politica viene trasformata in un ring e le alleanze vengono costruite per vincere, non per governare. Il prezzo lo pagano i cittadini, che continueranno a non avere risposte.
Per questo diciamo no. A questa legge, a questo sistema, a questa logica.
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LA CRISI DEL CAPITALISMO DEMOCRATICO E DELLA DEMOCRAZIA
1) negli ultimi venti anni abbiamo avuto un aumento dei debiti pubblici mondiali dal 60 al 95% del PIL;
2) parallelamente vi è stata una diminuzione della crescita mondiale dal 5% medio pre 2008 al 3% odierno;
3) contemporaneo un aumento della concentrazione della ricchezza mondiale a livello della fine del 1800. Questo fenomeno è esponenzialmente aumentato con la crescita rapidissima del valore degli asset finanziari per il 50% detenuti dall’1% più ricco.
4) mentre i debiti privati sono sostanzialmente stabili al 150% del PIL nel mondo, l’aumento del debito cinese privato è stato del 70% negli ultimi 20 anni;
5) quest’anno le Big tech dovranno piazzare 250 miliardi di bond, drenando risorse dal mercato;
6) i tassi di interesse in rapida risalita.
7) inflazione e crisi energetica.
Parlate pure di primarie e legge elettorale.. la verità è che siamo dentro una crisi di sistema di un capitalismo diventato sempre più oligarchico e meno democratico. E la tempesta perfetta è all’orizzonte.
La risposta è redistribuire, rafforzare i servizi pubblici essenziali migliorandone l’efficienza, tassare (a livello europeo) i patrimoni sopra i 100 milioni di euro; finanziare con debito europeo coperto da dazi cinesi investimenti in difesa, industria. La mia intervista a @LaStampa
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Lontani da questo spettacolo triste della destra indecisa a tutto e della sinistra populista; dalle beghe tra Conte, Renzi, De Luca, Bonelli, Onorato e Bettini, dalle boutade di Salvini e dalla mediocrità di Urso, stiamo dando vita all’unica alternativa al bipopulismo.
Con @pinapic @avvbenedetto @europeisti_eu e tanti altri stiamo costruendo un Centro liberale, popolare ed europeista che ha idee chiare sui valori di fondo della nostra politica estera.
1) Armi all’Ucraina per tutto il tempo che serve a fermare Putin
2) Partecipazione con i volenterosi alla costruzione della NATO europea.
3) rimozione del diritto di veto in seno al Consiglio europeo verso la costruzione di un’Europa federale.
4) Adeguamento della spesa militare alle necessità di difesa italiane ed europee.
5) radicale cambiamento del green deal, reshoring della manifattura e investimento sul nucleare.
Sul resto si può discutere e fare compromessi, sulla politica estera (militare, economia e commerciale),
in questa epoca di imperi che voglio smembrare l’UE, occorre avere le idee chiare.
Chi si è stancato delle titubanze e ipocrisie della destra e della sinistra e’ benvenuto. Avanti. @Azione_it
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Sì @matteorenzi, la politica estera è una cosa complessa. E il fatto che tu - unico tra i leader “liberali” europei - non sia mai andato in Ucraina a vedere cosa accade, a conoscere, prima di sproloquiare di diplomazia come un Conte qualsiasi, è indegno. Soprattutto visto che vai ovunque trovi qualcuno disposto a pagarti. Quindi meno mance dai dittatori e più conoscenza diretta delle cose di cui ti riempi la bocca. Gli Ucraini muoiono ma non si arrendono a Putin, tu incassi soldi dagli autocrati per incensarli e ti sei arreso ai populisti proputiniani.
Vergognati e vai a Kiev, li ti insegneranno il senso dell’onore e il coraggio.
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Questa “la nuova generazione” di @forza_italia. “Sarà Vannacci a decidere cosa vuole fare se stare nel centro destra o no”. Non hanno alcun valore, altro che popolari europeisti, ndo cojo cojo, basta una poltrona. Vergognatevi.
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La prossima volta che @GiuseppeConteIT @matteosalvinimi e @RoVannacci ovvero il trio “dalla Russia con amore”, vi raccontano che la pace è a portata di mano, ricordategli di parlare innanzitutto con il loro leader carismatico.
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Vi aspetto domani a #Start con i nostri ospiti @ClaudioBorghi, @MatteoRichetti, @paolatamma, @DinoPesole, @FrancoBechis, @emifittipaldi.
Come sempre dalle 9:30 su @Skytg24!
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Il programma presentato da #Conte potrebbe serenamente essere sottoscritto da #Salvini. Abbandono dell’Ucraina e resa alla Russia; uscita di fatto dai Volenterosi e dalla linea politica europea; bonus e redditi inventati; tasse su “extraprofitti” ovunque.
La differenza è che Conte vuole guidare il paese mentre Salvini di fatto non guida neppure la Lega. Sicuri di volervi alleare con questi populisti prorussi? @ellyesse @GiorgiaMeloni
Noi di @Azione_it continueremo a combatterli.
#Tg2Post, #16settembre
Ospiti
@MatteoRichetti, @Azione_it
@OttavianiNicola , Lega
Ore 21,00 @RaiDue
Conduce @la_giando
Siamo alle solite: per la terza volta la maggioranza impedisce al Parlamento di discutere la mozione sul superamento del diritto di veto nelle decisioni europee. Non chiediamo di votarla. Chiediamo di discuterla. È così che dovrebbe funzionare un Parlamento.
E c’è anche un paradosso: una parte di questa maggioranza si definisce europeista e liberale. Bene. Oggi ha l’occasione di dimostrarlo, discutendo di come rendere l’Europa più forte ed efficace.
Perché possono anche festeggiare la longevità del Governo. Ma se dopo tre anni non riescono nemmeno a far discutere il Parlamento sui temi che decidono il futuro dell’Europa, la longevità da sola non serve proprio a nulla.











