Milanista differente ❤️🖤 50%serio- 50% umoristico.

Joined May 2021
La giocata irreale di Bellingham sul 2-1 di Mbappe è roba che non vedevamo dai tempi di Zidane
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Visto le premesse partita sorprendentemente per applicazione, freschezza fisica e autorità. Bisogna necessariamente stare attaccati fino a Gennaio al treno Champions e poi intervenire pesantemente ed in modo intelligente perché questa squadra ha un bisogno impellente di talento.
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Questa serata è la cartina tornasole di ciò che è diventato il Milan oggi: giocatori superficiali, che non connettono il cervello e che sono irriverenti nei confronti della maglia e della storia. E tra questi c’è il capitano del Milan Questo vi spiega il livello attuale
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Goal Ronaldiano se ce n’è uno
🚨 Another superb goal bu Mbappe. 🇪🇸 Real Madrid 2-0 Sevilla xitter.cf/RickHamblin5/status/21…
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Bremer sverniciato come un Estupinan qualsiasi
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Non avrei dato un euro alla Lazio ma soprattutto a Rino… Sorprendente vederla a questi livelli
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Dichiarazioni da LEADER vero Queste sono parole che ogni tifoso milanista si aspetta da giocatori di questo spessore
🚨🎙️🔥 Adrien Rabiot: “I’m ANGRY. I don’t even know if we DESERVED to win that much.” “We were very good in the first half, but then we completely COLLAPSED.” “You can’t play a first half like that and then have a second half like this. Otherwise, what we did before means NOTHING.”
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Ma cosa deve fare in più Estupinan per non vedere più un campo da calcio per i prossimi vent’anni? Non si spiega come sia un calciatore professionista a meno che dietro di lui non ci siano i Narcos
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Il problema di base è che si sentono una grande squadra ma ancora non lo sono… È ancora una squadra immatura nel gestire i vantaggi e non puoi staccare la spina al 60’ ed era già successo a Sassuolo. Ma mi tengo stretti i primi 60 minuti che non si vedevano da qualche anno.
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I migliori 45 minuti degli ultimi 4 anni per ritmo, intensità e fluidità di gioco negli ultimi 16 metri con 4-5 giocatori che attaccano l’aerea di rigore. L’unica nota negativa è Chukwueze Giocatore di una nullità cosmica che in questo contesto non c’entra un cazzo
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Non sbaglia una singola analisi che sua una 👏🏻 👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻
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Io non so cosa vi aspettate da questa stagione ma è inutile ripetersi… Rosa inadeguata per Amorim, costruita con il culo e a parte 4-5 giocatori di ottimo livello, il resto è di una mediocrità disarmante.
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Ci lascia una voce meravigliosa…compostezza, stile e iper conoscenza di questo sport . Non a caso era stata l’erede designata da Rino Tommasi. Non ho mai capito gli insulti che i nostri coach da divano riservavano a questa meravigliosa donna. Non ti meritavano Elena ❤️
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Elena anche tu no🥹💔
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Elena Pero non c’è più. La sua voce, la voce del tennis, rimarrà per sempre. Aveva 60 anni. Non ha saltato una telecronaca, neppure durante la malattia. L’ultima volta che l’abbiamo ascoltata, noi come voi da casa, è stata a Wimbledon, dove ha celebrato la seconda vittoria consecutiva di Jannik Sinner, come aveva fatto per la storica prima volta – il 13 luglio 2025 - in coppia con Paolo Bertolucci, che ha composto con lei, in oltre 20 anni di telecronache assieme, il secondo formidabile doppio della sua carriera. In questi giorni disperati, l’unica consolazione è ricordare Elena proprio lì, al suo posto, con una cuffia e un microfono, sul campo più leggendario, a fare il suo lavoro, nel quale era la più brava. Naturalmente la migliore. Senza crederlo di sé, e senza avere mai fatto pesare a nessuno di esserlo. Elena ha illustrato questa testata, Sky Sport, per più di trentacinque anni, da quando si chiamava Telepiù, dove è entrata fin dalla sua fondazione, come giornalista praticante nel 1991, assunta da Rino Tommasi, il suo grande maestro, del quale ha raccolto – unica a poterlo fare – l’eredità più pesante. La sua voce è, e sempre sarà, un codice di pura bellezza. Come il suono della palla colpita da Roger Federer, come una volée di Martina Navratilova. Sarebbe necessaria l’essenzialità del suo racconto - così ricco, preciso, caldo e intenso, ma senza concedere nulla alla retorica, all’eccesso, e senza sprecare un aggettivo - per elencare tutti i successi, tutte le qualità di questa straordinaria professionista. Di questa donna giornalista, così lontana dal modello svenduto oggi soprattutto sui social, e per questo così attuale e così esemplare, ci auguriamo, per le prossime generazioni di ragazzi e soprattutto di ragazze. Tanto, tantissimo, ha dato al suo lavoro e tanto, tantissimo ha ricevuto. Tutto ha dato alla sua famiglia e tutto ha ricevuto, alla figlia Martina, al suo (e nostro) Sergio, grande produttore recentemente premiato dal Club a Wimbledon per la sua rimarcabile carriera, sempre al fianco di Elena anche sul campo. Oggi non possiamo che rivolgere il nostro pensiero a loro. Elena ha amato lo sport e i suoi valori, e ha adorato e onorato il tennis, ricambiata dagli appassionati, quelli che lo sono da sempre e quelli che lo sono diventati grazie a Sinner e compagni. Ha attraversato con le sue cronache generazioni di campioni e campionesse, accompagnando le loro imprese senza mettersi mai davanti a loro. Ha imposto il suo stile e la sua preparazione enciclopedica, senza abusarne, non ha mai barattato il rispetto con il tifo, ha sorvolato sulla cattiveria con la leggerezza delle sue parole, sempre quelle giuste. Ha pianto quel giorno per Jannik a Wimbledon, e noi con lei. Appartiene al pantheon dove stanno, ne citiamo alcuni, Nicolò Carosio, Nando Martellini, Paolo Rosi, Alfredo Pigna, Adriano De Zan, coloro che hanno raccontato a milioni di italiani le imprese leggendarie del nostro sport, come quelle di Sinner e di quest’epoca d’oro del tennis italiano. Se n’è andata, come Rino Tommasi e Gianni Clerici. Non smetteremo di ascoltarti. E non smetteremo di ricordarti, cara Elena. Anche se noi di Sky Sport non saremo più gli stessi, ti promettiamo che faremo di tutto per essere degni di quello che ci hai lasciato, del tuo esempio. E di te. Anima pura, persona perbene, specchiata giornalista, meravigliosa collega. Grande, indimenticabile voce di Federico Ferri, direttore di Sky Sport
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Secondo tempo confortante per fluidità di gioco e ritmo in fase offensiva ma sinceramente abbiamo giocato contro il nulla cosmico. Già a Sassuolo un bel test per vedere se la squadra inizia ad assimilare le idee di Amorim
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Io spero che sia l’ultima partita che Moreira parta dalla panchina. Per personalità, velocità e tecnica non esiste che non parta dall’inizio.
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Ramos giocatore vero Scordiamoci l’attaccante da 25 goal a stagione ma in un contesto tecnico adeguato questo da una dozzina di assist
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Finalmente cazzo!!! Questo si è giocare a calcio
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