
Dal 1983. Milanista e un po' di altre cose. Per farmi contento seguite @calibrofest.
Joined April 2009
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Andrea Tafini retweeted
🗣️ Nicolò Tresoldi’s father spoke to Gazzetta: “If Inter Milan calls him, he will say no. His dream is to wear the AC Milan shirt.”
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Some people will criticise Ciccone for his Instagram post, where he wants to see a finish photo on the finish line, but it's good to see a rider finally bring up this topic.
It's wild that finish photos are taken before the finish line, and not on the actual finish line. 🤷♂️
Spoilers: in the sport of pro cycling, the photo finish isn't actually taken on the finish line.
Because, you can't see black tyres on a black finish line. Therefore, the finish photo is taken on the white portion before the actual finish line.
The closer the finish photo device is positioned to the actual finish line, the more likely the finish photo shows the real winner.
In the case of Amstel Gold Race 2021, Wout van Aert received the victory based on the finish photo, but that finish photo was taken 27 (!) centimeters before the finish line, because of a badly positioned photo finish camera. Therefore, it's impossible to know whether Wout van Aert actually crossed the actual finish line first.
How can you figure out how far the finish photo was taken from the actual finish line?
The finish photo is NOT 1 picture. Every vertical line of pixels is a snapshot and the x-axis is time, not distance. That's why at the top of the finish photo, the barrier is the same pattern across the entire picture. So, you can figure out where the finish photo was taken, based on where the finish photo's vertical line of pixels of the barriers, aligns with the on-road barriers.
That way, you can figure out if the photo finish camera was incorrectly positioned like Amstel Gold Race 2021, but you'll never be able to know who actually won the race at the actual finish line.
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Avrei una pregunta, ultimo campione del mondo di ciclismo di nazionalità statunitense ?
Andrea Tafini retweeted
Dove si può vedere il mondiale di ciclismo su #RaiPlay?
Elena Pero non c’è più. La sua voce, la voce del tennis, rimarrà per sempre.
Aveva 60 anni. Non ha saltato una telecronaca, neppure durante la malattia. L’ultima volta che l’abbiamo ascoltata, noi come voi da casa, è stata a Wimbledon, dove ha celebrato la seconda vittoria consecutiva di Jannik Sinner, come aveva fatto per la storica prima volta – il 13 luglio 2025 - in coppia con Paolo Bertolucci, che ha composto con lei, in oltre 20 anni di telecronache assieme, il secondo formidabile doppio della sua carriera.
In questi giorni disperati, l’unica consolazione è ricordare Elena proprio lì, al suo posto, con una cuffia e un microfono, sul campo più leggendario, a fare il suo lavoro, nel quale era la più brava. Naturalmente la migliore. Senza crederlo di sé, e senza avere mai fatto pesare a nessuno di esserlo.
Elena ha illustrato questa testata, Sky Sport, per più di trentacinque anni, da quando si chiamava Telepiù, dove è entrata fin dalla sua fondazione, come giornalista praticante nel 1991, assunta da Rino Tommasi, il suo grande maestro, del quale ha raccolto – unica a poterlo fare – l’eredità più pesante. La sua voce è, e sempre sarà, un codice di pura bellezza. Come il suono della palla colpita da Roger Federer, come una volée di Martina Navratilova. Sarebbe necessaria l’essenzialità del suo racconto - così ricco, preciso, caldo e intenso, ma senza concedere nulla alla retorica, all’eccesso, e senza sprecare un aggettivo - per elencare tutti i successi, tutte le qualità di questa straordinaria professionista. Di questa donna giornalista, così lontana dal modello svenduto oggi soprattutto sui social, e per questo così attuale e così esemplare, ci auguriamo, per le prossime generazioni di ragazzi e soprattutto di ragazze.
Tanto, tantissimo, ha dato al suo lavoro e tanto, tantissimo ha ricevuto. Tutto ha dato alla sua famiglia e tutto ha ricevuto, alla figlia Martina, al suo (e nostro) Sergio, grande produttore recentemente premiato dal Club a Wimbledon per la sua rimarcabile carriera, sempre al fianco di Elena anche sul campo. Oggi non possiamo che rivolgere il nostro pensiero a loro.
Elena ha amato lo sport e i suoi valori, e ha adorato e onorato il tennis, ricambiata dagli appassionati, quelli che lo sono da sempre e quelli che lo sono diventati grazie a Sinner e compagni. Ha attraversato con le sue cronache generazioni di campioni e campionesse, accompagnando le loro imprese senza mettersi mai davanti a loro. Ha imposto il suo stile e la sua preparazione enciclopedica, senza abusarne, non ha mai barattato il rispetto con il tifo, ha sorvolato sulla cattiveria con la leggerezza delle sue parole, sempre quelle giuste. Ha pianto quel giorno per Jannik a Wimbledon, e noi con lei.
Appartiene al pantheon dove stanno, ne citiamo alcuni, Nicolò Carosio, Nando Martellini, Paolo Rosi, Alfredo Pigna, Adriano De Zan, coloro che hanno raccontato a milioni di italiani le imprese leggendarie del nostro sport, come quelle di Sinner e di quest’epoca d’oro del tennis italiano. Se n’è andata, come Rino Tommasi e Gianni Clerici.
Non smetteremo di ascoltarti. E non smetteremo di ricordarti, cara Elena. Anche se noi di Sky Sport non saremo più gli stessi, ti promettiamo che faremo di tutto per essere degni di quello che ci hai lasciato, del tuo esempio. E di te.
Anima pura, persona perbene, specchiata giornalista, meravigliosa collega. Grande, indimenticabile voce
di Federico Ferri, direttore di Sky Sport
lol cosa?
🤯 Max Verstappen vs 100 karts
😂 Esto es una LOCURA
xitter.cf/ICEnjoyer/status/21002…
sì mille volte meglio dei giornalisti dei media morti e sepolti, specialmente nel caso di campochiari
Ci possiamo fidare degli youtuber che parlano di geopolitica? Il caso @Parabel66836534
appunti.substack.com/p/ci-po…
Andrea Tafini retweeted
All'età di 31 anni è morto il cavallo Varenne, il più grande trottatore di tutti i tempi e autentica leggenda di questo sport.
Lo stallone è stato colpito da un infarto nella notte tra lunedì 17 e martedì 18. È stato l'unico a vincere il titolo di 'Cavallo dell'anno' in tre differenti Stati, nonché ad aver vinto tutte le corse più importanti del mondo nel corso dello stesso anno.
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Qualche esempio:
- Paolo Mieli è figlio di Renato Mieli, giornalista, esponente comunista e spia britannica;
- Luca Sofri è figlio di Adriano Sofri, giornalista a latere dell'attività politica;
- Mattia Feltri è figlio di Vittorio Feltri
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