filippo nassetti (@fnassetti) header
filippo nassetti (@fnassetti) profile picture

giornalista, scrittore, comunicatore 'Molte aquile ho visto in volo' (Baldini+Castoldi)

rome
Joined April 2010
Photo by filippo nassetti (@fnassetti)Photo by filippo nassetti (@fnassetti)Photo by filippo nassetti (@fnassetti)Photo by filippo nassetti (@fnassetti)Photo by filippo nassetti (@fnassetti)Photo by filippo nassetti (@fnassetti)Photo by filippo nassetti (@fnassetti)Photo by filippo nassetti (@fnassetti)
filippo nassetti retweeted
"Oggi la Repubblica è qui. Lo Stato è qui, unito, senza divisioni, per rendere omaggio ai nostri quattro fratelli. È qui nella sua più alta espressione, rappresentato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ringrazio per la sua costante vicinanza, soprattutto nei momenti più dolorosi per le famiglie della Difesa. Immagino che per i loro cari tutto questo possa apparire incomprensibile. Perché prima di essere militari erano i loro bambini, quelli che hanno tenuto in braccio e visto crescere. Erano i compagni di una vita, con cui avevano condiviso sogni e progetti. Simone, Claudio, Franco Adriano e Laura. Quattro storie diverse, unite dalla stessa passione: servire il proprio Paese con orgoglio, entusiasmo e gioia. «Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio», recita il Vangelo di oggi. Ecco, questo sono i nostri militari. Donne e uomini che hanno scelto di servire gli altri, di difendere la pace, anche lontano da casa, dove quella pace è più fragile. Quando mi sono recato in Bosnia-Erzegovina, sul luogo dell'incidente, per rendere omaggio ai nostri Caduti e incontrare i feriti, una cosa mi ha colpito. Le parti a lungo contrapposte in quella terra avevano trovato subito un accordo: costruire insieme un monumento per ricordare i nostri ragazzi. Perché Simone, Claudio, Franco Adriano e Laura, scegliendo di servire il Paese con le uniformi dell'Aviazione dell'Esercito e del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana, sono diventati un simbolo, anche per quella terra. Il simbolo di chi ha scelto di stare dalla parte del bene, di servire la pace, di unire dove la storia ha diviso. È ciò che fanno ogni giorno i nostri militari. So che queste parole non possono alleviare il dolore di chi resta. Ma oggi alle loro famiglie dico: non sarete soli. La grande famiglia della Difesa vi sarà vicina e custodirà il loro ricordo. Perché Simone, Claudio, Franco Adriano e Laura rappresentano la parte migliore dell'Italia. Quella che abbiamo il dovere di difendere". Così il Ministro @GuidoCrosetto in occasione delle esequie in forma solenne del Sergente Maggiore Simone Ruggia e del Sergente Maggiore Claudio Marchesi dell'Aviazione dell’Esercito, e del Capitano Franco Adriano Zecchillo e del Sergente Maggiore Laura Procacci del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana.
18
49
2
304
6,571
filippo nassetti retweeted
Da piccolino pensavo che mai avrei visto un italiano: - Vincere Wimbledon - Vincere i 100m alle Olimpiadi - Vincere il mondiali di F1 Figo
51
193
5
3,587
52,761
filippo nassetti retweeted
Un sogno diventato leggenda. Kimi Antonelli sul tetto del mondo: il futuro della Formula 1 parla italiano! Diventa il più giovane campione del mondo di Formula 1, 73 anni dopo Alberto Ascari.
1
22
177
9,973
filippo nassetti retweeted
Il Foglio- Sine ira et studio
25
97
11
244
7,800
Attenzione è il 75° minuto :
9
76
6
915
22,602
filippo nassetti retweeted
Mentre la Russia bombarda selvaggiamente l'Ucraina e fa terrorisml sui civili a Kyiv, aMosca l'ex cancelliere tedesco e presidente del consiglio di amministrazione di "Rosneft", Gerhard Schröder, è stato invitato da Putin a casa sua a festeggiare il compleanno E ridono felici
56
117
11
442
10,436
filippo nassetti retweeted
Christopher Walken, Robert De Niro, John Savage and John Cazale in Michael Cimino's "The Deer Hunter," 1978.
27
159
9
1,140
20,652
filippo nassetti retweeted
Ciao Elena, la voce del tennis
53
605
128
4,047
126,113
filippo nassetti retweeted
Elena Pero non c’è più. La sua voce, la voce del tennis, rimarrà per sempre. Aveva 60 anni. Non ha saltato una telecronaca, neppure durante la malattia. L’ultima volta che l’abbiamo ascoltata, noi come voi da casa, è stata a Wimbledon, dove ha celebrato la seconda vittoria consecutiva di Jannik Sinner, come aveva fatto per la storica prima volta – il 13 luglio 2025 - in coppia con Paolo Bertolucci, che ha composto con lei, in oltre 20 anni di telecronache assieme, il secondo formidabile doppio della sua carriera. In questi giorni disperati, l’unica consolazione è ricordare Elena proprio lì, al suo posto, con una cuffia e un microfono, sul campo più leggendario, a fare il suo lavoro, nel quale era la più brava. Naturalmente la migliore. Senza crederlo di sé, e senza avere mai fatto pesare a nessuno di esserlo. Elena ha illustrato questa testata, Sky Sport, per più di trentacinque anni, da quando si chiamava Telepiù, dove è entrata fin dalla sua fondazione, come giornalista praticante nel 1991, assunta da Rino Tommasi, il suo grande maestro, del quale ha raccolto – unica a poterlo fare – l’eredità più pesante. La sua voce è, e sempre sarà, un codice di pura bellezza. Come il suono della palla colpita da Roger Federer, come una volée di Martina Navratilova. Sarebbe necessaria l’essenzialità del suo racconto - così ricco, preciso, caldo e intenso, ma senza concedere nulla alla retorica, all’eccesso, e senza sprecare un aggettivo - per elencare tutti i successi, tutte le qualità di questa straordinaria professionista. Di questa donna giornalista, così lontana dal modello svenduto oggi soprattutto sui social, e per questo così attuale e così esemplare, ci auguriamo, per le prossime generazioni di ragazzi e soprattutto di ragazze. Tanto, tantissimo, ha dato al suo lavoro e tanto, tantissimo ha ricevuto. Tutto ha dato alla sua famiglia e tutto ha ricevuto, alla figlia Martina, al suo (e nostro) Sergio, grande produttore recentemente premiato dal Club a Wimbledon per la sua rimarcabile carriera, sempre al fianco di Elena anche sul campo. Oggi non possiamo che rivolgere il nostro pensiero a loro. Elena ha amato lo sport e i suoi valori, e ha adorato e onorato il tennis, ricambiata dagli appassionati, quelli che lo sono da sempre e quelli che lo sono diventati grazie a Sinner e compagni. Ha attraversato con le sue cronache generazioni di campioni e campionesse, accompagnando le loro imprese senza mettersi mai davanti a loro. Ha imposto il suo stile e la sua preparazione enciclopedica, senza abusarne, non ha mai barattato il rispetto con il tifo, ha sorvolato sulla cattiveria con la leggerezza delle sue parole, sempre quelle giuste. Ha pianto quel giorno per Jannik a Wimbledon, e noi con lei. Appartiene al pantheon dove stanno, ne citiamo alcuni, Nicolò Carosio, Nando Martellini, Paolo Rosi, Alfredo Pigna, Adriano De Zan, coloro che hanno raccontato a milioni di italiani le imprese leggendarie del nostro sport, come quelle di Sinner e di quest’epoca d’oro del tennis italiano. Se n’è andata, come Rino Tommasi e Gianni Clerici. Non smetteremo di ascoltarti. E non smetteremo di ricordarti, cara Elena. Anche se noi di Sky Sport non saremo più gli stessi, ti promettiamo che faremo di tutto per essere degni di quello che ci hai lasciato, del tuo esempio. E di te. Anima pura, persona perbene, specchiata giornalista, meravigliosa collega. Grande, indimenticabile voce di Federico Ferri, direttore di Sky Sport
491
1,108
384
8,452
465,923
filippo nassetti retweeted
This week’s cover is “Pulling the Plug” by Barry Blitt. Explore the issue: newyorker.com/magazine?utm_s…
2
181
8
715
66,537
filippo nassetti retweeted
C’è chi entra nella storia. E poi c’è chi diventa la storia stessa dell’Inter. Da ragazzo nerazzurro a simbolo eterno, Sandro Mazzola ha attraversato generazioni, vincendo, emozionando e tramandando l’amore per questi colori. Brillava in campo, brilla anche ora, la stella del baffo. Che, come spesso ha raccontato, aveva un solo, ultimo, desiderio: “Essere ricordato come un bravo uomo, che se la gioca sempre, anche quando sembra impossibile” Il cordoglio di FC Internazionale Milano: bit.ly/4hwGdGp
313
1,736
326
8,033
332,290
filippo nassetti retweeted
A Ravenna, nella notte tra il 13 e il 14 settembre 1321, moriva Dante Alighieri. Circa il 90% del lessico fondamentale dell'italiano corrente è già presente nella sua "Commedia", poema fondativo della letteratura italiana, studiato ancora oggi in tutto il mondo.
3
110
5
295
5,131
filippo nassetti retweeted
IL CORRIERE DELLA SERA CONTINUA A ROSOLARE RANUCCI... "Perché mai — è la prima domanda probabile — Sigfrido Ranucci avrebbe incontrato e quasi «supportato» Valter Lavitola, cinque giorni dopo la detonazione? L’ex «Lady Lavitola» ha riferito di un incontro tra i due in seguito al blitz, soffermandosi sulla prudenza di quel colloquio a tu per tu, nel giardinetto di casa Lavitola e senza cellulari, lasciati in cucina. Il faccendiere, in quel momento, non era ancora sotto inchiesta ma colpisce la tempistica, a ridosso dei fatti. Si allude cioè alla eventualità che il giornalista fosse stato messo a conoscenza del piano. Un aspetto che Ranucci smentisce in modo inequivocabile ma che, ragionevolmente, sarà oggetto di verifica durante l’audizione in Procura". (Corriere della sera)
5
9
1
36
2,452
filippo nassetti retweeted
Giovedì 17 settembre, ore 17:30, a Palazzo Firenze, la Società Dante Alighieri presenta "Il Volo del Condor: guerra di spie a Cipro" di Umberto Mondini (Edizioni Progetto Cultura, 2026). Leggi tutto e scopri come partecipare: t.ly/AooF5
1
6
359
filippo nassetti retweeted
Watch the skies over America empty on the morning of September 11, 2001. This version of the video includes various annotations to explain what was happening while planes were being grounded I think this is one part of the 9/11 story that I don’t think gets talked about enough. I think it rather amazing. At 9:25 a.m., the FAA stopped all civilian aircraft in the United States from taking off. That’s pretty dramatic. Then, shortly after American Airlines Flight 77 struck the Pentagon, the FAA made an unprecedented decision: Every aircraft already in the air was ordered to land at the nearest airport as soon as practical. More than 4,500 aircraft were airborne. And the man at the center of that decision was Ben Sliney, the FAA’s National Operations Manager at the Air Traffic Control System Command Center. September 11, 2001 was his first day in that position. Not his first day in air traffic control - he was already a veteran controller and manager - but his first day sitting in one of the most important operational jobs in American aviation. Quite a first day. His decision was to clear the skies over the United States. What followed was an incredible job by thousands of air traffic controllers, pilots, dispatchers and airport personnel. About 4,500 commercial and general-aviation aircraft were brought safely to the ground without incident. By around 12:15 p.m., the airspace over the contiguous United States had been cleared of commercial and private traffic, leaving essentially military and emergency aircraft. Just think about the scale of that for a second. Thousands of aircraft were in the air, spread across the entire country, and within a few hours nearly all of them were on the ground. The animation below lets you actually watch it happen. And this isn’t a modern recreation of what somebody thinks the air traffic looked like. It’s a NASA visualization made from FAA air-traffic data from 9/11, using NASA Ames’ FACET air-traffic analysis system. At first the map is packed with aircraft. Then the attacks happen. Takeoffs stop. The symbols start disappearing. And within a few hours, the skies over the United States are almost empty. It was one of the most remarkable air-traffic-control operations ever carried out.
7
139
6
1,549
123,626