NON RISPONDO AI DM. MESSAGGI PRIVATI⛔️

Joined September 2021
Questa si che è una bella lezione di civiltà per il resto del mondo! L’ Occidente dalla #Russia ha solo da imparare 🇷🇺❤️ 🇷🇺 Nenets: i nomadi russi tutelati. I Nenets sono un popolo indigeno della Siberia con cittadinanza russa. La Federazione riconosce loro lo status ufficiale di "Popolo esiguo". Questa tutela legale serve a proteggere la loro identità millenaria. Lo Stato garantisce loro diritti territoriali esclusivi, permettendogli di continuare a vivere di pastorizia e nomadismo nella tundra. Una curiosità: la legge russa concede a questo popolo un diritto speciale. I giovani Nenets che mantengono lo stile di vita tradizionale nella tundra sono esonerati dal servizio militare obbligatorio, potendo rimanere con le proprie comunità per proteggere l'allevamento delle renne. Un’altra particolarità: per l'istruzione lo Stato finanzia le "Scuole della Tundra". Sono insegnanti itineranti che si spostano con i nomadi, permettendo ai bambini di studiare il programma ministeriale russo direttamente nelle loro tende tradizionali. Via Diego Cheli
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A tutti quelli che insultano senza produrre UNA prova contraria dico: la vostra rabbia non è una confutazione. È una confessione. State confermando che abbiamo colpito dove fa più male. I fact checker non sono informazione. Sono infestazione. Non portano una prova. Non portano un documento. Non portano un dato che smentisca ciò che diciamo. Portano solo insulti, etichette e tentativi patetici di deviare la verità. Il loro schema è sempre lo stesso: se non puoi smontare il messaggio, provi a distruggere chi lo porta. Ed è per questo che oggi le mie parole sono ancora più mie, riscritte per non dare a nessuno il pretesto di rubarle: Lasciate che parlino. Lasciate che giudichino. Lasciate che costruiscano la loro verità. La verità non corre: prima o poi emerge, anche nel silenzio di tutti. Analisi e riflessione personale di ✒️ ©Sabrina F.
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LA FACCIATA NON CANCELLA IL CONTO. MIA RIFLESSIONE. Non si può sorridere davanti a una telecamera e far finta che gli ultimi tre anni non siano esistiti. Ho visto l'ennesima stretta di mano tra Macron e Meloni, il tentativo di ricostruirsi una credibilità internazionale. La mia riflessione personale è brutale: una foto non abbassa una bolletta. Per mesi ci è stata venduta una narrazione lineare: sanzioni dure, sostegno militare totale e il crollo della Russia dietro l'angolo. Il risultato reale, quello che io vedo come cittadina e che vedono le imprese, è stato un altro. Energia alle stelle. Piccole imprese che chiudono o delocalizzano. Inflazione che ha eroso gli stipendi. Famiglie che scelgono tra riscaldamento e spesa. Questa non è un'opinione ideologica. È il bilancio che ho davanti. E quando i cittadini in diverse capitali europee sono scesi in piazza per dire "non ce la facciamo più", parte della classe dirigente ha avuto un riflesso automatico: dare la colpa all'esterno. Putin, interrogato proprio sulle accuse di essere dietro le proteste in Europa, ha risposto così: "Suggerire che stiamo provocando proteste di massa nelle principali città europee è chiaramente eccessivo. È qualcosa che, a mio avviso, è ovvio per i normali cittadini dei Paesi europei." Potete pensarla come volete su di lui, ma qui il punto non è Putin. Il punto siamo noi. L'obiettivo dichiarato tre anni fa era chiaro: mettere sotto pressione estrema l'economia russa e spingere la sua opinione pubblica contro il governo. Dopo tre anni di quella linea, il malcontento più forte e più visibile non è a Mosca. È a Parigi, a Berlino, a Roma, a Milano. E la mia domanda personale, che mi faccio ogni giorno, è questa: perché chi fa notare questi numeri viene subito etichettato come "filo-putiniano" o "propagandista"? Un'etichetta non paga la bolletta della luce. Un'etichetta non riapre un capannone. Un'etichetta non restituisce potere d'acquisto. Non sto dicendo chi ha ragione o torto nella guerra. Sto dicendo una cosa molto più semplice e pragmatica: quando una strategia produce più costi interni che risultati esterni, un leader serio si ferma e la corregge. Continuare a dire che va tutto bene non cancella la realtà. La rende solo più costosa. La facciata si può ripulire con un servizio fotografico. Il conto, purtroppo, lo paghiamo sempre noi. Quanto tempo ancora si può chiedere sacrifici agli europei promettendo un risultato che non arriva? Analisi e riflessione personale di ✒️© Sabrina F.
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IL CAVALLO DI TROIA È GIÀ DENTRO LE MURA Mia riflessione personale. Chi ha coperto questa menzogna per anni non è innocente. È complice. E dovrà risponderne davanti alla storia e davanti agli italiani. O ci svegliamo ora, o di questa civiltà non rimarrà più niente. Devo dirlo chiaro: l'Unione Europea ha fallito. Non è più un errore di buonismo. È un progetto politico che sta cancellando la nostra civiltà, la nostra cultura, le nostre radici cristiane e greco-romane. Da 20 anni ci impongono flussi senza controllo e ci chiamano razzisti se li critichiamo. Da 20 anni ci dicono di vergognarci di essere italiani ed europei. E adesso il castello di bugie è crollato. A Milano, secondo quanto riportato dalle cronache, un ricercatore italiano di seconda generazione, perfettamente integrato sulla carta, laureato, sarebbe tra gli accusati di essere tra gli organizzatori di scontri e di un movimento radicale. Accuse di istigazione e apologia. Non è disagio sociale. È una scelta ideologica contro il Paese che lo ha accolto e formato. Ed è qui che la complicità politica diventa grave. Per anni chi ha osato dire questa verità è stato censurato e chiamato fascista. Ogni allarme è stato trasformato in "hate speech". Soggetti che usano la nostra democrazia per distruggerla. L'Italia non è una terra di nessuno. È Galileo, Volta, Marconi, Fermi. È ragione, diritto e bellezza. Questo patrimonio non è negoziabile. Basta con l'accoglienza senza selezione e senza regole. Servono frontiere controllate, espulsioni per chi tradisce il patto e una politica che rimetta l'Italia al primo posto. Analisi e grafica di ✒️© Sabrina
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NON VOGLIONO LA PACE. VOGLIONO LA GUERRA PRIMA DI CADERE. Mia riflessione personale dura e diretta. Ci raccontano da tre anni che la Russia vuole invadere l'Europa. È una balla colossale. Una menzogna per tenerci buoni mentre ci rovinano. La verità, detta da un economista americano. - Michael Hudson - e non da un "filo-putiniano", è l'opposto. La Russia non vuole niente da noi. Vuole solo che la lasciamo in pace. Ha provato per 30 anni a diventare europea. E poi ha capito cos'è diventata l'Europa. Una colonia finanziaria dell'America. Un'economia morta, che odia i lavoratori. Un posto non più democratico, che ha tradito tutto quello che era l'Illuminismo. E ha detto: lasciateci stare. Non vogliamo più avere niente a che fare con voi. Chi è allora che cerca lo scontro? Guardate la mappa. Non è la Russia che si avvicina alla NATO. È la NATO che si è piazzata sotto le finestre di casa sua. Ora vogliono trasformare il Mar Baltico in un lago NATO. Vogliono bloccare le petroliere russe. Vogliono strangolare Kaliningrad, che per loro è come la Crimea: un pezzo di Russia. Hanno già iniziato a sequestrare navi. Quella è pirateria. Quella è una dichiarazione di guerra. Perché lo fanno? Perché lo sanno. Lo sanno che tra due anni non ci saranno più. Macron in Francia è finito. Il governo in Germania è finito. In Inghilterra sono finiti. Sanno che gli elettori li spazzeranno via. E allora pensano: questa è la nostra ultima occasione. L'ultima occasione per fare la guerra grossa. Per legarci per sempre agli USA. Per far saltare tutto prima di affondare. Siamo in mano a gente disperata. E la gente disperata è pericolosissima. Non hanno il coraggio di dirvi che ci stanno portando a una guerra breve e sanguinosissima, forse anche nucleare, per salvare la loro poltrona. La Russia continua a mandare aerei solo per scortare le sue navi, per non farsi rubare il petrolio che vuole vendere all'Africa e al Sud America, non a noi. Loro continuano a provocare. Il muro di Berlino è caduto 35 anni fa. Oggi ne stanno costruendo uno nuovo, molto più alto, per tenerci separati dalla Russia per sempre. Per farci credere che il nemico sia a Mosca, quando chi ci sta affamando è a Bruxelles, a Parigi, a Berlino. Non ci vogliono salvare dalla Russia. Ci vogliono usare come carne da cannone per non perdere il potere. Video integrale qui: youtu.be/M3z_SOX0RoQ Analisi e riflessione di ✒️© Sabrina F.
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SIAMO GIÀ PERSI E NON CE NE SIAMO ACCORTI. Mia riflessione personale: La verità più grave non è che ci censurano. È che non hanno più bisogno di farlo. Una volta per zittire un popolo servivano carri armati, galere, roghi di libri. Oggi no. Oggi è molto più intelligente. Molto più crudele. Ti danno un telefono. Ti danno un profilo. Ti dicono: "Ecco, ora sei libera. Ora puoi dire quello che vuoi". E tu ci credi. Ti senti potente. Scrivi, denunci, posti le foto che i telegiornali nascondono. Pensi di stare facendo la Resistenza. Ma non è libertà. È la più grande prigione mai costruita. Perché mentre tu scrivi qui dentro, convinta di risvegliare le coscienze, il mondo reale va da tutt'altra parte. Tua madre, tuo fratello, il tuo vicino di casa... loro non vedranno MAI quello che hai scritto. Mai. Loro vedranno solo il TG1, il programma di intrattenimento, il Grande Fratello. Vivranno in un'altra realtà. Una realtà costruita per loro, dove tutto va bene, dove chi protesta è un estremista, dove chi ha dubbi è un pazzo. Noi siamo qui. Loro sono là. E in mezzo c'è un muro di vetro che non vediamo. Noi parliamo solo con noi stessi. Ci diamo ragione a vicenda. Ci diciamo "hai ragione, siamo tanti". Ma non siamo tanti. Siamo pochi, chiusi in un recinto che ci sembra un oceano. E questo è il loro capolavoro. Non ci hanno tolto la parola. Ci hanno tolto le conseguenze della parola. Ci hanno permesso di urlare, a condizione che nessuno ci senta fuori da qui. Ci hanno dato l'illusione della libertà per toglierci la libertà vera, quella che fa paura, quella che cambia la storia: stare insieme, nella stessa piazza, con lo stesso cuore, faccia a faccia. Ci hanno trasformato in un popolo di ombre digitali. Presenti ovunque, influenti da nessuna parte. Siamo già persi come popolo, come comunità, come nazione. E continuiamo a scrivere, come se fossimo liberi, dentro una gabbia che abbiamo scambiato per casa. La cosa più grave non è che ci odiano. È che ci hanno resi innocui. E noi li ringraziamo pure, perché almeno qui dentro ci sentiamo liberi. Vi siete mai sentiti così? Io sì. In una gabbia che sembra casa... Analisi e riflessione di ✒️© Sabrina F.
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SIAMO GIÀ PERSI E NON CE NE SIAMO ACCORTI. Mia riflessione personale: La verità più grave non è che ci censurano. È che non hanno più bisogno di farlo. Una volta per zittire un popolo servivano carri armati, galere, roghi di libri. Oggi no. Oggi è molto più intelligente. Molto più crudele. Ti danno un telefono. Ti danno un profilo. Ti dicono: "Ecco, ora sei libera. Ora puoi dire quello che vuoi". E tu ci credi. Ti senti potente. Scrivi, denunci, posti le foto che i telegiornali nascondono. Pensi di stare facendo la Resistenza. Ma non è libertà. È la più grande prigione mai costruita. Perché mentre tu scrivi qui dentro, convinta di risvegliare le coscienze, il mondo reale va da tutt'altra parte. Tua madre, tuo fratello, il tuo vicino di casa... loro non vedranno MAI quello che hai scritto. Mai. Loro vedranno solo il TG1, il programma di intrattenimento, il Grande Fratello. Vivranno in un'altra realtà. Una realtà costruita per loro, dove tutto va bene, dove chi protesta è un estremista, dove chi ha dubbi è un pazzo. Noi siamo qui. Loro sono là. E in mezzo c'è un muro di vetro che non vediamo. Noi parliamo solo con noi stessi. Ci diamo ragione a vicenda. Ci diciamo "hai ragione, siamo tanti". Ma non siamo tanti. Siamo pochi, chiusi in un recinto che ci sembra un oceano. E questo è il loro capolavoro. Non ci hanno tolto la parola. Ci hanno tolto le conseguenze della parola. Ci hanno permesso di urlare, a condizione che nessuno ci senta fuori da qui. Ci hanno dato l'illusione della libertà per toglierci la libertà vera, quella che fa paura, quella che cambia la storia: stare insieme, nella stessa piazza, con lo stesso cuore, faccia a faccia. Ci hanno trasformato in un popolo di ombre digitali. Presenti ovunque, influenti da nessuna parte. Siamo già persi come popolo, come comunità, come nazione. E continuiamo a scrivere, come se fossimo liberi, dentro una gabbia che abbiamo scambiato per casa. La cosa più grave non è che ci odiano. È che ci hanno resi innocui. E noi li ringraziamo pure, perché almeno qui dentro ci sentiamo liberi. Vi siete mai sentiti così? Io sì. In una gabbia che sembra casa... Analisi e riflessione di ✒️© Sabrina F.
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NON È UNA RIVOLTA SPONTANEA. È UN PROGETTO PAGATO. E ABBIAMO I NOMI. Parliamoci chiaro: George Soros è l'uomo più pericoloso per l'Europa. Un miliardario di 95 anni che da decenni usa la sua Open Society come una vera arma politica per comprare ONG, partiti, giornali e intere campagne elettorali. Non fa filantropia, fa potere. Finanzia il caos, finanzia la divisione, finanzia chi vuole cancellare la nostra identità, i nostri confini e la nostra storia. E il peggio? Non è solo. Ha la complicità totale e vergognosa dei burocrati di Bruxelles. Gente mai eletta da nessuno, che tace, che incassa, che protegge la sua rete perché gli fa comodo un'Europa debole, divisa e ricattabile. Senza di loro, il suo piano non starebbe in piedi un giorno. Guardate bene cosa sta succedendo in Francia e in Italia. Chiese prese di mira, piazze devastate, bandiere europee strappate. Non è rabbia del popolo. È un caos organizzato. Come mostra questa foto, 7 organizzazioni legate alla famiglia Soros avrebbero finanziato e sostenuto le rivolte di questi giorni in Europa. Il suo modello è semplice: una società divisa e senza identità è più facile da influenzare e da comandare. Io condanno con la massima fermezza ogni atto di violenza, ogni incendio, ogni attacco ai simboli della nostra storia e della nostra fede. Chi scende in piazza per distruggere non è un manifestante, è un estremista violento che deve essere fermato dalla legge. L'Europa non ha bisogno dei miliardi di chi alimenta il caos. Ha bisogno di ordine, sicurezza e confini. Analisi originale di ✒️© Sabrina F. Fonte immagine: elaborazione grafica su base foto stampa
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L'EUROPA NON VUOLE LA PACE, VUOLE IL BUSINESS DELLA GUERRA. Dall'Europa zero proposte negoziate. Zero. Solo più armi, più sanzioni, più bagno di sangue a spese nostre. A novembre riprendono i negoziati e indovinate? Bruxelles è già pronta a sabotarli come fa da 4 anni. Questo repost dal profilo di Elon Musk dice tutto quello che i media non vi diranno MAI: Quello che sta realmente accadendo in Ucraina è che esiste una enorme differenza di incentivi tra le élite e il popolo. Le prime si sono arricchite enormemente grazie ai miliardi di dollari che fluiscono verso l'Ucraina, mentre i figli dei secondi vengono arruolati per morire nelle trincee. Tradotto: le élite incassano, i popoli muoiono. Ecco la verità che i guerrafondai di Bruxelles non vogliono che capiate. I cittadini europei si stanno ribellando a questo schema fallito. Non è più sinistra vs destra. È popoli vs chi lucra sulla guerra. Testo originale e commento di ✒️© Sabrina F.
What’s actually going on in Ukraine is that there is a massive incentive difference between the elites and the people. The former have grown very rich off the hundreds of billions flowing to Ukraine, while the latter’s children are conscripted to die in trenches.
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BASTA PROPAGANDA DI GUERRA. I POPOLI NON VOGLIONO MORIRE PER BRUXELLES. Chi spinge per l'escalation non difende l'Europa. Usa l'Europa. Mentre l'UE gioca a fare l'impero con le nostre bollette, i nostri soldi e la pelle dei nostri figli, c'è un dato che i guerrafondai di Bruxelles non possono censurare: i popoli europei NON vogliono la guerra con la Russia. La vogliono solo le élite fallite che hanno bisogno di un nemico esterno per coprire il disastro interno. 🇷🇺 PUTIN CHIARISSIMO SULL'EUROPA: "Se osserviamo i processi politici in corso in Europa, appare chiaramente che i popoli europei non vogliono entrare in conflitto con la Russia. Voglio che la nostra scelta sia ascoltata. Noi non vogliamo la guerra, e noi non ci prepariamo ad ALCUNA FORMA DI GUERRA con l'Europa." Parole che a Bruxelles fanno paura, perché smascherano la più grande truffa: vi raccontano di una minaccia per giustificare riarmo, austerity e censura. Ma la minaccia non è a Est. La minaccia è a Bruxelles. Testo originale e commento di ✒️© Sabrina F. Fonte video: DRM News / Intervista a Vladimir Putin - Mosca, 23-24 ottobre 2026
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BASTA FAVOLE. NON È DISAGIO, È INVASIONE CHE FOMENTA VIOLENZA. L'Italia non ha un problema di ragazzi fragili. Ha un problema di ospiti che sputano nel piatto dove hanno mangiato e di una sinistra che gli stende il tappeto rosso. Chi viene accolto, istruito, laureato e poi usa le nostre piazze per scatenare guerriglia non è un disagio sociale. È un nemico interno. È quinta colonna. È caduta la maschera. Youssef Siher, 30 anni, italo-marocchino, è in carcere. Indagato per istigazione con finalità di terrorismo + 270 bis, il reato nato contro le BR. Moglie indagata a piede libero. Non è un ultimo. È il loro "modello di integrazione". Liceo a Salò, laurea alla Statale di Milano, Senato Accademico, presidente studenti musulmani, Ispi, firma sul Fatto Quotidiano. Per gli inquirenti sarebbe lui la mente del "Movimento 17 ottobre": 13 post, 47mila follower e sabato l'Italia a ferro e fuoco. Colosseo sfondato, bottiglie sui blindati al Quirinale, Torino, Bologna in fiamme, parà al Duomo. 371 fermati, 110 minorenni. Ragazzini usati come manovalanza. Segnalato dai servizi già nel 2024 per "Alba Nascente", rete per propaganda Hamas e legami con estrema sinistra. Dietro, la pista Fratelli Musulmani. L'8 ottobre l'UE chiede di metterli nella lista terrorismo. PD, M5S e AVS votano contro. 14 giorni dopo quella pista esplode nelle nostre città. Il 7/10/23, mentre Hamas massacrava, avrebbe commentato "Allahu Akbar" sotto un post pro-Israele. La strage definita "decolonizzazione". Profilo con Sinwar e frase "non puoi sconfiggere chi crede che la morte non sia la fine". Pubblicato dal Fatto fino al 2025. Alla perquisizione con le mappe di Milano: "Sono un giornalista". All'Ordine non risulta. È il copione di sempre: integrato sulla carta, fedele altrove. Lo Stato ha fatto il suo. Ora revoca della cittadinanza anche per chi l'ha avuta da minore se ha doppia cittadinanza. Chi tradisce il Paese che lo ha cresciuto non può tenersi il passaporto. Noi la quinta colonna non l'abbiamo dovuta infiltrare. L'abbiamo invitata con tesserino universitario e contratto da editorialista. Testo originale con analisi di ✒️© Sabrina F. Fonte cronaca: Procura - Movimento 17 ottobre
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SCIACALLI DI GUERRA. ECCO CHI VUOLE CHE QUESTO MASSACRO NON FINISCA MAI. C'è una categoria di persone che con la guerra ci vive. Ci si arricchisce. Ci costruisce la carriera e ci mantiene il potere. Sono i burocrati di Bruxelles che non hanno mai preso un voto, i leader che hanno fallito su tutto - lavoro, sanità, immigrazione - e che ora si riciclano come "guerrieri". Più la guerra dura, più sono indispensabili. Più le armi girano, più i loro amici si arricchiscono. E il conto? Lo paghiamo noi. Mentre a Bruxelles parlano di "valori" e "difesa della democrazia", la realtà è un'altra: stanno tenendo in vita artificialmente una guerra che sanno di non poter vincere e che non sanno come chiudere. Sono gli stessi che fino a ieri predicavano disarmo e pace verde. Oggi hanno scoperto un appetito insaziabile per carri armati, droni e proiettili. Perché? La risposta ce la dà il Generale Michael Flynn - ex capo dell'intelligence militare USA e consigliere per la sicurezza nazionale - nel video che pubblico qui sotto: In Europa esiste un complesso militare-industriale. Ha bisogno di un uomo nero per giustificarsi. Se non ha un uomo nero, che in questo caso è la Russia, non ha motivo di produrre tutti quei carri armati, droni, aerei e proiettili. Ci sono in gioco miliardi. Ed è questo che contribuisce a far continuare la guerra. Avete capito? Senza un nemico permanente da agitare in faccia ai cittadini europei, non avrebbero nessuna giustificazione per chiedere ai nostri governi sempre più soldi per l'industria della difesa. La Russia è la loro scusa perfetta. Finché regge la scusa, la guerra non deve finire. È questo meccanismo, più delle trincee, che spiega perché il conflitto non finisce. Il complesso militare-industriale, in Europa come in America, ha bisogno di una minaccia costante per giustificare bilanci da capogiro. La durata della guerra, i morti, il rischio di una Terza Guerra Mondiale? Dettagli secondari. Lo stesso Flynn lancia un allarme che tutti dovrebbero ascoltare: "Spero che i leader di USA, Russia e Cina trovino un'intesa nei prossimi giorni, altrimenti arriveremo a un punto di svolta molto pericoloso per il mondo intero." E mentre il mondo rischia quel punto di non ritorno, cosa fa l'UE? Annuncia altri 70 miliardi di euro per Kiev. Soldi che non esistono in un tesoro europeo, ma che verranno addebitati direttamente agli Stati membri. All'Italia. A noi. Continuano a ripetere "fino alla vittoria" mentre scaricano il prezzo più alto sulle famiglie europee e alzano la posta in un gioco che nessuno di loro vuole davvero chiudere. 🎥 Video integrale qui: youtu.be/U80kdQggtSQ Fonte cronaca: Intervista Gen. M. Flynn a Prof. Glenn Diesen Analisi originale di ✒️ ©Sabrina F.
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VERGOGNA DI STATO. E ORA LO AMMETTONO RIDENDO. Hanno chiamato "scienza" quello che era un ricatto politico. Ora tocca a Conte, Speranza e Draghi rispondere. Per anni chi parlava di miocarditi, di danneggiati, di Green Pass inutile veniva censurato, sospeso, insultato in TV. In 3 giorni di Commissione Covid, i vertici di allora hanno ammesso tutto. 1. LO STUDIO CENSURATO DALL'ISS. La ricercatrice ISS Loredana Frasca ha testimoniato: il suo studio del 2022 sulle miocarditi triplicate nei giovani dopo il vaccino è stato censurato e lei richiamata formalmente dall'ISS. Parole sue: "L'infiammazione del cuore non è mai qualcosa di leggero". Crolla il mito delle "miocarditi benigne". 2. I DANNEGGIATI CHE NON DOVEVANO ESISTERE. Il Prof. Vanni Frajese, medico sospeso ai tempi per aver denunciato gli effetti avversi, oggi consulente della Commissione: "Vedo migliaia di persone con danni, è una ferita aperta. I vaccini non restano nel braccio, vanno nel sangue, negli organi". 3. PALÙ: GREEN PASS INUTILE, VIGILE ATTESA UNA MENZOGNA MADORNALE. Giorgio Palù, Presidente AIFA all'epoca dei fatti, in audizione: Green Pass "senza basi scientifiche". E sulla vigile attesa: "Una cazzata madornale, lo dissi subito appena arrivai in AIFA". Ammette pressioni politiche per vaccinare fuori dalle evidenze. Grafica e analisi originali di ✒️ ©Sabrina F.
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Se questa logica ti sembra normale, hai un problema. Se ti sembra folle, sei in buona compagnia. Vi spiego in 30 secondi il capolavoro dei burocrati UE sull'immigrazione usata come arma. Prendete i popcorn. ATTO 1 - La scoperta. I vertici UE in conferenza stampa, seri: "La Russia e la Bielorussia usano l'immigrazione di massa come arma ibrida contro l'Europa per destabilizzarci." ATTO 2 - La soluzione ovvia I cittadini: "Perfetto, finalmente l'avete capito. Allora chiudiamo la rotta, difendiamo il confine." ATTO 3 - Il colpo di genio da Bruxelles. Gli stessi vertici UE, 5 minuti dopo: "No, avete frainteso. L'immigrazione di massa è una risorsa culturale, è un'avanguardia, ci pagherà le pensioni e renderà l'Europa più ricca." Cittadini: "Scusate, ma 5 minuti fa avete detto che è un'arma usata contro di noi." ATTO 4 - La chiusura del cerchio. Vertici UE, indignati: "Basta! Siete razzisti, sovranisti, fate propaganda di Putin. La vostra disinformazione mina i valori europei." Tradotto: 1. Prima è una MINACCIA esistenziale. 2. Poi è una RISORSA indispensabile. 3. Poi chi ti fa notare la contraddizione è IL PROBLEMA. È il manuale del burocrate UE incapace: - Denuncia l'arma e poi la finanzia con i tuoi soldi. - Riesce a perdere una guerra ibrida anche quando il nemico non sta nemmeno giocando, perché si auto-sabota da solo. - Ha preso le parole "sicurezza" e "coerenza" dal dizionario e le ha sostituite con "accoglienza" e "resilienza", tanto nessuno controlla. - Parla di 10 piani in 10 anni, non ne realizza mezzo, ma ti spiega che è colpa tua se non capisci la complessità. La cosa più comica? Se l'UE fosse un'azienda privata, sarebbe fallita 20 anni fa per manifesta incompetenza. Ma siccome è un'istituzione pagata con le nostre tasse, più sbaglia e più chiede budget per "gestire l'emergenza che ha creato". Analisi e testo originale con vignetta satirica di ✒️ © Sabrina F.
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Ci avete mai pensato? Ci vendono la salute come fosse uno yogurt. "Rinforza le tue difese", "Regolarizza in 2 settimane". Ti senti in colpa, compri. Ma dietro quel claim cosa c'è davvero? Ho trovato illuminante questo intervento del Prof. Roy De Vita che spiega un caso che tutti dovremmo conoscere. USA: DANONE HA PAGATO 56 MILIONI PER NON ANDARE A PROCESSO. E CI HA GUADAGNATO. 2009-2010: - 35M$ di class action rimborsati ai consumatori - 21M$ di accordo con FTC + 39 stati per pubblicità ingannevole su Activia e DanActive Totale: 56M$. Non ha ammesso colpe, ha firmato per evitare il processo. Fonte: FTC.gov Il claim contestato: "clinicamente provato, un vasetto al giorno regolarizza in 2 settimane". Cosa è emerso: servivano 3 vasetti al giorno e molti studi non mostravano differenze vs placebo. Il meccanismo: la sanzione costa meno di quanto rende il claim. Quell'anno Activia +16% di vendite. E oggi? I probiotici NON sono una truffa. Ma la scienza è SPECIFICA (un ceppo, per un problema preciso), il marketing la vende come UNIVERSALE. In Italia la parola "probiotico" in etichetta è permessa, basta 1 miliardo di batteri vivi. In molti paesi UE no, perché è già un claim salutistico. Risultato: "favorisce l'equilibrio della flora" lo puoi scrivere anche su uno yogurt normale. È un conteggio, non una prova di efficacia. E la cosa più scomoda: dopo l'antibiotico, prendere fermenti a caso può RALLENTARE di mesi il ritorno della tua flora, non accelerarlo [Cell 2018, Weizmann Institute, studio su 21 volontari con biopsie]. Non è truffa, è marketing aggressivo applicato alla medicina. Video originale: Prof. @RoyDeVita Analisi e riflessione di ✒️ © Sabrina F. (Contenuto informativo, non è consiglio medico)
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Questa notte torniamo all'ora solare. Voi come la vivete? Siete team ora solare o team ora legale? Alle 3 lancette indietro. Un'ora di sonno in più regalata, dicono. Ma è davvero così semplice? È uno dei pochi riti collettivi che ci sono rimasti. Per una notte intera, 60 milioni di italiani fanno la stessa cosa, nello stesso momento. Fermano il tempo. Lo spostano. E il giorno dopo ci svegliamo tutti con la stessa strana sensazione: che qualcosa sia fuori posto. Perché il corpo non ha l'orologio al polso. Ha il suo. E allora, cosa ci succede davvero quando torna l'ora solare? Ecco cosa sostiene la scienza, senza allarmismi: 1. L'orologio interno si confonde Il nostro ritmo circadiano è tarato su luce e buio. Spostando l'ora, per qualche giorno il cervello riceve segnali contrastanti. Risultato: facciamo più fatica ad addormentarci la sera, anche se al mattino ci svegliamo prima. È normale. Dura in media 3-5 giorni. 2. Dormiamo di più, ma non meglio Quell'ora in più stanotte è vera. Ma nei giorni successivi il sonno può diventare più frammentato, più leggero. Molti riferiscono risvegli alle 5 del mattino e una sonnolenza pomeridiana più forte. Non è insonnia, è assestamento. 3. Umore e fame cambiano Meno luce la sera significa più melatonina prima, e meno serotonina nel tardo pomeriggio. Tradotto: ci sentiamo più malinconici al tramonto, più affamati di carboidrati e zuccheri. È il corpo che chiede energia per compensare il buio. Il famoso "winter blues" inizia spesso da qui. 4. Cuore e attenzione Gli studi sono divisi, ma il ritorno all'ora solare è generalmente meglio tollerato del passaggio all'ora legale. Anzi, alcuni lavori mostrano una lieve diminuzione degli infarti e degli incidenti stradali nei giorni successivi, proprio perché dormiamo un'ora in più. Il rovescio? Per 48 ore siamo un po' più distratti, più lenti nei riflessi. Cosa fare in questi 3 giorni? - Non forzare. Vai a letto quando hai sonno, non quando dice l'orologio. - Prendi più luce naturale al mattino, è il reset più potente che abbiamo. - Evita caffeina e schermi dopo le 21. - Se ti senti strano, stanco, giù di corda: è fisiologico. Ascoltati. Alla fine è questo il punto. Cambiamo l'ora sul telefono in un secondo. Ma il corpo ci ricorda che lui non si aggiorna con un click. Ha bisogno di tempo, di luce, di rispetto. E forse è il promemoria più bello che questa notte ci regala: siamo ancora legati alla natura, anche se viviamo di orari artificiali. Foto: Grafica originale. Analisi di ✒️ ©Sabrina F. (Immagine AI - ricostruzione illustrativa)
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Niente più alibi. Niente più "non sapevo". Se spacchi, paghi. E paghi caro. Due Italie a confronto oggi in piazza. Da una parte chi difende, chi costruisce, chi vuole ordine. Dall'altra chi vuole solo caos. Gli italiani hanno già scelto da che parte stare. E da ieri, anche la legge. Finalmente l'Italia si sta svegliando. Dopo anni di silenzio, di teste abbassate, di gente perbene che subiva e stava zitta mentre altri spaccavano tutto, qualcosa è cambiato. La gente non ne può più. Non ne può più dei violenti che scendono in piazza non per manifestare, ma per distruggere. Che rompono vetrine, saccheggiano negozi, aggrediscono le Forze dell'Ordine. E sappiatelo: questi violenti avranno quello che meritano. La legge li raggiungerà, la piazza li isolerà, il Paese li ha già capiti. Non ne può più di chi li manda allo sbaraglio, di chi li usa come ariete per destabilizzare le nostre città. Non ne può più di chi dovrebbe difenderci e invece apre le porte, abbassa le difese, si gira dall'altra parte. Non ne può più di una UE che ci spiega come vivere, cosa mangiare, cosa dire, ma che tace quando le nostre città vengono messe a ferro e fuoco. Non ne può più di chi odia la pace, di chi soffia sul fuoco per professione e poi chiama invasione accoglienza. E intanto succede questo: Anche Milano si prepara. In città sono arrivati e sono già operativi i 500 parà della Folgore. Presidio delle piazze sensibili, supporto alle Forze dell'Ordine, zero tolleranza. Chi pensava di fare di Milano il prossimo campo di battaglia ha fatto male i conti. Gli ultras di Roma e Lazio oggi saranno insieme, dalla stessa parte, a difesa delle Forze dell'Ordine. Come già successo a Lecco. Nemici in curva, uniti per Roma. Un segnale fortissimo: quando anche le curve si uniscono per difendere la città, vuol dire che siamo oltre il limite. Roma deve essere salvata. E sarà salvata. Il cosiddetto Movimento del 17 ottobre fa dietrofront. Annullati i ritrovi annunciati per le piazze di domani in tutta Italia, ma la protesta resta. Cambiano tattica: alle 14:30 faranno sapere tre punti di raccolta per ogni città e solo alle 15:30 diranno qual è la piazza finale dove far confluire tutti. E lanciano la sfida: "Non ci hanno fermati con le leggi, non ci fermeranno con i blindati", attaccando le misure di sicurezza del governo. E ora c'è una novità che cambia tutto: Il Decreto Sicurezza è ufficiale. Pubblicato in Gazzetta, da ieri è legge a tutti gli effetti. Cosa significa? Semplice: da oggi chi partecipa in gruppo, anche solo in 5 persone, ad atti violenti in un luogo pubblico o aperto al pubblico, rischia grosso. Parliamo da 2 a 5 anni di reclusione e multe che vanno da 10.000 a 20.000 euro. Foto: Grafica originale. Analisi di ✒️ ©Sabrina F. (Immagine AI - ricostruzione illustrativa)
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L'invidia dei russi. Premessa per i russofobi professionisti da salotto, quelli che vedono un agente di Putin anche nel tostapane. Tranquilli, respirate. Secondo voi Putin ha tempo di organizzare le proteste dei trattori di Voghera, il ritardo del Frecciarossa e anche la lite condominiale di vostra suocera. Certo, come no. L'uomo è ovunque: se vi cade la connessione è colpa sua, se finisce l'olio al supermercato è un suo dispetto, se piove il martedì è guerra ibrida. Fate un check: se sentite suonare il campanello di notte, non è Putin. È il corriere Amazon che non ha trovato casa di giorno. Ora che abbiamo rassicurato i colleghi dell'intelligence del divano, possiamo dirlo: abbiamo capito perché la Russia ce l'ha con noi. Putin è invidioso. Passa le notti al Cremlino a guardare dalle finestre le nostre democrazie e si mangia le mani. Ci invidia l'inflazione arzilla che da noi fa le impennate, una sorpresa nuova ogni mattina al supermercato. Da loro è piatta e noiosa. Ci invidia i nostri giovani precari, così liberi che non riescono a farsi una famiglia, a comprare casa, a fare un progetto. Da loro si sposano presto e fanno figli, che barbosi. Da noi invece hai la doppia opportunità: ti sfrutta lo Stato e ti sfruttano anche i privati. Ci invidia l'energia. Da loro costa poco, quasi te la regalano. Da noi è un'esperienza mistica, metà stipendio se ne va solo per tenere accesa la luce in cucina e per fare un pieno. Vuoi mettere il brivido? Avrà visto anche le nostre scuole green, dove insegniamo ai bambini che la bistecca è cattiva e che un bel piatto di grilli è progresso. Loro ancora fermi alla carne e patate. E poi le nostre file, quanto sono belle. La fila alla Caritas che gira l'isolato, la fila al banco alimentare, la fila di dieci mesi per una Tac così hai tutto il tempo di pregustarla. In Russia entri, la fai e torni a casa. Senza nemmeno un po' di attesa emozionante. Laggiù la gente si incontra per strada, sorride, parla dei figli, del tempo, di cosa mangia domenica. Una noia mortale. Qui da noi è molto meglio: tutti arrabbiati per qualcosa, tutti in piazza per qualcosa, agricoltori, operai, infermieri, studenti, tassisti, tutti uniti dal grande disagio nazionale. Una democrazia sempre sull'orlo di una crisi di nervi, ma con tantissimi valori occidentali da raccontare nei talk show. Ecco il segreto. Non è geopolitica. È invidia. Pura e semplice invidia per il nostro meraviglioso caos. Testo originale di © Sabrina F. Liberamente ispirato da uno spunto di Francesco Toscano.
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I FIGLI NON SI TOCCANO. MAI. HANNO CHIAMATO "BESTIA" UNA BAMBINA. Ricostruzione su base commento pubblico circolante online che condanniamo. Senza se e senza ma. Questo non è più dibattito politico. È un limite che è stato superato. Quando leggo un commento dove si scrive che deve "pagare tutta la famiglia compresa quella bestia che chiama figlia", capisco che non c'è più confronto sulle idee. C'è solo la volontà di fare male. Quella bambina non ha cariche, non ha tessere, non ha responsabilità di governo. Non ha deciso di nascere in quella famiglia. Non ha scritto una legge. È una minore. Eppure viene messa al centro di un attacco che ha un solo obiettivo: colpire la madre passando per la figlia. È il meccanismo più basso che esista: se non riesci a colpire l'avversario politico, colpisci ciò che ama di più. E la cosa più grave è il silenzio. Le stesse voci che ogni giorno fanno lezioni su odio online e responsabilità delle parole, davanti a una bambina insultata così spariscono. O aggiungono un "però". Nessun però regge davanti a un minore. La politica si contesta con dati e fatti, anche duramente. Ma i figli restano fuori. Sempre. Chi li usa come arma non sta facendo opposizione. Sta solo mostrando chi è. Analisi a cura di ✒️©Sabrina F.
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