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Una teoria della conoscenza
Esiste la realtà, i dati che tentano di misurarla e la rappresentazione che ne da il nostro cervello (percezioni), infine i nostri desideri.
Questi quattro insiemi che si intersecano producono una combinazione di diverse aree:
I. Unknown Unknowns – Incognite sconosciute
II. Hidden Informations – Informazioni nascoste
III. Measurement Errors – Errori di misurazione
IV. Future Discoveries – Scoperte future
V. Hard Truth – Verità scomoda
VI. Future Welcome Discoveries – Scoperte future positive
VII. Good Real Life – Realtà positiva
VIII. Welcome Real Life Not Understood – Realtà positiva non compresa
IX. Cognitive Biases Data Based – Bias cognitivi basati sui dati
X. Desired Errors – Errori desiderati (es. conferme ingannevoli)
XI. Wrong Fears – Paure infondate
XII. Wrong Ideologies – Ideologie sbagliate
XIII. Wrong Dreams Not Understood – Sogni sbagliati non compresi
Quando discutiamo di qualcosa dovremmo sempre cercare di capire in che area ci troviamo
Ci sono due dimensioni cartesiane che determinano i comportamenti e la cognizione delle persone:
1-Dati <—> Percezioni
2-Realtà <—> Desideri
Ogni persona tende a mettersi in una certa posizione del quadrante creato da queste due dimensioni.
Infine la realtà viene anche creata dagli esseri umani, soprattutto quella sociale. Quindi nell’immagine sotto esistono desideri non reali al tempo t=0 che diventano realtà al tempo t=1 grazie alle azioni di chi aveva desiderato
Credits: Illustrazione fatta da Alice Foresti
Quali incentivi producono miglioramento?
Ogni istituzione premia e punisce qualcosa, anche quando non lo dichiara. Il miglioramento non dipende dalle intenzioni. Dipende da cosa conviene fare il giorno dopo.
Cosa funziona
1. Chi migliora fa carriera: la promozione è legata al risultato, non all'anzianità.
2. Chi migliora guadagna di più: la parte variabile della retribuzione dipende da risultati misurabili, che chi li produce non può manipolare.
3. Chi decide risponde in prima persona: il suo nome resta legato all'esito e partecipa a guadagni e perdite.
4. Il riscontro è rapido e onesto: si misura spesso e si confrontano in modo trasparente unità simili.
5. C'è concorrenza reale: chi è servito male può andarsene, che sia cliente, studente o paziente.
6. Si può sperimentare: l'errore piccolo e reversibile è tollerato, l'errore ripetuto no.
7. Si concede autonomia sul come e si chiede responsabilità sul cosa.
8. Il premio per i migliori è lavorare con persone ancora migliori.
Cosa non funziona
1. L'anzianità come criterio di carriera: premia la permanenza.
2. Lo stesso stipendio per prestazioni diverse: i migliori se ne vanno, i peggiori restano.
3. I premi a pioggia: diventano un diritto acquisito in un anno.
4. Gli indicatori facili da manipolare: migliora l'indicatore, non la realtà.
5. La punizione di ogni errore: si smette di provare e si impara a nascondere.
6. I bilanci a spesa storica: chi risparmia oggi perde budget domani.
7. L'inamovibilità: senza possibilità di uscita non c'è pressione.
8. Il rispetto della procedura come metro di valutazione: premia il processo, non l'esito.
9. I premi individuali su risultati collettivi: distruggono la cooperazione.
10. Riconoscere solo l'eccezionale visibile: prevenzione e manutenzione restano senza padre.
In questa istituzione, chi migliora di più cosa ottiene, e in quanto tempo? Se la risposta è "niente" oppure "tra dieci anni", il miglioramento dipende solo dalla buona volontà dei singoli. La buona volontà è una risorsa scarsa e non si può moltiplicare.
Quanto avete la percezione che le vostre idee politiche siano cambiate nel tempo o il mondo attorno a voi ha modificato le idee politiche che stavano dentro ai diversi schieramenti politici?
La sensazione che gli startupper hanno molto spesso
youtu.be/dZPr97uB9Tk?feature…
Il post sul nuovo codice della strada in merito alla guida autonoma
ilpost.it/2026/10/23/guida-a…
Quando a diverse squadre, aziende, gruppi etnici o intere società si permette di sperimentare maniere diverse di fare le cose (o addirittura le si incoraggia a farlo), diventa possibile verificare quale funziona meglio.
Peter Turchin, “La scimmia armata”
La competizione tra squadre produce la cooperazione, quella tra compagni di squadra la distrugge
Peter Turchin, “La scimmia armata”
Il mondo migliora se i generosi stanno con i generosi e gli stronzi con gli stronzi, portando all’estinzione dei gruppi di stronzi
Un mondo di pochi generosi dentro ad una massa di stronzi decade velocemente
Quindi se ci si considera persone con tratti di generosità la regola pratica é: cerca altri generosi ed evita gli stronzi
Se invece si é stronzi sul piano individuale é sempre meglio cercare di stare con i generosi, con i quali si ottiene più di quanto si dia, succhiando loro energia
I gruppi umani con cui si decide di stare sono una componente fondamentale di una vita ben vissuta
W i generosi e la loro missione per migliorare il mondo
Il fascino indiscreto delle possibilità verso la fredda lucidità delle probabilità
Quando dobbiamo scegliere che fare abbiamo sempre davanti una serie di opzioni, tra cui non fare nulla. Ho notato come la maggioranza delle persone sono molto più interessate a quali sono le opzioni, quanto gli piacciono o dispiacciono piuttosto che valutare la probabilità che quella scelta si riveli corretta (ovviamente rispetto ad un obiettivo che ci si é posti).
Vivere di possibilità invece che di probabilità di solito é disastroso: é come vedere il mondo con tutte le dimensioni delle cose completamente deformate rispetto alla realtà. E significa dedicare una marea di tempo ed energie a cose estremamente improbabili.
É che per vivere con le probabilità significa conoscere le distribuzioni statistiche reali (—> studiare) mentre per vivere di possibilità basta interrogarsi intermanente
Le famiglie Italiane investono circa 470 miliardi in titoli di stato Italiani e poche centinaia di Milioni in Venture Capital, circa 1/1000 come ordine di grandezza
L’Italia e l’Europa non hanno un problema di soldi, hanno un problema serissimo di Asset allocation
Non stiamo collettivamente investendo nel nostro futuro ma solo sulla gestione dell’esistente, che notoriamente non é un vero investimento
Tenore di vita o investimenti: la distinzione che molte famiglie ignorano
Nella gestione delle risorse familiari c'è una distinzione che sfugge a molti: quella tra tenore di vita e investimenti.
- Tenore di vita: spesa corrente più ammortamento dei beni usati dalla famiglia, soprattutto casa e auto.
- Investimenti: beni, contratti finanziari e formazione acquistati per crescere di valore o generare flussi di cassa.
- Liquidità di un investimento: quanto tempo e quanta fatica servono per trasformarlo in denaro disponibile.
Alcune voci sono pure, altre miste. La più importante tra le miste è la casa in cui si vive. Con un mutuo contiene quattro componenti:
- spesa corrente: utenze, manutenzione ordinaria;
- un debito, cioè leva finanziaria. Gli interessi sono spesa, e il rischio cambia molto tra tasso fisso e variabile;
- ammortamento: circa il 2% annuo del valore dell'immobile. Si manifesta come manutenzione straordinaria ogni pochi anni;
- un bene dal valore variabile, che alla vendita può produrre plusvalenze o minusvalenze.
Il beneficio è l'affitto che non si paga. Il costo nascosto è il rendimento che quel capitale avrebbe prodotto altrove.
L'auto è mista solo in apparenza, perché quasi tutto è tenore di vita:
- assicurazione, bollo, manutenzione, carburante;
- deprezzamento tra prezzo d'acquisto e prezzo di rivendita. La plusvalenza è quasi impossibile, la perdita quasi certa.
Una regola utile è tenere il tenore di vita sotto il 70% delle entrate. Le entrate comprendono redditi da lavoro, flussi di cassa degli investimenti e crescita di valore degli investimenti. Quest'ultima va calcolata come media su più anni, perché un buon anno di mercato non può sostenere spese ricorrenti.
Il vero superpotere è non adeguare il tenore di vita all'aumento delle entrate. La differenza va in investimenti, e nel tempo i redditi da capitale superano quelli da lavoro.
Quasi tutti invece adeguano il tenore di vita alla liquidità disponibile. Questo ha un secondo effetto: quando arriva uno shock, tagliare le spese diventa difficilissimo.
L'educazione finanziaria delle famiglie è un fondamento della democrazia. Le famiglie con riserve e capitale hanno più libertà di scelta e sono meno ricattabili.
Quello che penso sulla parte che riguarda la guida autonoma nel testo del codice della strada inviato dal Ministero dei Trasporti al Parlamento, in una intervista al Sole24ore
ilsole24ore.com/art/niulinx-…
Se una rete può essere descritta con pochi bit e sbaglia poco sui dati visti, sbaglierà poco anche su quelli nuovi; se per descriverla servono tanti bit quanti sono i dati, ha solo memorizzato.
AI e robotica hanno portato un effetto collaterale positivo. Siamo portati più che in passato a pensare a cosa sia esattamente una vita umana, perché facciamo quello che facciamo, quali sono le differenze tra noi e altri esseri viventi o artificiali.
La teoria dell’informazione é diventata centrale in questi pensieri e oggi abbiamo mattoncini del lego con cui costruire queste riflessioni. In un qualche senso mettiamo le mani in pasta e facciamo esperimenti che sono largamente piccole approssimazioni a possibili risposte.
Questa onda é collettiva (per ora piccolissime percentuali dell’umanità ma numeri assoluti già significativi, nell’ordine dei milioni, in forte crescita) e crea dialoghi frequenti che mai avevo visto cosi ferventi.
Tra realtà e dati sintetici
Un dato sintetico non può contenere informazione sul mondo che non fosse già nel generatore (simulatore, modello, regole) o nelle scelte di chi lo ha progettato. È la disuguaglianza del trattamento dei dati: elaborare non aggiunge informazione sulla sorgente. Il sintetico quindi non crea conoscenza del mondo. Spende calcolo per rendere esplicita e apprendibile una conoscenza che era solo implicita. Questo non lo rende inutile, perché "contenere l'informazione" e "averla in forma utilizzabile" sono cose diverse.
Cosa si può prendere dal sintetico:
- Leggi note: fisica, geometria, ottica, cinematica, invarianze e simmetrie (rotazioni, illuminazione, punto di vista).
- Regole complete: giochi, matematica, codice con un esecutore o un verificatore. Qui il sintetico basta, perché l'oracolo (le regole, il verificatore) è esso stesso il "mondo". Self-play e dimostrazioni verificabili funzionano per questo.
- Copertura combinatoria: tutte le combinazioni di fattori noti, comprese quelle rare o pericolose da raccogliere.
- Etichette esatte per le variabili che il generatore controlla, come profondità, segmentazione e posizione degli oggetti.
- Riequilibrio delle code, ma solo delle code che il progettista conosce.
Cosa deve venire dal mondo reale:
- La distribuzione effettiva: quanto spesso accade cosa. Il simulatore sa cosa è possibile, non cosa è frequente.
- I residui non modellati: tutto ciò che il generatore approssima male, cioè materiali, rumore dei sensori, artefatti e correlazioni spurie reali.
- Gli altri agenti: comportamento umano, preferenze, intenzioni. Sono il modello più povero di qualunque simulatore.
- Gli ignoti ignoti: casi che nessuno ha pensato di generare. Per costruzione il sintetico non li contiene.
- La calibrazione del generatore stesso: per stimare il divario tra simulazione e realtà serve un riferimento reale.
- La validazione finale: un errore misurato su dati sintetici misura l'aderenza al simulatore, non al mondo.
Dopo diversi mesi dalla pubblicazione il mio libro “Come lavorare nel XXI secolo” é ancora primo nella classifica dei best seller di Amazon per l’Economia dell’organizzazione industriale
Grazie mille a chi l’ha letto e mi ha mandato commenti e critiche
amazon.it/gp/bestsellers/boo…
Bisogna saper cogliere da ogni fase della vita la sua parte migliore, vivendola fino in fondo e andando oltre.
Non tornerei a molte delle fasi precedenti ma mentre ci ero dentro ne ho goduto profondamente.
Viceversa voler sempre essere altrove é l’assicurazione di infelicità.
Anche la situazione più dura e difficile ha in sé ottimi motivi per coglierne il meglio
Poiché una vita é una composizione di eventi, uno costruito sull’altro, e che per essere vissuti hanno bisogno di una mente ed un corpo capaci di assorbirli e viverli, i due atteggiamenti creano fossati dopo un po’ di tempo










