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mandatelo in pensione quest’uomo perché è deleterio, a livello educativo, per l’istituzione scolastica e per chi ha intorno. Non pago della tremenda figura di ieri, si inventa cose che nessuno dice nel video
Il comandante della Guardia Nazionale dell'Ucraina conferma che uno degli uomini ucraini detenuti in una prigione segreta da Azov, guidato da neo-nazisti, ha subito lesioni alla colonna vertebrale.
Ma afferma che è caduto durante un allarme aereo e che gli uomini detenuti lì sono stati trasferiti in un'altra struttura simile e che ce ne sono oltre 1.000 di tali strutture in Ucraina.
(Traduzione 👇👋👇)
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Messaggio per i non stimati @marcotravaglio e @petergomezblog : siete due cialtroni comprovati. Siete il cancro sul corpo già fragile dell’informazione italiana. Non avete ne dignità ne vergogna. Pusillanimi della minchia
La fotografia usata dal Fatto @fattoquotidiano per illustrare la notizia, ritenuta falsa da praticamente tutti quelli che la hanno verificata, del centro di tortura a Kyiv non solo non c'entra niente con ma è presa dai soccorsi prestati ad una scuola Ucraina dove i russi hanno sganciato nove bombe uccidendo 31 civili.
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Ottimo lavoro ragazzo, ora torna a concentrarti su Putin e diventerai leggenda – at Turin, Piedmont
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I corrispondenti Rai e Ansa sono arrivati con i russi a Oleshky, città occupata dai russi, massacrata e distrutta dai russi, i cui abitanti sono stati uccisi dai droni e dai bombardamenti e dalle mine russe. "Sembra Chernobyl", racconta l'inviata del TG1. No non è Chernobyl, non è un errore o un guasto tecnico è il risultato dell'invasione russa. La giornalista del Tg1 sembra esserselo totalmente dimenticata. Che vergogna! Un finta imparzialità nel racconto, dovuta ad un equilibrismo politico fatto solamente per non irritare il despota che vive dentro il Cremlino. Questo non è servizio pubblico. Voi che ne pensate?
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In Polonia la destra nazionalista ha perso le elezioni tre anni fa. Da allora tiene in ostaggio i tribunali che si era presa in otto anni di potere, e chiama golpe chiunque provi a liberarli.
Per mesi hanno soffiato sul fuoco, sui social e sulle tv amiche. Venerdì sera hanno portato la gente davanti al Tribunale costituzionale. Un manifestante ha tagliato col flessibile la catena del cancello, con un deputato di PiS al fianco. Il loro presidente ha fatto girare l'aereo in volo per correre a difendere il suo uomo.
Gridano al colpo di Stato con il flessibile in mano.
A Mosca e a Minsk la propaganda ha fatto festa. La guerra ibrida del Cremlino vive di questo: soffia su ogni nazionalismo d'Europa finché ci mette uno contro l'altro. Anche chi giura di odiare Putin, quando spacca il proprio Paese, gli fa il lavoro sporco.
Trump, Bolsonaro, adesso la destra polacca. È l'internazionale nera, sempre lo stesso copione: perdi le elezioni, aizzi la piazza, provi a far saltare le istituzioni. È questo che fa di un fascista un fascista vero.
Ricordatevene.
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Avete sentito parlare delle sedici bombe esplose a Roma in due mesi?
Autosaloni, sale scommesse, garage, cortili di condomini dove la gente dorme, quasi tutti nei quartieri a est della città. Venerdì scorso a Ostia ne è scoppiata un'altra: androne sventrato, due feriti, undici famiglie fuori di casa.
Immagino di no. Qualche riga sui giornali, nei Tg qualche servizio di sfuggita. Per le vetrine spaccate a Milano abbiamo visto di tutto, fino al ragazzino di 11 anni diventato un caso nazionale.
Due settimane fa Meloni, parlando dei cortei, ci spiegava che la violenza sono le bombe carta. Il giorno dopo scriveva alle opposizioni che il silenzio non è accettabile. Sulle bombe di Roma avete visto un suo video indignato?
Piantedosi ha detto qualcosa? Nordio si è fatto sentire, tra uno spritz e l'altro? Silenzio.
Un motivo c'è. Roma est è la zona del clan camorristico dei Senese. Andrea Delmastro, il fedelissimo della Meloni, faceva affari con la famiglia di un prestanome di quel clan. Quando i magistrati hanno chiesto di leggere le sue chat con il prestanome, la maggioranza si è affrettata a dire di no, a voto segreto.
Le bombe dei clan non portano voti, anzi ne fanno perdere. Per questo non ne sentirete parlare, mentre a Roma continuano a esplodere.
Finché non ci scapperà il morto.
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Le immagini che arrivano dall’Ucraina degli abitanti di Oleshky, che piangono e sorridono per essere tornati in patria dopo quattro anni di occupazione russa dimostrano solo una cosa: nessuno, a parte una piccolissima minoranza, vuole rimanere sotto la Russia. Nessuno. Questa è una lezione di dignità al mondo intero. La libertà non si vende
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For Trump, it's genius.
For Witkoff, a humanitarian act.
Musk loses sleep over russian soldiers.
Meanwhile, a russian soldiers kills two civilians fleeing under a white flag. Their dog dies too.
And this is the terrorist state the Trump administration is whitewashing.
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🇮🇹 Il tweet sotto, scritto da un avvocato, è lo specchio di quanto si capisce di economia in Italia, cioè zero. Il tweet è un condensato di errori ed orrori. Mi limito a commentarne uno dei più pacchiani data l’attenzione che il tweet ha attratto.
Secondo il signor Brunelli “Da oltre trent'anni siamo a regime contributivo, ovvero ciascuno prende esattamente in base a quello che ha versato.”
La verità è la seguente. Le pensioni retributive (pure) sono ancora oggi la netta minoranza: meno del 6% del totale! Ma la cosa più errata è la seconda parte della frase perché in un sistema a ripartizione ha poco senso parlare di “quello che hanno versato” dato che le casse del’INPS sono sempre vuote. Al massimo si potrebbe riformulare dicendo “in base al numero di figli che hanno fatto, quanto i figli partecipano al mercato del lavoro, quanto produttivi sono e poi anche in base a quanto hanno versato”. Perché il metodo contributivo/retributivo stabilisce il modo con il quale tagliamo la torta ma non quanto è grande la torta! (Cosa, quest’ultima che è ben più importante su orizzonti temporali così lunghi come quelli pensionistici). Affermare “in base a quanto si è versato” senza dire il resto assume erroneamente che il sistema sia a capitalizzazione. Oltre al fatto che sembra che Brunelli pensi proprio che i pensionati con pensioni retributive prendano “per quanto hanno versato” 🙈. Facile urlare, eh?
Su tutto il resto, sui salari e su cosa determina la crescita non commento perché ci vorrebbe un libro per smontare frasi fatte e retorica di bassa lega. Dico solo che l’80% di quanto scritto è errato (un paio di cose sono invece corrette). Ma questa è l’Italia: il paese dove gli avvocati ed i magistrati si occupano di economia.
Con i risultati che vediamo.
Ah, e i boomer, eh.
End. Peace. 🕊️
Replying to @marattin
Onorevole Marattin, l'analisi da manuale neoliberista fa sempre scena nelle aule universitarie, ma dimentica di raccontare come stanno davvero i numeri nel bilancio dello Stato.
Primo punto: l'Italia non ha la spesa pensionistica più alta del mondo se si scorpora la previdenza dall'assistenza. Siamo l'unico Paese OCSE che butta dentro lo stesso calderone INPS le pensioni pagate coi contributi dei lavoratori e l'assistenza sociale generale (CIG, invalidità, sostegni alla povertà), che andrebbe finanziata dalla fiscalità generale e non usata per dire che la spesa previdenziale è fuori controllo.
Secondo: continuare a sventolare le baby pensioni del 1973 per giustificare il blocco dei diritti nel 2026 è un trucco retorico consumato. Da oltre trent'anni siamo a regime contributivo, ovvero ciascuno prende esattamente in base a quello che ha versato.
Se i conti non tornano e il PIL non cresce, il problema non è l'operaio usurato che chiede di non morire su un'impalcatura a 68 anni, ma trent'anni di salari compressi, contratti precari a 800 euro e mancata produttività industriale. Se i giovani guadagnano stipendi da fame, non versano contributi: è lì che salta il patto generazionale, non mandando le persone in pensione a un'età biologicamente umana.
Per voi viene sempre Facile fare i rigoristi coi sacrifici di chi lavora da quarant'anni, dimenticando che un'economia seria cresce aumentando i salari e la qualità del lavoro, non trasformando la pensione in una roulette russa a 70 anni.
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La senatrice Zedda, vicepresidente dei senatori di FdI, mi chiede di rendere pubblici i miei conflitti d’interesse. Peccato che esistano regole precise su dove e come dichiararli: articoli scientifici, congressi, seminari e altre sedi pertinenti.
Ho sempre rispettato tutte le regole sulla dichiarazione dei conflitti d’interesse. Screditare chi fa scienza alimentando sospetti è un metodo che ricorda la delegittimazione dell’avversario del periodo fascista. Ma io non sono un avversario politico: sono un uomo di scienza impegnato per la salute delle persone.
Mi auguro che la senatrice Zedda conosca le norme sui conflitti d’interesse almeno quanto conosce la politica. La salute pubblica merita serietà, trasparenza e rispetto, non polemiche strumentali.
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Je viens d'apprendre avec émotion qu'un drone à réaction russe vient de s'abattre sur la gare de Dnipro, avec un très lourd bilan.
J'adresse au Président @ZelenskyyUa et au peuple ukrainien mes condoléances et notre solidarité.
Nous devons, dans ce contexte, aspirer à bien plus qu'un cessez-le-feu localisé comme celui qui vient d'être négocié localement à Olechky. Il est intolérable que la Russie continue d'opposer son refus à toutes les propositions en ce sens, en continuant de miser sur l'escalade et en visant les civils.
Nous devons ensemble redoubler d'efforts pour une paix juste et durable et amener la Russie à la table des négociations.
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Putin: "We are prepared for war with Europe in 2030, but we do not want any war."
Before launching the invasion of Ukraine in 2022, the Russians said exactly the same thing.
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Росія вдарила по перону та звичайному потягу в Дніпрі. Загинуло щонайменше 14 людей. Мої співчуття рідним. Це страшні втрати. Співчуття і побажання швидкого одужання всім пораненим. Дякую всім, хто в цей дуже непростий день рятує. Ви зберігаєте життя – найцінніше, що в нас є.
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TERRIBLE NEWS FROM UKRAINE💔
russians just reportedly flew a drone
DIRECTLY INTO A CROWD at a railway station in Dnipro.
Initial reports say 13 PEOPLE KILLED INSTANTLY. Many more injured.
These were PEOPLE.
Not military targets. PEOPLE.
I am shaking with anger.
WORLD, PLEASE WAKE UP!
How many more Ukrainians must be murdered before you react?
PLEASE DON’T LOOK AWAY.
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Infamia eterna su questa maggioranza, se passa
Medici: via libera della Camera allo scudo penale e al reintegro dei no vax. Si spacca la maggioranza
ilsole24ore.com/art/medici-s…
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Con il voto di oggi alla Camera, la politica di governo tocca uno dei punti più bassi degli ultimi cinque anni: una norma che apre una corsia di 60 giorni per riammettere negli albi i sanitari radiati durante la #pandemia, scavalcando gli Ordini professionali.
Il tutto per accarezzare il ventre molle dell’elettorato a cui evidentemente tiene di più.
Dei moderati, di chi ogni giorno lavora per la salute di tutti e di chi ha rispettato le regole anche quando costava fatica, questa politica sembra non curarsi affatto.
La deontologia diventa negoziabile, le sanzioni aggirabili e la coerenza sacrificabile sull’altare del consenso.
Altro che difesa dei valori: quando la convenienza elettorale viene prima della responsabilità, a perdere sono la credibilità delle istituzioni e il rispetto per chi ha fatto il proprio dovere.
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La lunga strada nera
Roma, 26 dicembre 1946. Nello studio di Arturo Michelini nasce il Movimento sociale italiano. Il suo simbolo sarà una fiamma tricolore.
Molti fondatori vengono da Salò. Pino Romualdi era ai vertici del Partito fascista repubblicano. Giorgio Almirante, che del partito sarà segretario due volte, negli anni del regime scriveva su La difesa della razza. Nel 1944 era capo di gabinetto del ministero della Cultura popolare della Repubblica sociale, poi tenente della brigata nera contro i partigiani.
Maggio 1944. Sui muri del Grossetano compare un bando. Partigiani e renitenti devono consegnarsi entro la mezzanotte del 25 maggio. Chi non lo fa sarà fucilato alla schiena. In calce: «per il Ministro Mezzasoma capo di gabinetto Giorgio Almirante».
Giugno 1971. L'Unità e il Manifesto pubblicano quel bando. Almirante li querela per diffamazione. Dopo sette anni e due passaggi in Cassazione i giornalisti vengono assolti.
Al primo congresso, nel 1948, il partito trova la sua formula sul fascismo. Non rinnegare, non restaurare.
Nei primi anni Cinquanta la presidenza onoraria va a Junio Valerio Borghese, comandante della Decima Mas, e al maresciallo Rodolfo Graziani, che in Etiopia aveva usato i gas. Tutti e due condannati per collaborazionismo con i tedeschi. Diciannove anni a Graziani, dodici a Borghese, ridotti subito a tre. Nel 1970 Borghese tenta il colpo di Stato.
Il Msi siede in Parlamento dal 1948. Deputati, senatori, sezioni, tessere.
Dentro il partito c'è chi vuole altro. Nel 1954 Pino Rauti, ex volontario di Salò, organizza la corrente di Ordine Nuovo. Nel 1956 esce e fonda il Centro Studi Ordine Nuovo con Clemente Graziani, Paolo Signorelli, Stefano Delle Chiaie. Delle Chiaie nel 1960 fonda Avanguardia Nazionale.
Nel 1969 Rauti torna nel Msi, di cui sarà segretario nel 1990. Chi resta fuori prosegue come Movimento politico Ordine Nuovo. Nel 1973 trenta aderenti vengono condannati per ricostituzione del partito fascista e il governo lo scioglie. Il 10 luglio 1976 Pierluigi Concutelli, di Ordine Nuovo, uccide a Roma Vittorio Occorsio, il pubblico ministero di quel processo. Trentadue colpi di mitra. Lo stesso anno viene sciolta Avanguardia Nazionale.
Peteano, 31 maggio 1972. Una telefonata anonima segnala ai carabinieri una Fiat 500 abbandonata. Quando la ispezionano, esplode. Franco Dongiovanni, 23 anni. Antonio Ferraro, 29. Donato Poveromo, 33. Le indagini puntano prima su Lotta Continua, poi su un gruppo di goriziani che passano più di un anno in carcere e vengono assolti. Una sentenza dichiarerà falsi i verbali del sopralluogo. La voce della telefonata è di Carlo Cicuttini, segretario della sezione del Msi di Manzano. Ergastolo, con Vincenzo Vinciguerra.
Vinciguerra racconta che Almirante fece arrivare 35.000 dollari a Cicuttini, latitante in Spagna, per un'operazione alle corde vocali. Nel 1986 Almirante viene rinviato a giudizio per favoreggiamento aggravato. Prima del dibattimento il reato viene dichiarato estinto per amnistia, senza un accertamento nel merito della responsabilità.
7 aprile 1973. Direttissimo Torino-Roma, circa cinquecento passeggeri. Nico Azzi, del gruppo La Fenice, fino a poco prima iscritto al Msi, si chiude nella toilette con l'esplosivo. Il detonatore gli scoppia addosso. Lui e i complici si erano fatti vedere sul treno con copie di Lotta Continua. Secondo la sentenza quella bomba doveva fare vittime. La colpa doveva ricadere sulla sinistra.
12 aprile 1973, Milano. Il Msi porta in piazza un corteo vietato poche ore prima. In via Bellotti una bomba a mano colpisce al petto l'agente Antonio Marino. Ha 22 anni, è in polizia da due. Per il lancio delle bombe vengono condannati Vittorio Loi e Maurizio Murelli. Le bombe le aveva fornite Azzi. Tra i dirigenti missini indagati c'è anche Ignazio La Russa, allora responsabile del Fronte della Gioventù a Milano. Non viene rinviato a giudizio.
Brescia, piazza della Loggia, 28 maggio 1974. Una bomba in un cestino durante una manifestazione antifascista. Otto morti, più di cento feriti. Due ore dopo la piazza viene lavata con gli idranti dei pompieri. Nel 2017 la Cassazione rende definitivo l'ergastolo per Carlo Maria Maggi, capo di Ordine Nuovo nel Triveneto. Veniva dal Msi. Imputato nello stesso processo, Pino Rauti è stato assolto.
A che cosa servivano quelle bombe lo hanno scritto i giudici e il Parlamento. Per la Corte d'assise d'appello di Milano piazza della Loggia rientra in una strategia della tensione, e Maggi sapeva di poter contare sulle coperture di uomini degli apparati dello Stato. Nei lavori della Commissione stragi quel disegno ha una formula: destabilizzare per stabilizzare. Paura, colpa addossata alla sinistra, richiesta d'ordine, svolta autoritaria. Il prezzo lo pagavano otto persone in una piazza di Brescia. Cinquecento passeggeri di un treno si sono salvati perché un detonatore è scoppiato troppo presto.
Sezze, 28 maggio 1976. Comizio di Sandro Saccucci, deputato del Msi. Quella sera partono colpi di pistola. Muore Luigi Di Rosa, militante della Fgci. Antonio Spirito resta ferito. Saccucci fugge in Argentina, il partito lo espelle. Nel 1979 la Corte d'assise di Latina condanna Pietro Allatta, del seguito di Saccucci, per l'uccisione di Di Rosa e le lesioni a Spirito. Nel 1985 Saccucci viene prosciolto dall'accusa di concorso in omicidio.
Le responsabilità penali sono individuali. Alcuni di quegli uomini erano già usciti dal Msi, altri ne vengono espulsi. Resta una storia politica con cui fare i conti.
Gennaio 1995, Fiuggi. Il Msi si scioglie in Alleanza Nazionale. Le tesi del congresso riconoscono l'antifascismo come «momento storicamente essenziale per il ritorno dei valori democratici».
Dieci mesi prima Gianfranco Fini aveva detto alla Stampa che Mussolini era stato «il più grande statista del secolo». Nel simbolo del nuovo partito la fiamma resta. Chi rifiuta la svolta segue Rauti in un altro partito. Lo chiama Fiamma Tricolore.
Nel 2009 Alleanza Nazionale confluisce nel Popolo della libertà. Nel 2012 un gruppo di dirigenti, tra cui l'attuale presidente del Senato, ne esce e fonda Fratelli d'Italia. Il primo simbolo è senza fiamma. Nel 2014 il partito ottiene dalla Fondazione Alleanza Nazionale di usare il vecchio contrassegno. Nel 2017 lo rinnova: via la sigla Msi, via il nome di Alleanza Nazionale. La fiamma resta, in primo piano. La presentano come «origine della nostra storia».
26 dicembre 2022. La sottosegretaria alla Difesa Isabella Rauti scrive sui social: «Onore ai fondatori ed ai militanti missini».
Nel 2024 in Fratelli d'Italia si discute se togliere la fiamma. Il presidente del Senato, tra i fondatori, risponde: «Anche il mondo finirà prima o poi».
Ottobre 2026. In televisione la storica Michela Ponzani dice che con un decreto sicurezza come quello di oggi, nel 1973, probabilmente non avremmo questo presidente del Senato. Aggiunge che quel 12 aprile lui si mise a capo del corteo. Il presidente del Senato dà mandato ai legali. Il portavoce fa sapere che querelerà chiunque associ il suo nome alla morte di Antonio Marino e che gli atti escludono ogni sua responsabilità. Ponzani risponde per iscritto. Precisa di non avergli mai attribuito responsabilità penali e rivendica il diritto di ricordarne il ruolo politico.
Quella storia si può studiare, raccontare, discutere. Renderle onore senza distinguere è una scelta politica. Che cosa significa farlo oggi, conoscendo queste pagine?
Onore. Franco Dongiovanni, Antonio Ferraro, Donato Poveromo. Antonio Marino. Gli otto morti di piazza della Loggia. Luigi Di Rosa. Vittorio Occorsio.
























