Giornalista. Direttore dell’agenzia Dire. Non ho fatto il ’68, ci sono nato. Infanzia in Sardegna, una vita di "Occidente o niente" https://xitter.cf/t.co/gib71o1AKi

Italia
Joined March 2009
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Una decisione vergognosa
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It’s the morning, and Channel 14 is not a national joke anymore.
Either Channel 14 is a national joke in the morning, or every other pollster will look stupid.
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Eisenkot aveva già tirato fuori dall'armadio il vestito da primo ministro; a mezzanotte aveva già perso l'incarico. Ora attenzione alla scacchiera internazionale. Il Diario da Gerusalemme di @masechi dire.it/28-10-2026/1281626-d…
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The Rules of the Election Game
There is only one rule in modern Israeli politics: Never. Underestimate. Bibi.
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What a night
🔴 Netanyahu says right-wing bloc has a 'decisive majority,' 'Zionist Jewish majority must join forces'
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Another dramatic update: Netanyahu: 53 Eisenkot: 49 Arab parties: 18
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🔴 Netanyahu says right-wing bloc has a 'decisive majority,' 'Zionist Jewish majority must join forces'
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Secondo gli analisti l’affluenza finale del voto in Israele dovrebbe essere circa all’80%. Alle 18 il dato (66.7%) era sopra di 9 punti rispetto alle precedenti elezioni. Lunghe file ai seggi. Il Likud ha chiesto di estendere l’orario del voto oltre le 22.
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Da Gerusalemme, al seggio.
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Alle 10:00 l’affluenza al voto è al 16.68%, il dato più alto dal 1981. #IsraelElection
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Here is an early look at the front page of The Wall Street Journal on.wsj.com/4A0x9Ad
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Just published: front page of the Financial Times, international edition, Tuesday October 27 ft.trib.al/XP7oz0y
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Il direttore @masechi è in #Israele per seguire le #elezioni: “Una giornata che definirà non solo la politica interna ma il destino di buona parte delle linee guida della politica estera, del Medio Oriente e di tutto l'Occidente”. SEGUI LO SPOGLIO CON LO SPECIALE DELLA DIRE
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Dov’è il disagio? Youssef è tutto, ma non ha e non è la biografia del disadattato, del reietto della terra cara agli agiografi della rivoluzione. Ha avuto le sue occasioni, l’università e l’Ispi gli hanno spalancato le porte. Scriveva sui giornali, Youssef, era (è) perfettamente allineato al mainstream pro PAL della “Palestina libera dal fiume al mare”, una carriera in surf sull’onda anti-israeliana. Tutta la narrazione del “disagio” evapora, la nube tossica che resta in piazza è quella di un movimento ideologico di cui Youssef era (è) un astro nascente, “mente raffinatissima” (forse), di certo una figura che stava al piano superiore. Nel piano inferiore, rasoterra, nello scantinato, ci sono gli intellettuali e i partitanti che non hanno capito niente di quello che sta accadendo. O forse lo sanno benissimo e, ancora una volta, stanno dalla parte sbagliata della storia.  È la battaglia culturale, il ritratto della buoncostume del pensiero che racconto su “Occidente o niente”. Per sapere, per capire amzn.eu/d/01NsTTcs
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