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bro. this is the way Louis was looking at me when I told him Common People is my favourite song of his ever. will I ever be ok again.
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Ever since I learned spiders learn our routines to stay out the way, I be feelin kinda bad when I catch one lackin. Like my bad gang, I’m not usually awake at this hour you’re right. This isn’t a death sentence for you I promise
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Dire “se vince Hamas ben venga” dimostra non solo una superficialità terrificante, un’odio per il popolo ebraico senza freni, ma anche il più assoluto disprezzo per il futuro dei palestinesi stessi - di cui, a questa gente, non è mai fregato nulla.
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I mean sure Jannik & Carlos are on good terms but at the highest level, you gotta be ruthless to an extent & do what it takes to have a successful career. And this applies just as much to Carlos if say he wants to hire Vagno in the future.
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My hot take is that Sinner would have hired JCF if he wanted him & believed that he'd help him do better. They are all adults & Carlos let JCF go voluntarily so it's not necessarily 'poaching'. If he hired Magnus, it's because he genuinely believed he's the better option.
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no joke you might have saved his life
Ci sta. E ci sta manifestare (pacificamente) e votare per un cambiamento. Ma con la consapevolezza che gli stipendi non cambiano per decreto e che la crescita economica non dipende solo dal Governo (che certo la può favorire od ostacolare, quasi sempre l'ostacola).
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L'Italia non ha fatto il conti col fascismo, ma ha interpretato con gli occhi sbagliati anche il comunismo. Se un'ideologia totalitaria viene da noi interpretata come emancipatrice e liberatrice, mentre poco più a est è vista con orrore, dovremmo farci due domande.
Ad agosto sono stato in Lituania. Abbiamo noleggiato una macchina e girato il Paese. È stato bellissimo, ma non è questo che voglio raccontare.
Una sera, a Vilnius, una persona che era con me mi ha detto una frase: «In Italia non ci abbiamo capito niente».
Quel giorno avevamo visitato l’ex sede del KGB. Celle grandi quanto un armadio, stanze di tortura, prigioni per dissidenti e religiosi. Una stanza dove i prigionieri politici venivano giustiziati, uno dopo l’altro, e i corpi fatti sparire. Ci sono ancora i buchi dei proiettili nel muro. Nel museo, oltre ai crimini commessi dall’URSS (milioni di persone deportate, intere famiglie distrutte, oppositori perseguitati…), viene raccontata anche la storia dei partigiani lituani. Uomini e donne che combattevano e morivano per liberare il proprio Paese dall’occupazione sovietica.
E quella voglia di non finire mai più sotto il dominio russo la senti ovunque. Nei musei, nelle testimonianze delle persone, nelle condanne ai crimini che la Russia commette ancora oggi. Senti una continuità storica fortissima, come se quello che succede oggi in Ucraina fosse anche parte della loro storia.
Quella persona era rimasta in silenzio per un po’ prima di dirmi quella frase. Aveva votato comunista per gran parte della sua giovinezza. Come tanti italiani, era cresciuta pensando che il comunismo fosse l’opposto del fascismo e quindi il massimo della libertà e della giustizia. Per lei la bandiera dell’URSS rappresentava la liberazione, la resistenza, la difesa degli oppressi. E invece: «Mentre in Italia votavo comunista, qui c’erano persone che venivano imprigionate, torturate e uccise proprio da chi finanziava il partito che votavo».
Non erano cose che non si potevano sapere. Le repressioni sovietiche erano denunciate già allora. Ma l’URSS finanziava il più grande partito comunista dell’Occidente, quello italiano, ed esercitava un’enorme influenza sulla nostra vita politica e culturale. La propaganda sovietica ha lasciato un’impronta profondissima in Italia. Quella di Putin ha saputo sfruttare anche quell’eredità.
Siamo cresciuti in un Paese dove gli stessi simboli che per milioni di europei rappresentavano occupazione, deportazioni e repressione venivano esibiti come simboli di libertà. E con questa storia non abbiamo mai fatto davvero i conti.
Ancora oggi c’è chi scende in piazza con bandiere sovietiche, convinto di stare dalla parte degli oppressi. E penso a quei ragazzi e a quelle ragazze lituane, e non solo, che mentre noi celebravamo l’URSS morivano per liberarsi proprio dall’URSS. Per essere liberi.
«In Italia non ci abbiamo capito niente». E purtroppo continuiamo a non capire.
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In Italia ci sono 300.000 cinesi, 170.000 indiani, 153.000 filippini e 350.000 sudamericani. Nessuno di questi ha difficoltà di adattamento. Nessuno di questi va in piazza a sfasciare le vetrine.
ODDIO JANNIK STA LEGGENDO UNO DEI MIEI GIALLI PREFERITI IN ASSOLUTO, CAPOLAVORO, FRATELLO MIO
Q: What did you learn outside of the courts?
🦊: “I didn't do anything unusual, if the question is what I discovered again in this period away from the tournaments the answer is nothing, but I didn’t get bored. I went to Monza to see F1 and to Milan for the Gucci fashion show, I played a little more at Playstation and I started reading a 600-page book, Io uccido, by Giorgio Faletti.
I've never stopped, nor have I ever turned my back on tennis because it hurt me. In fact, I have always worked a lot both in the gym and on the field and with physiotherapists. Patience is the right word for this period. The body is the only opponent you can't beat, when it tells you to stop you have to accept it and follow the advice of the specialists.”
via La Repubblica
































