largo al factotum

Roma
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"AI, USa eUE ora allineati contro il Far West. È sfida Gigafactory per l'Italia" Mia intervista per il @sole24ore "«Anche gli americani hanno capito che sull'intelligenza artificiale non può esserci un Far West, perché distruggerebbe la loro stessa sicurezza nazionale». Giulio Terzi di Sant'Agata, senatore di Fdi e presidente della commissione Politiche Ue, parla da profondo conoscitore degli Stati Uniti: è stato ambasciatore d'Italia negli Usa, rappresentante permanente all'Onu, ministro degli Esteri. Oggi ha pochi dubbi: «La divaricazione tra modello europeo e statunitense è molto meno profonda di quanto appaia. E l'asse con Washington è cruciale per il futuro tecnologico e industriale dell'Occidente». Da un lato previsioni apocalittiche, dall'altro incidenti, allucinazioni, agenti autonomi che sfuggono al controllo. Pericoli reali o allarmismi che rischiano di frenare gli investimenti nell'AI? L'intelligenza artificiale avanza a velocità esponenziale, per potenza e capacità di proiezione in ogni settore dell'economia e della scienza. Ho la netta sensazione, anche dalle conversazioni avute su entrambe le sponde dell'Atlantico, che ci sia ormai una consapevolezza condivisa da parte di europei e americani sulla necessità di governare al meglio l'AI e i suoi rischi. L'Europa ne parla da dieci anni. L'AI Act è già in gran parte entrato in vigore. E l'Italia è stata la prima a muoversi, varando la legge 132/2025. È la linea indicata dalla presidente @GiorgiaMeloni e dal sottosegretario Butti: partecipare da protagonisti, mettendo al centro il valore della persona umana. Un richiamo più europeo... Le notizie di fughe e incidenti dimostrano la validità di questo percorso. Vedo Italia, Francia e Germania sulla stessa lunghezza d'onda: agganciate all'innovazione, tenendo ferma l'esigenza di sicurezza. Sicurezza delle persone, contrasto alla manipolazione comportamentale, al social scoring, alle falsificazioni che oltraggiano la dignità, alle intrusioni nella sanità, nella giustizia, nella scuola. È vero che l'approccio Usa è nato diverso. L'Executive Order di Trump del 2 giugno scorso esclude licenze preventive per i modelli avanzati. Ma nella riunione con i ceo delle Big Tech sono stati sottoscritti quattro impegni: controlli interni, team dedicati al monitoraggio, audit di entità terze, comitati indipendenti. La Super Intelligence Force appena istituita e coguidata dal direttore dell'intelligence chiude il cerchio: punta a evitare lesioni alla sicurezza nazionale. Un allineamento tra Usa e Ue? Si. Gli Usa rimangono in un territorio diverso, fondato sulla responsabilizzazione volontaria. Ma anche loro sanno che non può essere un Far West. Questo allineamento dimostra quanto fosse lungimirante il lavoro europeo. L'Italia lo ha interpretato da pioniera, affiancando alle regole - penso al reato di deepfake - un miliardo di investimenti anche per Pmi e start up, cercando sempre la cooperazione con i principali partner Ue come Parigi e Berlino, ma anche con Washington. Butti è stato in North Carolina, nel triangolo dell'alta innovazione, in visita nei laboratori, nelle università e nelle aziende. I collegamenti bilaterali restano essenziali, non solo per noi. La francese Mistral non è andata a cercare partner a Est, in Cina. I suol riferimenti sono Nvidia, Amazon, Microsoft: tre colossi americani. L'Italia non perderà il treno AI? No. È salita su quel treno prima di altri. Concorreremo per una delle sette Gigafactory di intelligenza artificiale che saranno finanziate in parte dall'Ue e per il resto da risorse nazionali, pubbliche e private. Una sfida per l'intero sistema Paese. E, in prospettiva, un'occasione anche per le grandi aziende Usa interessate ai servizi di supercalcolo che queste infrastrutture permetteranno". @FratellidItalia @fdieuropa @FDI_Parlamento @ecrgroup @europainitalia @GeopoliticalCen @nazione_futura @FWLuciolli @GlobalCRL @Giov_Nazionale @vocedelpatriota @SecolodItalia1
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Mamdani calpesta l’11 settembre, contrappone l’attentato ad altre tragedie: ira dei familiari delle vittime, l’orrore islamista non si ridimensiona ilriformista.it/mamdani-calp… "Oggi ricorre l’anniversario di quell’attentato alle Torri Gemelle e al Pentagono che ha segnato in modo indelebile il nostro mondo libero. Eppure, 25 anni dopo, assistiamo a un ricordo scalfito da reinterpretazioni e inopportune decontestualizzazioni". Ottavia Munari per @ilriformista @FratellidItalia @fdieuropa @FDI_Parlamento @nazione_futura @GeopoliticalCen @GlobalCRL @ottamun
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Mamdani calpesta l’11 settembre, contrappone l’attentato ad altre tragedie: ira dei familiari delle vittime, l’orrore islamista non si ridimensiona di @ottamun ilriformista.it/mamdani-calp…
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Con la scomparsa di Franco Baresi, l'Italia perde non solo uno dei più grandi campioni della sua storia sportiva, ma anche un esempio di lealtà, serietà e dedizione. Capitano del Milan e della Nazionale, ha indossato gli stessi colori per un'intera carriera, vivendo la fedeltà come un valore e la fascia come una responsabilità. Ha dimostrato che si può diventare leggenda senza mai smettere di essere un punto di riferimento, dentro e fuori dal campo. Alla sua famiglia, ai tifosi e a tutti coloro che gli hanno voluto bene va il mio più sincero cordoglio.
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"La Russia ci minaccia. Il pilastro UE dentro la NATO è necessario". Come da sempre indicato dal governo di @GiorgiaMeloni, occorre una #UnioneEuropea che sul tema della sicurezza sia ancor più capace e consapevole all'interno della #NATO. Il pilastro europeo dentro l'Alleanza può, anzi deve, divenire il vero principale perno su cui l'intera sicurezza atlantica poggia. Mio articolo per @ilriformista @FratellidItalia @fdieuropa @FDI_Parlamento @ecrgroup @europainitalia @FWLuciolli @JJCarafano @nazione_futura @SecolodItalia1 @vocedelpatriota @ATA_Italia @GeopoliticalCen @Geopoliticainfo @GlobalCRL @giubileif @LetiziaDo
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La deputata ucraina Zinkevych: “Ue, più pressing contro Putin” Intervista a cura di Ottavia Munari per @ilriformista "Mentre il cancelliere Friedrich Merz propone di associare l’Ucraina all’UE, un “passo decisivo” prima dell'adesione a pieno titolo, l’esercito russo continua sì a perdere terreno ma prosegue - devastante - a bombardare civili. A Palazzo Madama Yana Zinkevych, deputata della Verkhovna Rada ucraina, a margine dell’incontro con il Presidente della Commissione Politiche dell’Ue Giulio Terzi di Sant’Agata (FdI) e il Senatore Filippo Sensi (Pd), ha rilasciato alcune riflessioni. Cosa pensa quando sente il Presidente Putin dirsi pronto alla pace? Putin e i suoi funzionari non dicono la verità. Questa è una guerra che dura da dodici anni; negli ultimi quattro si ampliata su larga scala. Noi volevamo semplicemente vivere una vita normale, nel nostro Paese, contribuire alla crescita e al suo progresso, ma purtroppo non è stato possibile. Dobbiamo combattere. Molti civili sono scappati, e colgo l’occasione per ringraziare l’Italia e l’Europa per ogni rifugiato ucraino accolto. Come avrete potuto notare, siamo un popolo europeo, ci sentiamo parte della vostra storia e cultura. Che guerra sta portando avanti Mosca? Terribile. Non rispetta nulla del diritto umanitario né tantomeno quelle che sono le “regole” di guerra. Sottolineo forse una cosa ovvia: noi non abbiamo attaccato nessuno, stiamo semplicemente difendendo la nostra casa. Ci ritroviamo dinanzi una profonda ingiustizia. Non è cosa così ovvia, considerato il dilagare della disinformazione russa anche in Italia. Il miglior antidoto alle fake news è la storia. Nel 2014 avevo 18 anni, volevo andare all’università ma è iniziata la guerra. Sono andata volontaria al fronte. Ho fondato - ne sono comandante - il battaglione medico volontario Hospitalieri. Ne sono profondamente orgogliosa. In questi anni abbiamo salvato 43mila feriti. Nel nostro contingente è 25 anni l’età media. Vi parlo di giovani che vogliono aiutare i combattenti, e che - magari per ragione di età o altri fattori - non possono arruolarsi ma vogliono comunque rendersi utili per il proprio Paese. Cosa vi preme di più, a livello europeo? Credo che una pressione internazionale forte sia fondamentale per far in modo che i prigionieri di guerra e gli oltre 20mila bambini deportati in Russia possano tornare in Ucraina. L’UE ci aiuti su questo. Si può pensare alla ricostruzione, nonostante il perdurare della guerra? Si deve. Io credo fermamente nella nostra vittoria e credo riusciremo anche recuperare non soltanto i nostri territori ma soprattutto le persone. La ricostruzione, per me, parte dallo spirito del nostro popolo. Non sarà facile ma torneremo alla normalità. Da portatrice di handicap, condizione dovuta alla guerra, ricordo che sono 55mila i militari ucraini rimasti invalidi. Dovremo ricostruire il paese partendo dalla loro riabilitazione e dal sostegno psicologico di tutti i cittadini. Poi certo, sono oltre 4mila le scuole inagibili, 330mila le case distrutte, oltre 1000 kilometri di ferrovie e ponti da rifare. Penso anche alle nostre bellissime chiese e cattedrali ridotte in macerie. Da mamma di una bimba di nove anni, cosa la fa resistere oggi, nonostante tutto? Come tanti, sono anch’io andata in guerra per garantire un futuro libero a mia figlia e al mio Paese. La libertà è il valore più importante. Non oso nemmeno pensare che vita sia oggi quella delle persone nei territori occupati dai russi. Da mamma e da politica, oggi combatto per la mia vita libera. Slava ukraini." @FratellidItalia @fdieuropa @ecrgroup @FDI_Parlamento @UKRinIT @nazione_futura @vocedelpatriota @SecolodItalia1 @OHorodetskyy @ATA_Italia @GeopoliticalCen @Geopoliticainfo @GlobalCRL @ottamun
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