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San Giovanni della Croce: “Nel tramonto della vita saremo giudicati sull’amore.” Sostieni la ricerca: https://teapaw.org/t.co/fO6kP7vC92

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NON REGALIAMO AI NOSTRI DEFUNTI SOLTANTO FIORI, REGALIAMO LORO LA SANTA MESSA! Carissimi fratelli e sorelle, c’è un dono che i nostri cari defunti non possono più chiederci con la voce, ma che noi possiamo ancora offrire loro con tutto l’amore del nostro cuore. È la Santa Messa! Pensate a una madre che sta per lasciare questa terra. È Santa Monica, la mamma di Sant’Agostino. Negli ultimi istanti della sua vita dice ai figli di seppellire il suo corpo dove vogliono, senza darsene pena. Non chiede monumenti né onori. Chiede soltanto questo: "Una cosa sola vi chiedo, che vi ricordiate di me all’altare del Signore, dovunque sarete". Sono parole che Sant’Agostino ci ha tramandato nelle Confessioni, libro IX. Santa Monica sa che il suo ricordo più prezioso non sarà custodito soltanto nei pensieri dei suoi figli, ma affidato a Gesù nel Sacrificio dell’altare. E quanto è grande questo dono! San Giovanni Crisostomo, nell’Omelia III sulla Lettera ai Filippesi, ricorda che gli Apostoli vollero che si facesse memoria dei defunti durante la celebrazione dei sacri Misteri, perché sapevano quanto beneficio potesse derivare loro da questa preghiera. Anche San Cirillo di Gerusalemme, nella Catechesi Mistagogica V, spiega che durante la celebrazione eucaristica la Chiesa offre Cristo immolato per i nostri peccati, pregando anche per coloro che si sono addormentati nella fede. E il Concilio di Trento, nella Sessione XXV, insegna che le anime del Purgatorio sono aiutate dai suffragi dei fedeli, particolarmente dal Sacrificio dell’altare. Non posso dimenticare quante volte, accanto a mamma Natuzza, le anime dei defunti chiedevano proprio questo: preghiere e Sante Messe. Ancora oggi, attraverso un’anima mistica che per me è una sorella, vengono a chiedere suffragio non soltanto i miei cari, ma anche persone che non ho mai conosciuto. E io faccio celebrare per loro Sante Messe. Quando queste anime sono liberate e pronte per il Paradiso, attraverso di lei mi arriva il loro grazie, la loro gioia. Sono momenti nei quali mi commuovo fino alle lacrime. E sapete cosa penso? Quando arriverà anche per me l’ora di lasciare questa terra, sono certo che tante di queste anime saranno accanto al mio letto per accompagnarmi incontro a Gesù. Fratelli e sorelle, forse oggi c’è un’anima che attende proprio la vostra preghiera. Magari è qualcuno che non ha più nessuno che lo ricordi, qualcuno il cui nome è stato dimenticato dagli uomini, ma non da Dio. Non fermiamoci davanti a una tomba. Portiamo i nostri cari, e anche gli sconosciuti, davanti a Gesù Eucaristia. Quando il sacerdote eleverà l’Ostia consacrata, affidiamo a Lui quelle anime con fede e amore. GIACULATORIA Gesù, per il tuo Sangue preziosissimo, dona riposo eterno alle anime dei nostri fratelli e sorelle defunti. Amen. @paracleto4
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MIO DIO...FERMATE QUESTO GENOCIDIO!
En la actualización de hoy, el P. Luis Montes nos cuenta cómo las lluvias han azotado Gaza y cómo muchas personas han perdido incluso las pocas pertenencias que todavía conservaban. Sigamos rezando por la paz. La lluvia en los campamentos de refugiados Siendo de un lugar agrícola y ganadero, estoy acostumbrado a la alegría de la gente cuando llueve. Venían del campo empapados y llenos de gozo a nuestra farmacia en Darregueira con un sonoro: ¡¡¡Buenos días!!! Pero acá en Gaza la situación es distinta, pues la gran mayoría de la gente vive en tiendas, y en Medio Oriente la lluvia es el comienzo del invierno: agua y frío juntos pueden ser muy duros. Y hoy fue la primera lluvia fuerte. Hoy supe de dos señoras que trabajan para nuestra escuela y que viven con sus familias en tiendas. Una de ellas nos contó que se les inundó la carpa y se le mojaron todas las cosas, muchas de las cuales se arruinaron. Para la otra fue peor todavía, pues el agua les llevó todo: todas sus pocas pertenencias, con carpa y todo. Impresiona mucho la resignación que tienen y cómo lo soportan con una paciencia que sorprende. ¡Recemos! P. Luis Montes, IVE 7.11.2026
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PRIMO SABATO DEL MESE E PRIVILEGIO SABATINO: LA MADRE CHE VISITA LE ANIME DEL PURGATORIO. Una Madre che scende nelle prigioni del Purgatorio, il sabato, per consolare i suoi figli. A dirlo è la Madonna stessa, a santa Brigida: «…la Madre di tutti quelli che sono nel luogo dell’espiazione.» Oggi è sabato, il giorno della Madonna, e per giunta primo sabato del mese. Padre Schouppe dedica un capitolo intero alle consolazioni che le anime ricevono dalla Santa Vergine, e lo comincia con delle domande. Non è lei la Consolatrice degli afflitti? E quale afflizione è paragonabile a quella delle povere anime? Non è lei la Madre della Misericordia? Per questo, scrive, non c’è da meravigliarsi se nelle Rivelazioni di santa Brigida la Regina del Cielo dà a se stessa il bel nome di Madre delle anime del Purgatorio. Sono parole sue: "Io sono, disse a quella santa, la madre di tutti quelli che sono nel luogo dell’espiazione: le mie preghiere addolciscono i castighi che sono inflitti pei loro falli." Il padre Girolamo Carvalho, gesuita, morì a Coimbra il 25 ottobre 1604, a sessant’anni. Era un uomo di grande santità, eppure aveva una paura vivissima delle pene del Purgatorio. Si mortificava più volte al giorno, dedicava sei ore tra sera e mattina alla meditazione, e non gli bastava: non riusciva a sentirsi sicuro. Un giorno la Regina del Cielo, alla quale era teneramente devoto, lo consolò con una semplice assicurazione: era la madre della misericordia per i suoi cari figli del Purgatorio, non meno che per quelli che vivono sulla terra. Il Padre cercò poi di diffondere questa dottrina consolante e, nel calore del discorso, si lasciò sfuggire queste parole: "Ella me lo ha detto." Anche il beato Renier, cistercense, tremava al pensiero dei suoi peccati e della giustizia di Dio dopo la morte. Nel suo spavento si rivolse alla Madonna, e fu rapito in spirito. Vide la Madre di Dio supplicare il Figlio per lui: "Figlio mio, diceva, fategli grazia del Purgatorio, perché umilmente si pente dei suoi peccati. Madre mia, rispose Gesù: nelle tue mani rimetto la tua causa". Voleva dire: sia fatta grazia al tuo protetto, come desideri. E il Beato comprese, con ineffabile gioia, che Maria gli aveva ottenuto l’esenzione dal Purgatorio. Ed ecco perché il sabato. In certi giorni la Regina dei cieli esercita in modo speciale la sua misericordia nel Purgatorio: dapprima tutti i sabati, poi le feste della Madonna, che sono come giorni di festa per le anime. Nelle rivelazioni dei santi il sabato la dolce Madre di misericordia scende nelle prigioni del Purgatorio per consolare e visitare i suoi devoti. E secondo la pia credenza dei fedeli libera le anime che hanno portato il santo scapolare e hanno diritto al privilegio detto sabatino, poi prodiga le sue consolazioni alle altre anime che l’hanno onorata in modo particolare. Fermatevi su queste parole della Madonna: «…le mie preghiere addolciscono i castighi che sono inflitti pei loro falli.» Oggi, primo sabato del mese, recitate un Rosario per un’anima del Purgatorio e affidatela alla Madonna. L' Eterno riposo dona loro, Signore, e splenda ad esse la luce perpetua. Riposino in pace. Amen FONTE: F. X. Schouppe, Il Dogma del Purgatorio, edizione italiana, Torino 1932: Parte Seconda cap. III.
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LA CONVERSIONE DEL CUORE E LA CARITÀ PER LE ANIME DEL PURGATORIO Povero me, Signore, che da tanti anni vivo su questa Terra, e non mi sono acquistato altri meriti che l’inferno! Ti ringrazio che mi dai ancora tempo di rimediare al male fatto. Mi pento, Dio mio così buono, d’averti tanto disgustato. Dammi il tuo aiuto, acciocché la vita che mi resta la spenda soltanto a servirti e ad amarti! Abbi pietà di me! Ed abbi pietà anche di quelle anime sante, che ardono nel fuoco del Purgatorio! Madre di Dio, Maria, soccorrile Tu con le tue potenti preghiere. Amen. Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, Novena de’ Morti, Considerazione II, «Il tempo perduto in vita».
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Padre Pio e il mistero dell'eterno presente: la preghiera che raggiunge anche il passato. "Nel 1946 un medico molto vicino e amico di Padre Pio ricevette la lettera di una signora che aveva una figlia gravemente malata. La ragazza, nel fiore degli anni, era ridotta pelle e ossa e sembrava che nessuno potesse salvarla. La madre pregava il medico di raccomandarla a Padre Pio e di chiedergli la sua benedizione per la figlia. Il medico ne parlò a Padre Pio. Gli disse: Devo leggerle una lettera. Ma il Padre rispose: Me la leggi un'altra volta. Adesso non ho tempo. Il medico dovette partire e al ritorno pensò: Devo leggere la lettera a Padre Pio. Quella stessa sera andò da lui. Gli lesse la lettera e Padre Pio disse: Fiat, volendo dire che bisognava compiere la volontà di Dio. Quando la madre aveva scritto la lettera, la ragazza era ancora in vita. Il medico pensò che forse la ragazza fosse morta o che ormai le preghiere non servissero più. Ma Padre Pio gli spiegò: «Non sai che posso pregare adesso per la buona morte del mio bisnonno? Te lo spiego con un esempio. Noi due moriamo e, per la bontà di Dio e la sua misericordia, restiamo cento anni in purgatorio. Durante questi anni nessuno si ricorda di noi né fa celebrare una Messa per noi. Passano cento anni e qualcuno si ricorda di far celebrare una Messa per Padre Pio e per il dottore». Poiché per Dio non esistono né passato né futuro e tutto è un eterno presente, quella Messa celebrata dopo cento anni di purgatorio Dio l'ha tenuta presente al momento della morte. E c'è un fatto interessante: quello stesso giorno il medico tornò a casa e sua moglie gli mostrò una lettera della madre della ragazza, che lo ringraziava per averne parlato a Padre Pio, perché la figlia aveva cominciato a migliorare." Alessio Parente, Padre Pio e le anime del purgatorio, Ed. Padre Pio da Pietrelcina, San Giovanni Rotondo 2022, pp. 103-104.
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PRIMO SABATO DEL MESE E PRIVILEGIO SABATINO: LA MADRE CHE VISITA LE ANIME DEL PURGATORIO. Una Madre che scende nelle prigioni del Purgatorio, il sabato, per consolare i suoi figli. A dirlo è la Madonna stessa, a santa Brigida: «…la Madre di tutti quelli che sono nel luogo dell’espiazione.» Oggi è sabato, il giorno della Madonna, e per giunta primo sabato del mese. Padre Schouppe dedica un capitolo intero alle consolazioni che le anime ricevono dalla Santa Vergine, e lo comincia con delle domande. Non è lei la Consolatrice degli afflitti? E quale afflizione è paragonabile a quella delle povere anime? Non è lei la Madre della Misericordia? Per questo, scrive, non c’è da meravigliarsi se nelle Rivelazioni di santa Brigida la Regina del Cielo dà a se stessa il bel nome di Madre delle anime del Purgatorio. Sono parole sue: "Io sono, disse a quella santa, la madre di tutti quelli che sono nel luogo dell’espiazione: le mie preghiere addolciscono i castighi che sono inflitti pei loro falli." Il padre Girolamo Carvalho, gesuita, morì a Coimbra il 25 ottobre 1604, a sessant’anni. Era un uomo di grande santità, eppure aveva una paura vivissima delle pene del Purgatorio. Si mortificava più volte al giorno, dedicava sei ore tra sera e mattina alla meditazione, e non gli bastava: non riusciva a sentirsi sicuro. Un giorno la Regina del Cielo, alla quale era teneramente devoto, lo consolò con una semplice assicurazione: era la madre della misericordia per i suoi cari figli del Purgatorio, non meno che per quelli che vivono sulla terra. Il Padre cercò poi di diffondere questa dottrina consolante e, nel calore del discorso, si lasciò sfuggire queste parole: "Ella me lo ha detto." Anche il beato Renier, cistercense, tremava al pensiero dei suoi peccati e della giustizia di Dio dopo la morte. Nel suo spavento si rivolse alla Madonna, e fu rapito in spirito. Vide la Madre di Dio supplicare il Figlio per lui: "Figlio mio, diceva, fategli grazia del Purgatorio, perché umilmente si pente dei suoi peccati. Madre mia, rispose Gesù: nelle tue mani rimetto la tua causa". Voleva dire: sia fatta grazia al tuo protetto, come desideri. E il Beato comprese, con ineffabile gioia, che Maria gli aveva ottenuto l’esenzione dal Purgatorio. Ed ecco perché il sabato. In certi giorni la Regina dei cieli esercita in modo speciale la sua misericordia nel Purgatorio: dapprima tutti i sabati, poi le feste della Madonna, che sono come giorni di festa per le anime. Nelle rivelazioni dei santi il sabato la dolce Madre di misericordia scende nelle prigioni del Purgatorio per consolare e visitare i suoi devoti. E secondo la pia credenza dei fedeli libera le anime che hanno portato il santo scapolare e hanno diritto al privilegio detto sabatino, poi prodiga le sue consolazioni alle altre anime che l’hanno onorata in modo particolare. Fermatevi su queste parole della Madonna: «…le mie preghiere addolciscono i castighi che sono inflitti pei loro falli.» Oggi, primo sabato del mese, recitate un Rosario per un’anima del Purgatorio e affidatela alla Madonna. L' Eterno riposo dona loro, Signore, e splenda ad esse la luce perpetua. Riposino in pace. Amen FONTE: F. X. Schouppe, Il Dogma del Purgatorio, edizione italiana, Torino 1932: Parte Seconda cap. III.
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O Cuore Immacolato di Maria fa' che mi cibi sempre del Corpo Immacolato di Gesù Salvatore per la conversione dei poveri peccatori. Serva di Dio Natuzza (Fortunata) Evolo
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SANTA LIDUINA E L’ANIMA NEL POZZO DI FUOCO (Non passate oltre, questa storia ci insegna quanto può fare una sofferenza offerta per amore di un'anima.) Per trentotto anni fu tormentata da malattie gravissime. Una notte il suo angelo le chiese se era disposta a soffrire ancora per un peccatore. Lei non esitò. Vi racconto la storia di santa Liduina di Schiedam e dell’anima nel pozzo. Oggi è venerdì, e per giunta primo venerdì del mese. Guardiamo al Cuore di Gesù e alla sua Passione, e questa è una storia di sofferenza offerta per un’anima. Liduina viveva a Schiedam, in Olanda, e morì il 14 aprile 1433. Le sue malattie le impedivano di dormire. Passava le notti in preghiera e spesso cadeva in estasi, e in quelle estasi il suo angelo custode la conduceva nel Purgatorio. Un uomo dalla vita molto scandalosa si era convertito grazie alle sue insistenti esortazioni. Si confessò sinceramente e ricevette l’assoluzione, ma morì di peste poco dopo, senza il tempo di fare una penitenza adeguata. Liduina offrì per lui molte preghiere e molte sofferenze. Un giorno, in estasi, chiese all’angelo notizie di quell’uomo. L’angelo le rispose che soffriva molto, e le domandò se fosse disposta «…a sostenere qualche pena per diminuire le sue?» Il libro riporta così la sua risposta: «Senza dubbio, ella rispose: per aiutarla sono pronta a tutto.» L’angelo la condusse allora in un luogo di torture terribili. Liduina sentì un fragore di grida, di catene, di colpi, e fu presa dall’orrore. Non ebbe il coraggio di avvicinarsi a ciò che vedeva e chiese: «Qui dunque si trova l’inferno, fratello mio?» L’angelo le rispose con un «No, sorella mia», e le spiegò: «…ma questa parte del Purgatorio è vicina all’inferno.» Più avanti vide un angelo seduto sull'orlo di un pozzo. Era l’angelo custode di quel peccatore, e dentro il pozzo era chiusa la sua anima, in una pena particolare. Liduina desiderò vederla. L’angelo, con un atto di potenza, sollevò il coperchio. Ne uscirono fiamme e lamenti. E l’anima la chiamò per nome, con una voce che si capiva appena: «O Liduina, serva di Dio…» E le rivolse una domanda che finiva così: «…chi mi concederà di contemplare la faccia dell’Altissimo?» Liduina fu così scossa che la cintura che portava si spezzò, e tornò subito in sé. Ai presenti spiegò che scendeva in quei luoghi solo per soccorrere le anime: «…è per soccorrere le anime che acconsento a discendervi». Alcuni giorni dopo l’angelo tornò con il volto pieno di gioia e le annunciò che l’anima era uscita dal pozzo ed era passata al Purgatorio ordinario. Liduina non si accontentò. Continuò a pregare e a offrire i suoi patimenti finché seppe che quell'uomo era entrato in Paradiso. Fermatevi su queste parole: «…è per soccorrere le anime che acconsento a discendervi». Liduina non aveva scelto la sua croce, ma scelse cosa farne. Anche voi avete la vostra. Non sprecatela, offritela per un’anima. Oggi, primo venerdì del mese, prendete la vostra piccola croce, una fatica, un dolore, un’attesa, e offritela a Gesù dicendo solo: per quell'anima. L'Eterno riposo dona loro, Signore, e splenda ad esse la luce perpetua. Riposino in pace. Amen. 🙏 @paracleto4 FONTE: F. X. Schouppe, Il Dogma del Purgatorio, edizione italiana, Torino 1932: Parte Prima cap. III (santa Liduina di Schiedam).
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Finalmente è arrivato! Fratelli e sorelle carissimi, oggi tra le mani mi è arrivato un libro che aspettavo con il cuore: “Padre Pio e le anime del purgatorio” di Padre Alessio Parente, il frate che visse accanto a Padre Pio negli ultimi anni della sua vita. E non poteva arrivare in un momento più santo. Siamo a novembre, il mese che la Chiesa dedica alle anime dei nostri defunti, quelle anime che soffrono, che aspettano, che bussano al nostro cuore chiedendo una preghiera. Padre Pio diceva che saliva più gente dal purgatorio che dalla strada per venire a chiedere preghiere. E io penso a mamma Natuzza, che in tanti anni accanto a lei ho visto consolare mamme e papà dando notizie dei loro cari che erano di là. Quanto amore per queste anime sante. Nei prossimi giorni vi condividerò pagina dopo pagina le cose più belle che troverò, gli episodi, le parole del Padre, le preghiere. Leggiamolo insieme, come una famiglia. E intanto vi chiedo una cosa sola. Stasera un’Ave Maria, un Requiem, una piccola sofferenza offerta per un’anima del purgatorio. Magari la più abbandonata, quella che nessuno ricorda. Lei non vi dimenticherà mai. Gesù, Maria, vi amo, salvate anime. 🙏 #PadrePio #AnimeDelPurgatorio #Purgatorio #Novembre #Natuzza #Rosario #Preghiera #Fede
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AGGIORNAMENTO Ho scritto all’Archivio Apostolico Vaticano, quello che un tempo veniva chiamato Archivio Segreto Vaticano, per chiedere informazioni su alcuni documenti relativi agli anni 1960, 1961 e 1964. La risposta è arrivata in tempi davvero rapidissimi. Mi è stato comunicato che la documentazione degli Archivi della Santa Sede è attualmente consultabile soltanto fino alla conclusione del pontificato di Pio XII, nell’ottobre 1958. Pertanto, la mia richiesta non può essere presa in considerazione. Una risposta chiara e cortese. E permettetemi una battuta: se tutti gli archivi pubblici rispondessero così velocemente, le ricerche storiche sarebbero certamente più semplici! Naturalmente questo non significa che i documenti che cerchiamo non esistano, ma soltanto che non sono attualmente consultabili presso questo Archivio. Noi continuiamo. Cerchiamo atti originali, lettere, testamenti e documenti societari che possano aiutarci a ricostruire con serietà e obiettività la vicenda di Casa Sollievo della Sofferenza e la volontà di Padre Pio.
APPELLO A TUTTI VOI: MI AIUTATE IN UNA RICERCA SU PADRE PIO? Carissimi fratelli e sorelle, sto lavorando a una ricerca su una pagina delicata della vita di Padre Pio: il passaggio di Casa Sollievo della Sofferenza alla Santa Sede e i suoi testamenti. Voglio ricostruirla con i documenti originali, senza pregiudizi e senza conclusioni affrettate. Per questo chiedo il vostro aiuto. Tra voi potrebbe esserci chi custodisce queste carte, oppure chi conosce un archivio, uno studioso, un frate o una famiglia che può aiutarci a trovarle. CERCO QUESTI DOCUMENTI, E SOLO QUESTI: Il testamento olografo di Padre Pio del 4 ottobre 1960. I due documenti testamentari dell’11 maggio 1964. Il memoriale di padre Clemente da Santa Maria in Punta, del 1969, completo. La lettera di Padre Pio al cardinale Amleto Cicognani del novembre 1961, in originale o in copia conforme. Verbali, atti societari o documenti ufficiali sul trasferimento delle azioni di Casa Sollievo (1960 e 1961). Vi chiedo con affetto, ma anche con franchezza, di non mandarmi ricordi personali, fotografie di Padre Pio, articoli già pubblicati o racconti sentiti dire. Sono cose preziose, ma non servono a questa ricerca. Ricevo tanti messaggi e voglio dedicare il tempo solo ai documenti richiesti. Se avete uno di questi documenti: 1. fotografate tutte le pagine, intere e leggibili, anche il retro se ha timbri o annotazioni; 2. non ritagliate firme, date, intestazioni o sigilli; 3. ditemi da dove viene e come ne siete entrati in possesso; 4. specificate se è un originale, una copia conforme o una semplice riproduzione; 5. non spedite mai gli originali: teneteli al sicuro, bastano le fotografie. Anche un’indicazione concreta e verificabile vale tanto: il nome di un archivio, di un fondo, di una persona che sa dove cercare. Se frequentate per studio l’Archivio Apostolico Vaticano o l’Archivio Generale dei Cappuccini, il vostro aiuto potrebbe essere decisivo. Ogni documento sarà verificato prima di essere usato, e nulla sarà pubblicato senza il vostro consenso. Non cerco materiale per accusare qualcuno né per alimentare polemiche. Voglio distinguere i fatti documentati dalle testimonianze e dalle interpretazioni, con la massima onestà. Padre Pio merita la verità, tutta la verità. Chi può aiutarmi mi scriva in privato. Grazie di cuore a chi prenderà sul serio questo appello. San Pio da Pietrelcina, prega per noi.
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SANTA LIDUINA E L’ANIMA NEL POZZO DI FUOCO (Non passate oltre, questa storia ci insegna quanto può fare una sofferenza offerta per amore di un'anima.) Per trentotto anni fu tormentata da malattie gravissime. Una notte il suo angelo le chiese se era disposta a soffrire ancora per un peccatore. Lei non esitò. Vi racconto la storia di santa Liduina di Schiedam e dell’anima nel pozzo. Oggi è venerdì, e per giunta primo venerdì del mese. Guardiamo al Cuore di Gesù e alla sua Passione, e questa è una storia di sofferenza offerta per un’anima. Liduina viveva a Schiedam, in Olanda, e morì il 14 aprile 1433. Le sue malattie le impedivano di dormire. Passava le notti in preghiera e spesso cadeva in estasi, e in quelle estasi il suo angelo custode la conduceva nel Purgatorio. Un uomo dalla vita molto scandalosa si era convertito grazie alle sue insistenti esortazioni. Si confessò sinceramente e ricevette l’assoluzione, ma morì di peste poco dopo, senza il tempo di fare una penitenza adeguata. Liduina offrì per lui molte preghiere e molte sofferenze. Un giorno, in estasi, chiese all’angelo notizie di quell’uomo. L’angelo le rispose che soffriva molto, e le domandò se fosse disposta «…a sostenere qualche pena per diminuire le sue?» Il libro riporta così la sua risposta: «Senza dubbio, ella rispose: per aiutarla sono pronta a tutto.» L’angelo la condusse allora in un luogo di torture terribili. Liduina sentì un fragore di grida, di catene, di colpi, e fu presa dall’orrore. Non ebbe il coraggio di avvicinarsi a ciò che vedeva e chiese: «Qui dunque si trova l’inferno, fratello mio?» L’angelo le rispose con un «No, sorella mia», e le spiegò: «…ma questa parte del Purgatorio è vicina all’inferno.» Più avanti vide un angelo seduto sull'orlo di un pozzo. Era l’angelo custode di quel peccatore, e dentro il pozzo era chiusa la sua anima, in una pena particolare. Liduina desiderò vederla. L’angelo, con un atto di potenza, sollevò il coperchio. Ne uscirono fiamme e lamenti. E l’anima la chiamò per nome, con una voce che si capiva appena: «O Liduina, serva di Dio…» E le rivolse una domanda che finiva così: «…chi mi concederà di contemplare la faccia dell’Altissimo?» Liduina fu così scossa che la cintura che portava si spezzò, e tornò subito in sé. Ai presenti spiegò che scendeva in quei luoghi solo per soccorrere le anime: «…è per soccorrere le anime che acconsento a discendervi». Alcuni giorni dopo l’angelo tornò con il volto pieno di gioia e le annunciò che l’anima era uscita dal pozzo ed era passata al Purgatorio ordinario. Liduina non si accontentò. Continuò a pregare e a offrire i suoi patimenti finché seppe che quell'uomo era entrato in Paradiso. Fermatevi su queste parole: «…è per soccorrere le anime che acconsento a discendervi». Liduina non aveva scelto la sua croce, ma scelse cosa farne. Anche voi avete la vostra. Non sprecatela, offritela per un’anima. Oggi, primo venerdì del mese, prendete la vostra piccola croce, una fatica, un dolore, un’attesa, e offritela a Gesù dicendo solo: per quell'anima. L'Eterno riposo dona loro, Signore, e splenda ad esse la luce perpetua. Riposino in pace. Amen. 🙏 @paracleto4 FONTE: F. X. Schouppe, Il Dogma del Purgatorio, edizione italiana, Torino 1932: Parte Prima cap. III (santa Liduina di Schiedam).
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PRIMO VENERDI' DEL MESE Preghiera al Sacro Cuore di Gesù Signore Gesù, in questo primo venerdì del mese, ci accostiamo con fiducia al Tuo Sacro Cuore, sorgente inesauribile di grazia e di misericordia. Contemplando l’amore infinito che da esso trabocca, desideriamo consacrarti questo giorno e tutta la nostra vita. Riconosciamo che da soli nulla possiamo, ma che ogni nostro buon desiderio nasce dal soffio del Tuo Spirito. Per questo Ti preghiamo con umiltà: previeni, Signore, le nostre azioni e accompagnale con la Tua grazia. Fa' che ogni nostra preghiera e ogni nostra opera inizi sempre da Te, sia custodita dal Tuo Amore e attraverso di Te trovi il suo compimento. Trasforma il nostro cuore a immagine del Tuo. Configura la nostra volontà al disegno d'amore del Padre, affinché le nostre mani compiano le Tue opere e la nostra vita diventi un riflesso della Tua carità. Sacro Cuore di Gesù, confido e spero in Te. Amen.
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L’amore che ripara Carissimi, è novembre, il mese delle anime sante del Purgatorio, ed è venerdì, il giorno in cui Gesù ha dato tutto sulla Croce. Stamattina, nella mia meditazione, mi sono fermato su un pensiero che mi è entrato nel cuore come una fiamma: l’amore non è solo la via migliore per unirci a Dio, è anche la migliore forma di espiazione e di riparazione. Ecco il segreto. Non è il dolore in sé che salva, è l’amore che mettiamo dentro il dolore. La Croce di Gesù non redime perché fa male. Redime perché è amore fino all'ultima goccia di Sangue. E le anime vittime, quelle che si sono offerte per gli altri, non erano innamorate della sofferenza. Erano innamorate di Gesù e delle anime, e per amore hanno detto sì. Io l’ho visto con i miei occhi. Per vent'anni anni ho visto mamma Natuzza portare sulla sua carne il dolore per gli altri, e intanto accoglieva tutti con quel sorriso umile. Quante volte i defunti le chiedevano una preghiera, una Messa, un suffragio. Lei soffriva e amava, amava e soffriva, e non c’era mai tristezza nel suo offrire. Gesù non era un musone. Chi soffre per amore porta pace, non porta tristezza. Le anime del Purgatorio vivono già nell'amore, ma un amore che ancora le purifica, che le fa desiderare Dio con una sete che noi non immaginiamo. Non possono più aiutarsi da sole. Aspettano noi. Ogni Rosario, ogni Comunione, ogni piccola croce accettata senza lamento, ogni lacrima offerta in silenzio diventa per loro una goccia di refrigerio, un passo verso la Luce. E non dite: io non sono santo, io non posso. Ricordiamoci che ciò che ci trattiene è la mancanza di confidenza. Ognuno può diventare santo se crede davvero che Dio vuol farne un santo, nonostante le colpe passate e le debolezze di oggi. La santità non è fare cose straordinarie. È unire la nostra volontà a quella del Signore, anche nel dolore di un letto d’ospedale, anche nella solitudine, anche nella stanchezza di ogni giorno. Allora oggi, alle tre del pomeriggio, fermatevi un momento. Prendete la vostra croce, quella vera, quella che vi pesa, e mettetela ai piedi di Gesù crocifisso tra le mani della Madonna. Ditegli: Gesù, te la offro per amore, per le anime del Purgatorio, per quelle più abbandonate, per quelle che nessuno ricorda. L’eterno riposo dona loro, o Signore, e splenda ad esse la luce perpetua. Riposino in pace. Amen. Vi abbraccio nel Cuore Immacolato di Maria. @paracleto4
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APPELLO A TUTTI VOI: MI AIUTATE IN UNA RICERCA SU PADRE PIO? Carissimi fratelli e sorelle, sto lavorando a una ricerca su una pagina delicata della vita di Padre Pio: il passaggio di Casa Sollievo della Sofferenza alla Santa Sede e i suoi testamenti. Voglio ricostruirla con i documenti originali, senza pregiudizi e senza conclusioni affrettate. Per questo chiedo il vostro aiuto. Tra voi potrebbe esserci chi custodisce queste carte, oppure chi conosce un archivio, uno studioso, un frate o una famiglia che può aiutarci a trovarle. CERCO QUESTI DOCUMENTI, E SOLO QUESTI: Il testamento olografo di Padre Pio del 4 ottobre 1960. I due documenti testamentari dell’11 maggio 1964. Il memoriale di padre Clemente da Santa Maria in Punta, del 1969, completo. La lettera di Padre Pio al cardinale Amleto Cicognani del novembre 1961, in originale o in copia conforme. Verbali, atti societari o documenti ufficiali sul trasferimento delle azioni di Casa Sollievo (1960 e 1961). Vi chiedo con affetto, ma anche con franchezza, di non mandarmi ricordi personali, fotografie di Padre Pio, articoli già pubblicati o racconti sentiti dire. Sono cose preziose, ma non servono a questa ricerca. Ricevo tanti messaggi e voglio dedicare il tempo solo ai documenti richiesti. Se avete uno di questi documenti: 1. fotografate tutte le pagine, intere e leggibili, anche il retro se ha timbri o annotazioni; 2. non ritagliate firme, date, intestazioni o sigilli; 3. ditemi da dove viene e come ne siete entrati in possesso; 4. specificate se è un originale, una copia conforme o una semplice riproduzione; 5. non spedite mai gli originali: teneteli al sicuro, bastano le fotografie. Anche un’indicazione concreta e verificabile vale tanto: il nome di un archivio, di un fondo, di una persona che sa dove cercare. Se frequentate per studio l’Archivio Apostolico Vaticano o l’Archivio Generale dei Cappuccini, il vostro aiuto potrebbe essere decisivo. Ogni documento sarà verificato prima di essere usato, e nulla sarà pubblicato senza il vostro consenso. Non cerco materiale per accusare qualcuno né per alimentare polemiche. Voglio distinguere i fatti documentati dalle testimonianze e dalle interpretazioni, con la massima onestà. Padre Pio merita la verità, tutta la verità. Chi può aiutarmi mi scriva in privato. Grazie di cuore a chi prenderà sul serio questo appello. San Pio da Pietrelcina, prega per noi.
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Una precisazione, fratelli, perché voglio essere trasparente con voi. Queste carte non si trovano su internet. Sono custodite negli archivi, e per consultarle bisogna andarci di persona, chiedere autorizzazioni, aspettare e tornare. Io oggi non ho i fondi per farlo. Ecco dove si trovano i documenti che cerchiamo: Archivio Generale dei Cappuccini, Roma. Conserva i documenti dal 1946 al 1988, proprio gli anni che ci interessano. Per consultarli serve il consenso del Ministro generale dell’Ordine. Archivio Storico dei Cappuccini, Roma. Custodisce altra documentazione dell’Ordine utile alla ricerca. Archivio Apostolico Vaticano. Qui dovrebbe trovarsi la corrispondenza della Segreteria di Stato, compresa la lettera di Padre Pio al cardinale Cicognani. Casa Sollievo della Sofferenza, San Giovanni Rotondo. Conserva gli atti dell’Opera, a cominciare da quelli sul passaggio delle azioni. Se vivete a Roma o a San Giovanni Rotondo, se siete studiosi, religiosi o avete già un accesso a questi archivi, scrivetemi: potreste fare per questa ricerca quello che io oggi non posso fare. Se invece volete aiutarmi ad andarci io, c’è il mio Ko-fi ko-fi.com/paracleto4. Ogni euro servirà solo per viaggi, richieste d’archivio e copie dei documenti, e vi renderò conto di come l’ho speso. E chi non può fare né l’una né l’altra cosa, mi accompagni con un’Ave Maria. Anche quella apre porte. San Pio, prega per noi.
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Fra Modestino da Pietrelcina, cappuccino, che visse diversi anni accanto a Padre Pio a San Giovanni Rotondo, riferisce: "Nel 1945, una sera, Padre Pio uscì dal coro dopo la benedizione eucaristica vespertina. Io ero con lui nel corridoio che portava alla sua cella e gli domandai: Padre, che cosa pensa delle fiamme del purgatorio? Mi rispose: Se il Signore permettesse a un'anima di passare da quel fuoco al più ardente della terra, sarebbe come passare dall'acqua bollente all'acqua fresca". IN FOTO: Il Servo di Dio Fra Modestino Fucci (a sinistra) e Padre Pio. I due condivisero una stretta amicizia per ventotto anni fino alla morte di Padre Pio avvenuta nel 1968. Tratto da: Alessio Parente, Padre Pio e le anime del purgatorio, Ed. Padre Pio da Pietrelcina, San Giovanni Rotondo 2022, pp. 95-96.
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SANTA MADDALENA DE’ PAZZI E L’ORA CHE APRÌ IL CIELO Un’ora intera ai piedi dell’altare. Per un’anima del Purgatorio fu l’ultima ora di pena. Poi quell'anima si alzò e volò verso il cielo. Vi racconto la storia di santa Maddalena de’ Pazzi e di una sua sorella in religione. Oggi è giovedì, il giorno di Gesù Eucaristia, e questa storia nasce proprio davanti al Santissimo Sacramento. Padre Schouppe la riporta dalla Vita della santa scritta dal suo confessore, il padre Cepari, della Compagnia di Gesù. Maddalena è una carmelitana di Firenze. Il libro dice semplicemente così: «Da qualche tempo era morta una delle sue sorelle in religione.» Un giorno Maddalena prega davanti al Santissimo Sacramento. E vede comparire l’anima di quella sorella, ancora prigioniera del Purgatorio. Sale dalla terra, avvolta in un mantello di fiamme. Sotto quel mantello porta una veste bianchissima, che la protegge dal fuoco più intenso. Maddalena non la lascia sola. Il testo dice che «un’ora intera rimase ai piedi dell’altare», adorando il Dio nascosto nell'Eucaristia, con un profondo senso di annientamento davanti a Lui. Secondo il racconto, quell'ora era l’ultima della penitenza di quell’anima. E il libro conclude così: «Spirata quell’ora, si alzò e spiccò il volo verso il cielo.» Fermatevi su queste parole: «un’ora intera rimase ai piedi dell’altare». Non una parola, non un discorso. Un’ora di adorazione, per un’anima che nessuno vedeva. Se non avete un’ora, date quella che potete. Oggi passate davanti al Santissimo, anche solo dieci minuti, e offriteli per un’anima del Purgatorio. Se potete, andate a Messa e fate la Comunione per lei. Eterno riposo dona loro, Signore, e splenda ad esse la luce perpetua. Riposino in pace. Amen. 🙏 @paracleto4
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