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Buon sabato amici e amiche. La mia scelta di lettura per #CosaLeggoNelWeekend è “Alamo” di Stephen Harrigan (trad. Nicola Manuppelli, Del Maino).
Grazie a Del Maino che riprende le pubblicazioni è finalmente arrivato in Italia questo romanzo storico, uscito negli Stati Uniti nel 2000 come “The Gates of the Alamo”.
L’ho scelto perché volevo entrare nel mito fondativo del Texas senza restare prigioniero della leggenda. Harrigan non mette al centro Travis, Bowie o Crockett, ma tre personaggi inventati: un botanico solitario che cataloga i fiori per il governo messicano, una locandiera vedova e suo figlio sedicenne. Attraverso di loro racconta l’assedio del 1836 da entrambi i lati, con la pazienza di chi sa che la storia vera sta prima e intorno alla battaglia, non solo dentro.
È un romanzo di 872 pagine che va affrontato senza fretta, che smonta l’epica e restituisce persone, contraddizioni, polvere e sangue. Il tipo di libro che mi incuriosisce quando voglio vedere come si costruisce (e si consuma) un mito nazionale. L’ho iniziato ieri sera e le prime 100 pagine sono volate, fidatevi è davvero appassionante, un vero #folliperilwest 🤠🦬
E voi, cosa state leggendo questo weekend?
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Stasera presento “Madri e figli” di Theodor Kallifatides (Voland, traduzione di Carmen Giorgetti Cima).
Kallifatides torna da Stoccolma ad Atene per andare in visita alla madre novantaduenne. Una settimana sul balcone, mentre scrive sapendo che lei leggerà: ogni ricordo è un confine, ogni frase una trattativa delicata.
«Mio padre mi ha reso un essere umano, ma è mia madre ad avermi reso uno scrittore.»
Un romanzo quieto e tagliente insieme, che parla di radici, di distanza e di come la scrittura nasca dal bisogno di rimettere a posto ciò che il tempo e l’esilio hanno scomposto.
Lo avete già letto o lo avete in lista?
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"Il borghese – diciamolo spiritosamente- è un vampiro, che non sta in pace finchè non morde sul collo la sua vittima per il puro , semplice e naturale gusto di vederla diventar pallida, triste, 👇
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Stasera propongo “Malinconico Blues” di Diego De Silva (Einaudi).
Torna Vincenzo Malinconico. E tutto sarà come prima. Anzi, peggio.
Un nuovo capitolo dell’avvocato di insuccesso, tra ironia, digressioni e quel suo inconfondibile blues esistenziale. Chi lo sta leggendo o lo ha già in lista?





























