daniela agostini #iononvotoPD retweeted
Non andate dietro a questa baggianata! i dati ISTAT dicono ben altro , stanno calando le nascite ma non 150000 all'anno, basta diffondere fake news !! Il calo effettivo non giustifica il taglio di 7000 insegnanti per costituire classi pollaio, e togliere sempre più scuole !
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BASTA CON I SOLDI DELLA GENTE BUTTATI NEL CESSO UCRAINO🇺🇦💩🇺🇦🐷 @GiorgiaMeloni @Piantedosim
“La bolla di rabbia è esplosa e il popolo sta capendo. Saranno tempi di rivolta”. Milano, collettivi studenteschi in assemblea. Stasera presidio a San Vittore
ilfattoquotidiano.it/2026/10…
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Tra poco, nella straordinaria cornice di Erice, inizierà questa scuola che co-dirigo
Ragazzi di ogni provenienza ascolteranno lezioni su come ogni caratteristica della cellula emerga dalla cooperazione tra DNA, RNA e proteine, i costituenti della cromatina.
Sono emozionato
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Ciò che argomenta #DiPietro è importante: si possono comprendere meglio certe dinamiche all’interno della magistratura italiana e quanto una parte di essa sia un danno serio per l’Italia, la nostra democrazia e la vita sociale. E capire, ad es., la vicenda #Scarpinato.
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#Risiko aspettavo da tempo il ritorno 👏🏾👏🏾👍🏾👍🏾👍🏾 #RisikoSfideDiPotere
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Giovedì in seconda serata su Canale 5 torna #Risiko - Sfide di potere, il programma condotto da #FedericoRampini
#Realpolitik
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Non smetterò mai di ringraziare chi ha inventato l'Unione Europea, chi ci ha creduto, chi ha deciso che sarebbe dovuta diventare un'area dove la salute viene prima del business e dove sta merda non viene fatta entrare o quantomeno viene un minimo regolamentata.
daniela agostini #iononvotoPD retweeted
Alla fine ce l'ha fatta. E con lui ce l'hanno fatta le centinaia di migliaia di persone scese in strada a Madrid.
Pedro Sánchez ha riportato in vita i decreti sulla casa che le piazze chiedevano da settimane e che la destra gli aveva affossato appena quattro giorni fa.
daniela agostini #iononvotoPD retweeted
Se ENI può abbassare il prezzo alla pompa, scontare del 30% gas ed energia domestica e continuare comunque a guadagnarci, una domanda viene spontanea:
quanto hanno guadagnato davvero le grandi compagnie energetiche dall’invasione dell’ucraina a oggi?
e soprattutto: quanto abbiamo pagato noi?
perché a questo punto il dubbio è legittimo: siamo diventati un popolo bue, governato da imbecilli o da collusi?
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🇺🇦 UCRAINA, L’EX PORTAVOCE DI ZELENSKY ROMPE CON KIEV: “HA GIÀ PERSO QUESTA GUERRA”
Parole durissime quelle di Yulia Mendel, ex portavoce del presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
In un post pubblicato il 26 settembre, Mendel ha attaccato apertamente la strategia del governo di Kiev, sostenendo che l’Ucraina si trovi davanti a una situazione militare, politica e soprattutto finanziaria sempre più difficile.
Secondo l’ex portavoce, per il bilancio del 2027 l’Ucraina avrebbe bisogno di 52,6 miliardi di dollari di finanziamenti internazionali, mentre al momento sarebbero circa 20 miliardi quelli confermati o attesi attraverso i programmi esistenti.
Da qui il suo giudizio durissimo su Zelensky, che secondo Mendel avrebbe «già perso questa guerra» sul piano morale e finanziario e starebbe portando avanti politiche da lei definite «suicide».
Mendel accusa inoltre il governo ucraino di non avere un piano concreto per colmare il deficit e di continuare a confidare nell'intervento finanziario dei partner occidentali.
Sono le parole di una ex collaboratrice di Zelensky, oggi diventata una delle sue critiche più dure. E proprio per questo fanno rumore.
Al di là delle dichiarazioni di Mendel, resta una domanda: per quanto tempo l’Ucraina potrà sostenere economicamente una guerra di queste dimensioni?
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#26SETTEMBRE 1979 🇮🇷
Il Corriere della Sera pubblica l'intervista di Oriana Fallaci all'Ayatollah Khomeini, che si era svolta il 12 e il 13 settembre precedenti a Qom, in #Iran 🇮🇷
Quando Fallaci contestò l'obbligo del velo e chiese come si potesse nuotare in chador, Khomeini replicò che se non le piaceva, se lo poteva togliere, perché l'abito islamico era per le donne «giovani e perbene». Lei rispose definendo il chador un «cencio medievale» e se lo tolse davanti a lui. Khomeini si alzò e uscì dalla stanza.
L'intervista venne completata il giorno seguente, il 13 settembre, dopo che il figlio dell'Ayatollah convinse il padre a farla rientrare.
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Questo credo sia uno dei migliori interventi che siano mai stati fatti al Parlamento Europeo.
Lo ha fatto l'Eurodeputato slovacco Ľuboš Blaha, rivolgendosi a Kaja Kallas.
Va letto interamente con attenzione e possibilmente diffuso il più possibile, perché qui dentro c'è davvero tutto:
«E' lei che rappresenta la più grande minaccia ibrida per l'Europa! La più grande minaccia ibrida per l’Europa non è la Russia, signore e signori, ma la signora Kallas, che si trova qui tra noi e che vuole trascinarci in una guerra nucleare.
Sapete cos’è la disperazione? Quando l’élite tedesca, solo per sconfiggere l’AfD alle elezioni, organizza un’operazione dei servizi segreti a Lipsia e ne attribuisce la responsabilità alla Russia. Hanno completamente distrutto i propri rapporti con la Russia e, nonostante ciò, hanno comunque perso le elezioni. Eccezionale!
Nemmeno Mr. Bean avrebbe raggiunto questi risultati.
Non solo hanno perso, ma si sono anche dimostrati incompetenti!
Signora Kallas, lei parla costantemente di «minacce ibride», ma in realtà si tratta dell’esatto contrario.
Siete proprio voi, da molti anni, a condurre una guerra sanguinosa contro la Russia. Le vostre armi uccidono i russi.
Vi state armando come ai tempi di Hitler e la vostra retorica anti-russa è al livello dei nazisti. La cruda verità è che la Russia non ha attaccato nessuno dei paesi dell’Unione Europea.
Siete voi che avete attaccato la Russia.
Siete voi che vi siete spinti fino ai confini russi. Siete voi che, per decenni, avete cercato di provocare un cambio di regime in Russia. E ora avete paura di ricevere ciò che vi meritate, come bambini viziati. Lei è una guerrafondaia estrema, signora Kallas. Se ne vada!»
Questo intervento dovrebbe essere mostrato a reti unificate. Invece nulla, meglio diffondere le porcherie di Ursula von der Leyen, Kaja Kallas e il resto dei guerrafondai. Non sia mai dire agli italiani che in Europa c'è chi si oppone alla retorica guerrafondaia...
- Giuseppe Salamone
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Alla fine l’hanno fatto. Erano mesi che lo dicevo. ENI è un’impresa price leader controllata al 30% dallo Stato: le sue decisioni condizionano quelle delle altre imprese che saranno costrette a fare altrettanto. Funziona così il mercato oligopolistico. Lo avrebbero dovuto fare mesi fa. Questo è il motivo per cui servono imprese pubbliche nei settori strategici e banche pubbliche. Le privatizzazioni hanno massacrato l’economia italiana
Stefano Sylos Labini
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Il latitante per crimini di guerra e crimini contro l’umanità, Netanyahu si è presentato alle Nazioni Unite con i suoi ospiti d’onore.
A sedere nella tribuna riservata alla delegazione israeliana c’erano:
•Sid Rosenberg, conduttore di WABC, che ha definito il sindaco di New York Mamdani uno “scarafaggio dell’Islam radicale”,
• Alan Dershowitz, ex avvocato di Jeffrey Epstein.
Poi, dal podio dell’ONU, Netanyahu ha alzato un cercapersone e ha chiesto: «Vi ricordate i cercapersone?».
Si stava vantando, davanti al mondo, dell’attacco terrorista commesso da Israele nel 2024 in Libano. Migliaia di cercapersone e walkie-talkie trasformati in trappole esplosive sono scoppiati in case, negozi e strade. Hanno ucciso decine di persone, tra cui bambini, e ne hanno ferite e mutilate migliaia.
Quello di Netanyahu Non era un discorso. Era una minaccia esplicita , pronunciato dalla tribuna che dovrebbe esistere per la pace.
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Se l’algoritmo premia gli estremi, la democrazia si polarizza.
Nell’ editoriale di ieri su Avvenire rifletto su un meccanismo sempre più evidente: le piattaforme digitali non si limitano a ospitare il dibattito pubblico, ma ne selezionano e amplificano i contenuti secondo un modello economico fondato sull’attenzione.
Conflitto, indignazione e ostilità generano più interazioni. Chi comunica scopre che l’aggressività funziona e finisce per irrigidire progressivamente il proprio linguaggio: è quello che potremmo definire “effetto Hulk”. L’algoritmo registra il successo e lo moltiplica, rendendo conveniente diventare sempre più estremi.
Questo processo può incidere anche sull’offerta politica. Se la distribuzione delle preferenze si polarizza, i candidati moderati perdono centralità e i partiti tendono a inseguire gli elettori più mobilitati e radicali. Gli algoritmi non spiegano da soli la crisi del centro politico, ma possono agire come potenti moltiplicatori di fratture economiche, sociali e territoriali già esistenti.
Per questo occorre affiancare alla tutela del corpo una nuova difesa della sovranità mentale: un vero “Habeas mentem”.
Servono trasparenza degli algoritmi, responsabilità effettiva delle piattaforme, accesso ai dati per la ricerca, protezione dei minori, identificazione verificabile di bot e sistemi artificiali e regole capaci di impedire la proliferazione di profili falsi.
La libertà di parola non coincide con il presunto diritto di un algoritmo a moltiplicare alcune voci e a renderne invisibili altre. La prima è una libertà costituzionale; il secondo è un potere economico che, quando incide sulla vita democratica, deve essere sottoposto a regole e responsabilità.
L’Habeas corpus ci ha protetto dall’arbitrio sul corpo. Nell’era digitale, l’Habeas mentem deve proteggere la libertà e la sovranità delle nostre menti.
#Democrazia #Algoritmi #PiattaformeDigitali #Polarizzazione #HabeasMentem #Avvenire
avvenire.it/idee-e-commenti/…

































