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nata e cresciuta a pane e Europa,a dieta stretta Poco pane e ancor meno Europa Navigo a vista da miope e astigmatica Spero che me la cavo

Joined January 2013
Replying to @CasaLettori
@CasaLettori #LibriInFoto lo Smart lo connette al mondo, un libro lo connette al suo cervello
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🤬🤬🤬🤬 Fabio Dellamotta Di seguito, alcune esternazioni dell'individuoin questione... ma è chiaro che farlo notare è islamofobia... mica è lui anti-italiano: * Intifada fino alla vittoria» * Risposta a post di Salvini del 7 ottobre 2023: «Allah Akbar» * «Palestina dal fiume al mare» * Commento all’uccisione di un riservista italo-israeliano (2024): «Alhamdulillah» * «La Brigata ebraica non appartiene alla Resistenza italiana» * «La rivoluzione, quando avverrà, non sarà una rivoluzione dell’Occidente, ma una rivoluzione contro l’Occidente – e, quindi, inevitabilmente contro tutte le sue componenti.» * Le sinistre occidentali (e i movimenti affini) che non adottano «un’idea pienamente radicale di rottura con il sistema occidentale attuale» sono «parte del problema coloniale». * «L’Islam deve sostituire il socialismo nella liberazione dei popoli dall’imperialismo» * «Unione Europea. La vergogna di questo mondo»
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Margherita retweeted
.@paolomieli: "Landoni avrebbe potuto scrivere che non c'era il pericolo del reato, invece la GIP ha voluto scrivere 37 pagine in cui ha voluto diffondersi in esaltazioni delle parole di Sehir, rimanga ai fatti non era necessario andare oltre".
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Ok Tiziana Non riesco a trovare il post di Sahir del 18. Ma non incitava a proseguire le aggressioni alle banche e alle istituzioni? Non voleva cavalcare la ciurma distruttiva a favore dei palestinesi e contro Israele?. Solo disubbidienza civile?
Replying to @mrctrdsh
Caro Marco, niente da fare. Non riusciamo a convincere del fatto che le garanzie devono valere per TUTTI. Le cose che dice Siher in gran parte mi fanno orrore e mi spaventano. Ma non puoi tenere nessuno in custodia cautelare se non ci sono i pressupposti previsti dal codice
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Per la mia storia e per le battaglie di @forza_italia fin dall’inizio della pandemia, non posso essere d'accordo con il voto alla Camera sul reintegro dei medici #novax . Si manda un messaggio sbagliato, a chi si è vaccinato e a chi no. Dal #Covid siamo usciti grazie alla scienza e ai vaccini. Non dimentichiamolo mai! Per questo è necessario intervenire in Senato e correggere questo errore.
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👇👇👇👇 Roberto Damico. La Pagina Grazie a Paola Concia per avermi segnalato questa invista. Qui trascrizione completa: SINISTRA, DESTRA & ISLAMISMO schiacciano la democrazia liberale Anna Paola Concia “La teoria postcoloniale divide il mondo in «nemici» ed «vittime»: i campici non sempre bianchi, mentre il gruppo delle vittime è più indefinito” “Il femminismo intersezionale ha diviso il movimento femminista ed è infine diventato una forza antifemminista” “La situazione in Germania è drammatica il numero delle aggressioni contro gli ebrei è aumentato drasticamente” Il Prof. Dr. Susanne Schröter è direttrice del Centro di ricerca sull'Islam all'Università di Francoforte. La Germania è una delle migliori esperte di studi sulla diversità e sul multiculturalismo. Con la casa editrice Herder ha pubblicato il libro: Links, Rechts, Islamisch. Die wahren Feinde der Demokratie (La sinistra, la destra e l'islamismo: i veri nemici della democrazia). Come ha detto spesso Schröter, con un linguaggio chiaro e durissimo, la democrazia liberale in Europa sta sotto attacco da diverse forze politiche, culturali e sociali che dovrebbero difenderla – dalla sinistra radicale all'islamismo, passando per una parte della destra – non solo la criticano, ma ne minano le fondamenta dall'interno. All'interno del mondo postcoloniale – spiega Schröter nel libro – la divisione tra «oppressori» e «oppressi», tra «colonialismo» e «vittime», si divide il mondo in «cafoni» e «vittime». In questa visione, i beneficiari del colonialismo non sono sempre i bianchi, mentre il gruppo delle vittime è diventato sempre più indefinito. Così si crea una narrazione che manca la complessità delle società, ma alimenta solo nuovi conflitti e risentimenti. Un altro elemento critico è il femminismo intersezionale, che secondo Schröter ha diviso il movimento femminista in tanti sottogruppi e alla fine è diventato una forza antifemminista, al servizio di alcune forze della sinistra, avvelenando le loro lotte per i diritti, ha creato nuove categorie di vittime e nuove gerarchie, spiega. La studiosa non risparmia critiche neppure alla situazione in Germania, dove il femminismo è diventato una forza egemonica e ha assunto un ruolo drammatico. «Non si tratta solo di antisemitismo tradizionale – spiega – ma anche di una nuova forma di odio, spesso mascherato da antisionismo o lotta contro il "sionismo"». La situazione è grave e richiede una risposta politica chiara. In questa intervista, Susanne Schröter analizza le dinamiche che stanno mettendo a rischio la democrazia liberale e lancia un appello: «Serve una nuova consapevolezza, che parta dalla realtà e non dalle ideologie». Lei nel suo libro "Links, Rechts, Islamisch" parla del ruolo dell'Islam politico. Che ruolo ha il ruolo dell'Islamismo in questo scenario? «L'islamismo non è solo una questione religiosa, ma anche politica e ideologica. In molti casi, si presenta come una forza politica che mira a imporre una visione totalitaria della società. In Europa, vediamo una crescente influenza dell'islamismo, soprattutto attraverso le comunità immigrate e i finanziamenti esteri. Questo crea un conflitto con i valori fondamentali della democrazia, come la libertà di espressione, la parità di genere e la laicità dello Stato». Il postcolonialismo è una minaccia per la democrazia? «Il postcolonialismo ha avuto il merito di portare l'attenzione su temi importanti, ma oggi è diventato un'ideologia che divide più che unire. Invece di costruire ponti, crea nuove barriere e alimenta il risentimento. La democrazia liberale ha bisogno di un confronto aperto e rispettoso, non di nuove forme di "caccia alle streghe"». Come valuta il finanziamento da parte di partiti e movimenti attraverso fondi esteri? «È un problema serio, che riguarda non solo la Russia o altri paesi extra UE, ma anche organizzazioni internazionali come l'UE, ma anche da altre città, che spesso sono, in qualche modo, legati a progetti economici, geopolitici o culturali. In molti casi, ad esempio, si finanziano ONG che operano in Europa e che promuovono una specifica agenda politica, spesso in contrasto con gli interessi dei cittadini europei. Questo crea una forma di dipendenza e di influenza che non è sempre trasparente e che mina la sovranità degli Stati. La democrazia liberale ha bisogno di una società civile forte, ma non di una società civile che sia manipolata da interessi esterni o da ideologie che non rispettano la libertà e la pluralità». Un altro tema cruciale è il rapporto tra Europa e Stati Uniti. «L'Europa deve mantenere la sua autonomia strategica – scrive Schröter – e non diventare un semplice strumento della politica americana. Questo non significa rompere l'alleanza, ma rafforzare la capacità di decisione europea, soprattutto in un mondo sempre più multipolare». A cosa attribuisce la grande avanzata delle aggregazioni contro gli ebrei in Germania? «È un fenomeno molto preoccupante, che va oltre l'antisemitismo tradizionale. Si tratta di una nuova forma di odio, spesso mascherato da antisionismo o da lotta contro il "sionismo". Questo crea un clima di paura e di insicurezza, soprattutto tra i giovani ebrei, che si sentono sempre più isolati. La politica deve reagire con fermezza, ma anche con una strategia di lungo periodo, che preveda educazione, prevenzione e una lotta più efficace contro l'odio online». Cosa pensa del ruolo dei media e dei social network nella diffusione di queste idee? «I media e i social network hanno un ruolo fondamentale, ma spesso non lo usano in modo responsabile. La logica del click e della pubblicità porta i media a dare spazio a voci estremiste e semplificazioni pericolose. I social network, poi, amplificano queste narrazioni, creando camere dell'eco che rendono sempre più difficile il confronto civile. Serve una maggiore responsabilità, sia da parte delle piattaforme che dei giornalisti». È un sistema di governo, la sua democrazia liberale, che ha la forza di difendersi senza diventare essa stessa autoritaria? «Sì, è un sistema che garantisce la libertà, ma deve essere difeso con determinazione e con una forte consapevolezza. La democrazia liberale non è perfetta, ma è l'unico sistema che garantisce la libertà, i diritti e la pluralità. Dobbiamo difenderla con tutte le nostre forze, senza cedere alle semplificazioni e alle narrazioni manichee. Dobbiamo difendere la democrazia liberale, dobbiamo essere consapevoli che la democrazia è un sistema fragile e che la libertà non è mai gratuita. Dobbiamo difenderla con la stessa forza con cui difendiamo la nostra vita». Cosa si aspetta dal futuro? «Non sono una persona ottimista, ma non voglio nemmeno essere una catastrofista. Credo che, con una maggiore consapevolezza e un impegno comune, si possa ancora difendere la democrazia liberale. Ma dobbiamo agire ora, prima che sia troppo tardi». (Didascalia sotto la foto): Susanne Schröter
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Più che una sentenza sembra un elogio al lavoro di propaganda svolto da Siher
LE MOTIVAZIONI DELLA GIP DI MILANO CHE NON HA CONVALIDATO IL FERMO DI #YOUSSEFSIHER Con i contenuti pubblicati sulla chat Telegram "Movimento 17 ottobre" Youssef Siher ha espresso "modalità di protesta" contro le "attuali politiche governative", oltre ad "evocare azioni di 'disobbedienza civile'", ma che non "si traducono nell'adozione di comportamenti violenti o più in generale criminosi, bensì nella mera programmazione di manifestazioni settimanali, capaci di sensibilizzare e coinvolgere il maggior numero possibile di persone". I messaggi diffusi via Telegram da Youssef Siher avrebbero avuto lo scopo "di promuovere la formazione di una coscienza collettiva" e non di "arrecare un grave danno allo Stato" né "di intimidire la popolazione... suscitando nella società nel suo complesso un turbamento profondo e perdurante". Così la gip di Milano, Tiziana Landoni, nel provvedimento con cui, rigettando la richiesta di convalida del fermo e di applicazione della misura cautelare in carcere proposta dalla Procura, ha rimesso in libertà il ricercatore 30enne che era a San Vittore dalla notte di sabato scorso in qualità di amministratore del "Movimento 17 ottobre" (Tgcom24)
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LE MOTIVAZIONI DELLA GIP DI MILANO CHE NON HA CONVALIDATO IL FERMO DI #YOUSSEFSIHER Con i contenuti pubblicati sulla chat Telegram "Movimento 17 ottobre" Youssef Siher ha espresso "modalità di protesta" contro le "attuali politiche governative", oltre ad "evocare azioni di 'disobbedienza civile'", ma che non "si traducono nell'adozione di comportamenti violenti o più in generale criminosi, bensì nella mera programmazione di manifestazioni settimanali, capaci di sensibilizzare e coinvolgere il maggior numero possibile di persone". I messaggi diffusi via Telegram da Youssef Siher avrebbero avuto lo scopo "di promuovere la formazione di una coscienza collettiva" e non di "arrecare un grave danno allo Stato" né "di intimidire la popolazione... suscitando nella società nel suo complesso un turbamento profondo e perdurante". Così la gip di Milano, Tiziana Landoni, nel provvedimento con cui, rigettando la richiesta di convalida del fermo e di applicazione della misura cautelare in carcere proposta dalla Procura, ha rimesso in libertà il ricercatore 30enne che era a San Vittore dalla notte di sabato scorso in qualità di amministratore del "Movimento 17 ottobre" (Tgcom24)
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Tra i firmatari dell'appello dei "Giuristi per Gaza" troviamo Tiziana Landoni, la GIP che oggi ha deciso la scarcerazione di Youssef Siher.
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Heute wählt Israel zum ersten Mal seit dem 7. Oktober. Der Wahltag ist bei uns ein Feiertag, Busse und Bahnen fahren kostenlos, damit jeder wählen kann. Und wählen dürfen alle: Juden, Christen, Muslime, Araber, Drusen, Tscherkessen, Aramäer. Ein arabischer Israeli hat heute gleich vier arabische Parteien zur Auswahl. Ein 38-Jähriger Palästinenser hingegen hatte noch nie eine Wahl. Mahmud Abbas lässt dort seit zwei Jahrzehnten nicht wählen – ein Paradies für jeden Politiker! Bei uns in Israel hingegen ist heute ein Fest der Demokratie. Auf diese Vielfalt und diese Energie bin ich sehr stolz.
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Quando lodate i palestinesi e hamas, possibile che non vi vergognate neanche un po?
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500 milioni di europei sperano che 300 milioni di americani li proteggano contro 120 milioni di russi che nemmeno riescono a sconfiggere 40 milioni di ucraini mentre non si rendono conto che stanno venendo invasi da 2 miliardi di musulmani che si dicono perseguitati da 9 milioni di israeliani!
500 Milhões de Europeus, esperam que 300 Milhões de Americanos os protejam contra 120 Milhões de Russos que nem conseguem derrotar 40 Milhões de Ucranianos enquanto, não percebem, que estão a ser invadidos por 2000 milhões de Muçulmanos que se dizem perseguidos por 9 milhões de Israelitas!
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Le génocide des chrétiens dans le monde continue...dans l'indifférence la plus totale. C'est dramatique.
Nigeria. Plus de 4216 chrétiens tués entre le 1er janvier et le 8 septembre limportant.fr/infos-news/138… @InfoChretienne
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Ma la sinistra hard è apertamente complice del terrorismo islamico. Orgogliosamente anti semite fingendo che Israele non sia l’unico Stato ebraico.
Inneggiare ad Hamas. Non è peccato. E’ complicità
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Bettini: Conte ha saputo dirigere un governo di coalizione che ha salvato l'Italia. Veramente se non arrivava Draghi finivamo a puttane Bettini
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Prendere buona nota…
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