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Migration Island is an independent organization, based in South-Eastern Sicily, working in the field of migration and asylum.

Sicily, Italy
Joined February 2016
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“Let’s not look for comparison of suffering let’s look for ways to change.. so that children in Gaza and children on the border will not grow up hating..PLEASE STOP IMPORTING OUR CONFLICT into your country, STOP taking sides and creating hatred..be part of the solution”R. Damelin
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Replying to @katiaamore @laramps
Parlano di controlli "mirati" e "selettivi",non a campione,proprio per respingere l'accusa di creare fastidio agli italiani. Come facciano a sapere PRIMA di controllare se una persona sia UE o meno è un mistero(non proprio... ma ci siamo capiti🙄) cc @_Nico_Piro_ @ciropellegrino
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Replying to @laramps
Mi scusi ma qui non si riesce proprio a capire come all’atto pratico si possano controllare solo i cittadini extracomunitari. Se non controlli i documenti come sai chi è comunitario e chi non lo è? Se fanno controlli a campione che criteri di selezione utilizzano? Decidi da chi?
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Replying to @vitalbaa @arelis888
“ la decisione di sospendere l'applicazione dell'accordo di Schengen per i cittadini di paesi terzi provenienti dalla Spagna” e come stabiliscono chi viene da paesi terzi se non controllano tutti? Si che base? Profilazione razziale? A simpatia e antipatia?
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Rei confessi. Ostentatamente.
"Sono due anni e mezzo che combattiamo nella Striscia di Gaza, basta guardare in che stato di devastazione si trova... e il mondo non ci ha fermati. Ecco perché credo che dobbiamo occupare tutta Gaza e imporre un regime militare: Gaza deve essere colonizzata perché senza coloni NON c'è esercito." Bezalel Smotrich, ministro Israeliano si vanta del silenzio e complicità mondiale che ha permesso la distruzione di Gaza e ora invoca la colonizzazione di tutta Gaza, approfittando del fatto che nessuno sta facendo nulla contro i genocidari Israeliani. Quando vi dicono che i coloni di «Israele» sono semplici civili, ricordate questo video in cui Smotrich ammette pubblicamente che Israele ha bisogno dei coloni israeliani per poter occupare militarmente i Territori Palestinesi e imporre una sostituzione etnica e commettere una pulizia etnica.
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Non sono vittime collaterali, ma bersagli scelti intenzionalmente per distruggere un popolo. Lo ha messo nero su bianco (anche) la commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite. @ilmanifesto
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Liberi Domenico Centrone e Dina Alberizia I due attivisti italiani della Flotilla, che erano detenuti da un mese in Libia sono stati liberati. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Con loro sta arrivando in Italia anche un cittadino uruguayano-italiano, Matías Álvarez Rodríguez. L’"intenso lavoro diplomatico" necessario per toglierli dalle grinfie di Haftar è durato un mese intero.
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🚨 Il 2026 inizia con un flusso di informazioni shock martellante 🚨 Se accettiamo di vivere dentro una condizione di shock permanente, la domanda non è più semplicemente “come restare informati”, ma come restare cognitivamente e politicamente presenti. 👇shorturl.at/2e9eM
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Più rifiutiamo la guerra, più i media mainstream ci ingozzano di paure ed ansia per un Natale in mimetica fra panettoni e droni! Ne parlo su Il Principio 👇open.substack.com/pub/ilprin…
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Un paio di cose a margine della vittoria di @ZohranKMamdani. Ha aperto il discorso citando Eugene Debs, e verso la fine Jawaharlal Nehru. Ci sarebbe molto da dire su questi due riferimenti. Mamdani non è solo giovane, c'è una cultura politica dietro questo movimento.
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E così si risponde da sinistra, non con gli accordi costosi per bloccare la gente nei lager oltremare assecondando e alimentando xenofobia e razzismo travestiti da management pragmatico dell’immigrazione.
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Aggiorniamo questa riflessione allegando un importante intervento di @lorenzodago 👇instagram.com/reel/DQNDFQkDP…
La complicità a tutto il male che sta investendo il mondo occidentale è partita ANCHE dalle politiche migratorie repressive di fortezza Europa. Hanno coltivato l’indifferenza verso l’ingiustizia e la disumanizzazione del prossimo. Il silenzio intorno a questa storia ne è esempio
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Barghouti showed he could build bridges across Palestinian divisions even as he reached out to Israelis, said Mouin Rabbani, non-resident fellow at Democracy for the Arab World Now and co-editor of Jadaliyya, an online magazine focusing on the Middle East. Barghouti is “seen as a credible national leader, someone who can lead the Palestinians in a way Abbas as consistently failed to,” he said. Israel is “keen to avoid” that, since its policy for years has been to keep Palestinians divided and Abbas’ administration weak, Rabbani said, adding that Abbas also feels threatened by any Barghouti release. apnews.com/article/palestini…
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"La religione non può essere una ragione per rubare". Il mio reportage sulla violenza dei coloni in Cisgiordania. Sole 24 Ore
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ll 12 settembre a Ginevra tre collettivi guidati da rifugiati – Refugees in Libya, Refugees in Tunisia e Refugees in Niger – hanno presentato davanti alla sede centrale dell’Unhcr un volume che segna un punto di svolta: Book of Shame: How Unhcr Fails to Protect Refugees in Libya, Tunisia and Niger (Vol. 1, 2025). È la prima pubblicazione scritta e compilata interamente da rifugiati. Non un rapporto di Ong, ma un atto politico e un documento di resistenza che accusa l’Agenzia delle Nazioni Unite di aver abdicato al suo mandato, diventando strumento di contenimento delle politiche europee. Le accuse: protezione negata e complicità nel contenimento Il volume raccoglie testimonianze dirette dal 2024 al settembre 2025: dai centri di detenzione libici ai campi desertici di Agadez in Niger, fino ai presidi di protesta in Tunisia. I contributi denunciano violenze sistematiche, corruzione negli uffici, criteri arbitrari di vulnerabilità e una protezione che arriva solo “quando la morte è già ineludibile”. Secondo David Yambio, rifugiato sudsudanese e fondatore del movimento Refugees in Libya, «Unhcr non ha mai agito per la libertà. Ha visto le torture, i corpi bruciati, le donne stuprate, i bambini lasciati morire. Ha distribuito coperte e biscotti, ma ha lasciato intatte le sbarre e armati i carcerieri». Il “Libro della vergogna” documenta la trasformazione dell’Unhcr in quello che i rifugiati chiamano “Unfair – The UN Refusal Agency”: un’istituzione che decide chi vive e chi muore, chi viene evacuato e chi resta prigioniero, seguendo la logica della gestione dei flussi per conto dell’Europa. Dalla protesta di Tripoli al manifesto collettivo Il libro nasce dall’esperienza del sit-in di cento giorni davanti alla sede Unhcr di Tripoli nel 2021-2022, quando migliaia di rifugiati furono sgomberati e deportati nei centri di detenzione con la complicità delle milizie. Tre anni dopo, poco è cambiato: i movimenti guidati da rifugiati vengono ancora trattati come minacce, le manifestazioni represse, le voci ridotte al silenzio. Le pagine raccontano storie precise: Shoaib, 16 anni, morto di abbandono a Tripoli nel 2021; suo fratello Yasin sopravvissuto solo grazie alla determinazione dei compagni; i bambini nati senza cittadinanza nei campi di Agadez, condannati a un futuro senza scuola né sanità; le proteste represse a Tunisi con la cooperazione dell’Unhcr. La denuncia è chiara: l’Agenzia, invece di garantire protezione, ha contribuito a “esternalizzare” le frontiere europee, sostenendo campi e sistemi che trasformano rifugiati e migranti in corpi da contenere. Il volume si chiude con un manifesto collettivo dei movimenti di Libia, Tunisia e Niger, che rivendicano il diritto a parlare con la propria voce: «Non scriviamo per chiedere carità. Non scriviamo come vittime da salvare. Scriviamo come comunità che si organizzano, che resistono, che hanno osato nominare la macchina dell’abbandono». L’atto politico e il futuro delle lotte La presentazione di Ginevra è stata accompagnata dall’annuncio di una manifestazione fatta il 13 settembre davanti alla sede dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni. I promotori sottolineano che questa non è un’operazione di advocacy classica: è la costruzione di un archivio di testimonianze per impedire che la sofferenza venga cancellata dalle statistiche. «Il testimone deve parlare» scrive Yambio, e il libro – curato da un collettivo di rifugiati, attivisti e ricercatori – è pensato come un atto d’accusa pubblico contro un sistema che, con il linguaggio della protezione, pratica invece la regolazione e il contenimento. La forza del “Libro della vergogna” vuole essere nel ribaltare la prospettiva: non sono Ong occidentali o istituzioni a scrivere dei rifugiati, sono i rifugiati stessi a redigere il catalogo delle omissioni e delle complicità. Ne esce un quadro in cui l’Unhcr, in Libia come in Tunisia e Niger, appare più attento a non disturbare governi e donatori che a salvare vite umane. «Unhcr ha fallito me» si legge in una delle testimonianze, frase che diventa sintesi di un’esperienza collettiva. Con questa iniziativa, i rifugiati dimostrano di non voler più essere relegati al ruolo di destinatari passivi di aiuti. La scelta di presentare il libro davanti alla sede centrale dell’Unhcr a Ginevra rende la denuncia ancora più diretta: il messaggio è rivolto non solo all’agenzia, ma anche ai governi europei che finanziano e sostengono la politica di esternalizzazione. Ma mentre i rifugiati hanno portato le loro denunce davanti alla sede centrale, l’Unhcr a oggi non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche sul contenuto del libro né sulle accuse. Nei giorni successivi l’Agenzia ha diffuso comunicati su altre emergenze, dall’Afghanistan alle vie di ingresso regolari, senza alcun riferimento al “Libro della vergogna” e alle proteste di Ginevra. Una scelta che i movimenti leggono come ulteriore conferma del silenzio istituzionale che intendono spezzare. (il mio articolo per @LaNotiziaTweet) lanotiziagiornale.it/come-ha…
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“E anche chi evita la TV, finisce per imbattersi nei soliti spezzoni che circolano sui social: litigi, monologhi, frasi a effetto. A volte ai limiti del grottesco.”
Il giornalismo TV riparte dopo l’estate con un copione immutabile: più risse che domande, più opinioni che fatti. E torna in mente Battiato: «un branco di lupi… precipitano roteando come massi da altissimi monti in rovina». Ne parlo su Il Principio 👇ilprincipio.substack.com/p/i…
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“…. questo Libro della Vergogna non riguarda solo l'UNHCR, riguarda le politiche dell'UE, riguarda le persone che si trovano in situazioni privilegiate e tuttavia non fanno nulla (….) Non ci arrenderemo. Questo è solo il volume 1, ci sarà il volume 2 e altri volumi. E dovremo ricorrere a misure più radicali se le nostre richieste non saranno soddisfatte” @DavidYambio #Justice4Refugees cc: @refugeesniger @RefugeesTunisia @BaobabExp @katiaamore @giuliocavalli @EleonoraCamilli @EleanaElefante @MeltingPotEU
“Today, in Geneva we presented the “Book of Shame”, & we did manage to discuss with the @Refugees a number of things that needs to be implemented. And we hope that they will really show good faith in implementing the demands & the proposals that we did put forth” - @DavidYambio
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🚨 #Mentana sul genocidio di Gaza e il fact-checking selettivo Chiedo venia per dover riutilizzare un mio post qui sotto, ma credo sia rilevante rispetto alle dichiarazioni di Mentana di ieri a #La7 #Piazzapulita 👉 Dicendo che il genocidio "non ci aiuta", Mentana (come del resto Ernesto Galli Della Loggia e Liliana Segre sul Corriere e La Repubblica) ha divulgato disinformazione che dovrebbe essere oggetto di studio da parte dei fact-checkers. È Mentana "che non ci aiuta" a capire. C’è assoluta unanimità sul verdetto di genocidio a Gaza da parte di The Lancet, Amnesty, Human Rights Watch, B’Tselem e International Association of Genocide Scholars. Tuttavia sembra che molti giornalisti occidentali e debunkers siano affetti da "fact checking selettivo": smontano solo alcuni tipi di fake news e disinformazione, altre le divulgano senza controllo. 📺 Servono giornalisti senza doppi standard morali ed empatia selettiva brill.com/display/title/7346… @corradoformigli @La7tv @PiazzapulitaLa7 @repubblica @Corriere @EnricoMentana @migrationisland @Moonlightshad1 @Zerovirgola2 @arelis888 @mostro @EBustreo @fawollo13 @francotaratufo2 @kiara @silviaballestra @VigilanzaT @Ale_x_Ferretti @katiaamore @FranceskoNew #FactChecking #Disinformazione #Palestina #Israele #Genocidio #Gaza
🚨 IS THERE A GENOCIDE in GAZA? 🇮🇹 Italian Mainstream Media Outlets (Corriere della Sera, La Repubblica) → "No genocide" ❌ 📚 Lancet | Amnesty | HRW | B’Tselem | Genocide International Association of Genocide Scholars → “IT IS GENOCIDE” ✅ ⚠️ Who do you believe? 🔴 Some of us WARNED of genocide in Oct 2023 ilfattoquotidiano.it/2023/10… ⏳ Almost 2 years of denial 💀 35 years of life expectancy lost (worse than Rwanda in 1994) thelancet.com/journals/lance… ✅ "Where are the valiant fact-checkers who debunk mainstream media fake news?" #GazaGenocide #NeverAgain #HumanRights #StopTheKilling #EndImpunity #gaza #israele @martinshawx @amnesty @amnestyitalia @hrw @btselem @TheLancet @LemkinInstitute @JournalGenocide @Corriere @repubblica @fattoquotidiano @ilfattoblog @factcheckdotorg @Bufalenet @PagellaPolitica @FranceskoNew @JMontomoli @katiaamore
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Giorni dopo aver garantito di essere lui, con le sue idee progressiste, a influenzare @elnet_global - influente lobby che organizza e finanzia viaggi di parlamentari in Israele - anziché il contrario, @ivanscalfarotto (Italia Viva) ha fatto alcune cose piuttosto sorprendenti: 🧵
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🔴 @fanpage unico media mainstream 🇮🇹 che parla dei recenti arresti di 6 rifugiati al "centro umanitario" di Agadez, Niger. #KeepEyesOnAgadez fanpage.it/politica/rifugiat… 🔴 Peculiare perché da anni ormai è contesto strumentalmente dimenticato dai media ed il centro è eridità delle poilitiche "gestioni flussi migratori" e "esternalizzazione confini" #Minniti 2017 🔴 Peculiare che @UNHCRItalia rilasci a mag2025 (unhcr.org/it/notizie/discors…) un comunicato che non è per trasparenza, ma dal taglio editoriale giustificatorio in lingua italiana ergo non rivolto ai rifugiati, ma in ricerca di potenziali partner e donatori. Comunicato politico più che umanitario, posizione contro il regolamento e natura stessa dell' UNHCR. 🔴 Peculiare anche che la stessa @UNHCRItalia al Meeting di #Rimini ha dichiarato in un tweet "Perché quando scoppia una crisi, noi interveniamo!" ma non ha condiviso alcun comunicato sui 6 rifugiati arrestati il 21ago2025 al "centro umanitario" di Agadez, finanziato da Italia ed Europa. cc: @refugeesniger @chiaraUNHCR @RefugeesinLibya @DavidYambio @giuliocavalli @BaobabExp @giacomo_zando @katiaamore @JFCrisp @cochetel @MaryLawlorhrds
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