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In piazza non manifesta una generazione di giovani, ma solo un’infima minoranza di parassiti, ignoranti, pelandroni, psicolabili e buoni a nulla giustamente atterriti per il loro futuro. Quando verranno a mancare i genitori che gli passano la paghetta saranno costretti a lavorare
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MORIREMO DI DIRITTI.
Questo monologo del bravissimo Fabio Ferrari andrebbe diffuso a tutti gli studenti d'Italia dal primo giorno di scuola fino all'ultimo.
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✍🏻 @GiovyDean
🔻Scrivo che mio padre, se i carabinieri lo avessero chiamato alle 2 di notte per dirgli che suo figlio è stato fermato per aver devastato un negozio, mi avrebbe riempito di mazzate tanto da farmi preferire la galera e arriva il commentatore indignato per “violenza patriarcale”.
🔻Kety con la bandiera palestinese accanto al nome dice che i maranza hanno saccheggiato i negozi per regalare i vestiti ai clochard per difenderli dal freddo.
🔻C’è il professore di economia aziendale che non conosce le proporzioni e la statistica il quale, messo alle strette, ci spiega che sono tutti italiani, anche quelli egiziani e marocchini e quindi l’immigrazione non c’entra.
🔻C’è l’europarlamentare Ilaria che chiede l’immediato rilascio dei fermati dalla polizia.
🔻C’è l’avvocatessa che dice che il suo assistito non voleva rubare le scarpe ma “si è trovato nel flusso dei criminali che si dirigevano verso il negozio Nike e non ricordava più la strada di casa” in stile Hansel e Gretel.
🔻C’è uno di Potere al Popolo che rilascia una intervista per dire che sfasciare tutto è giusto perché questo è il modo di farsi ascoltare.
🔻C’è la moglie di Fratoianni che ci spiega che servirebbero più assemblee di istituto e che mi ricorda Floris che parlava di lampioni accesi come deterrente per gli immigrati.
🔻C’è l’attivista di sinistra che prende un ceffone da un tizio che difende i negozianti e denuncia la violenza subita nonostante letteralmente cinque minuti prima avesse scritto che devastare è giustificato.
🔻C’è quella che sobbalza per lo scoppio della bomba carta mentre intimava il brigadiere di non fermare i minorenni per i controlli che si scopre essere una dello staff del candidato della sinistra Lorenzo Pacini a sindaco di Milano.
🔻C’è la ventenne con i capelli viola che urla “siamo tutti antifascisti” e viene affrontata dialetticamente da una coetanea che replica “e che cazzo c’entra con il costo della vita?” per poi fare scena muta perché ha imparato tre parole in croce e per coniugare un verbo ha bisogno dell’insegnante di sostegno.
Questo Paese non può essere governato con i sistemi democratici che ci hanno accompagnato lungo le pagine della storia: o si accetta una innovativa forma di tirannia forgiata sui princìpi intramontabili di legalità e sicurezza o si mette al bando la sinistra estrema assieme all’Islam in quanto organizzazioni di stampo terroristico che attentano alla vita della parte sana della comunità. Siamo ben oltre il dualismo ideologico e ben ampiamente all’interno dell’insindacabile riconoscimento del bene e del male. Bisogna isolare la parte malata del proprio corpo partendo dall’inossidabile rilevanza della comunicazione al servizio delle élite, non perfette, ma distanti da tutto ciò che sia riconducibile alla sfera politica della sinistra.
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La vera MAFIA
#MAROTTALEAGUE
@FIGC MAFIA
Siete ridicoli 😒😒🤡🤡🤡
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JUST IN CASE YOU WERE WONDERING WHY I HATE MUSLIMS AND THINK THEY’RE THE MOST DEMONIC PEOPLE ON EARTH. HERE YOU GO.
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Questo è uno che ha FALSIFICATO un passaporto per far giocare Recoba
L'inter doveva essere radiata
E lui doveva andare in carcere per reato penale
Risultato?
Lui pateggia 6 mesi e non si fa manco un giorno
L'inter nessuno la tocca
LA MORALE DA QUESTE MERDE ANCHE NO.
Tutto alla luce del sole, nel silenzio assordante delle altre squadre a cui evidentemente va bene cosi.
“La più grande tragedia di questi tempi, non è nel clamore chiassoso dei cattivi, ma nel silenzio spaventoso delle persone oneste” Martin Luther King
#MarottaLeague
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NON SOLO A TORINO IL GIUDICE HA LASCIATO LIBERO LO STUPRATORE DI UNA 13ENNE, PURE A CAGLIARI, IL MESE SCORSO, UN ALGERINO ACCUSATO DI VIOLENZA SESSUALE SU UNA 13ENNE È STATO LASCIATO LIBERO
Non accade solo a Torino, bensì si tratta di una impostazione assunta dai nostri tribunali: gli stupratori di minori vengono lasciati liberi, nonostante abbiano dimostrato, attraverso il crimine, la loro pericolosità sociale sulla pelle della parte più fragile della società, ossia l’infanzia.
A Cagliari, nel mese di luglio, un algerino, richiedente asilo non si capisce perché dato che in Algeria non esiste alcuna emergenza umanitaria, ospite da circa otto mesi in un centro di accoglienza a nostre spese, è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale ai danni di una bambina di 13 anni. Il pubblico ministero aveva chiesto la custodia cautelare in carcere. Il giudice ha invece disposto la scarcerazione.
Mi domando, considerata la gravità dell’accusa che vede vittima una bambina, quali valutazioni abbiano portato il giudice a decidere di lasciare a piede libero questo soggetto.
C’è poi un secondo paradosso. L’algerino risulterebbe richiedente asilo, già questa è una anomalia perché l’Algeria è Paese sicuro, ma mi chiedo anche come possa lo Stato italiano valutare di dare protezione a un soggetto che contemporaneamente viene accusato dallo Stato stesso di avere commesso un reato gravissimo contro una minore sul suo territorio.
È un cortocircuito intollerabile. Possiamo proteggere chi stupra le nostre bambine?
Prima del diritto di asilo di un clandestino (diritto che l’algerino non ha) esiste il dovere di uno Stato di garantire la sicurezza di una bambina di tredici anni e di tutti coloro che vivono all’interno dei suoi confini.
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Torino. Stupra una 13enne nel minimarket e il giudice lo lascia libero perché “ha mostrato dispiacere”. Come se il dispiacere annullasse il crimine o eliminasse il danno terribile arrecato alla vittima, una minore, una bambina.
È rimasto ancora un po’ di decoro e di rispetto per la Legge?
E 40 minuti prima, nello stesso negozio, lo stupratore aveva compiuto un altro abuso su una donna non ancora identificata. Sembra uno stupratore seriale più che un pentito. Eppure è libero di stuprare ancora, ormai certo che il massimo che rischia è… una pacca sulla spalla da parte del giudice.
VERGOGNA!
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🔴 Domani su “Il Giornale” sveliamo elementi inediti e incredibili sulla vicenda di
Paolo De Rosa, responsabile del dipartimento digitale dei governi Gentiloni, Conte e Draghi e consulente del Pd. Abbiamo le prove per cui l’uomo che gestiva la sicurezza informatica dello Stato era al tempo stesso la mente dietro una rete di hacker legata al mondo dell’eversione e all’estremismo di sinistra con condanne per
“associazione con finalità di terrorismo ed eversione dell’ordine democratico” in Italia.
Bisogna fare massima chiarezza su questa inquietante vicenda.
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In questa epoca di grande confusione è bene ripassare le basi.
Chi ama la democrazia e la libertà stava al fianco del popolo cecoslovacco quando il 20 agosto 1968 i carri armati sovietici soffocarono la primavera di Praga.
Era al fianco del popolo cinese quando nella notte fra il 3 e il 4 giugno 1989 il Partito Comunista cinese con una violenta repressione militare spense le proteste di Piazza Tienanamen, a Pechino.
Stava con il popolo ungherese quando il 4 novembre 1956 l'armata Rossa ha represso nel sangue il grido di libertà di Budapest. Appoggiava il sindacato Solidarnosc nel 1981 e la battaglia per la libertà dei polacchi guidati da Walesa.
E adesso non cambia idea.
Oggi come allora sostiene la lotta per la libertà e l'indipendenza del popolo ucraino contro l'oppressore comunista russo che corrisponde al nome di Putin. Oggi come allora non si fa ingannare e non evoca il fascismo laddove non esiste: l'autocrate Putin è un comunista in purezza. Come lo sono stati Kruscev, Den Xiaoping, Breznev, Jaruzelski... Una storia che dovrebbero ripassare per bene alla Casa Bianca, così come spesso in Italia. Persino generali di chiara fama e autorevolezza. Perché senza una piena consapevolezza del passato non c'è comprensione del presente.





























